Live 24! Padova, il riposo dei guerrieri: iniziano le vacanze per i Biancoscudati…


Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «La telefonata al sindaco? No, non l’ho ancora fatta, bisogna fare una valutazione globale che ad oggi (ieri, ndr) non può essere ancora fatta». Per conoscere il futuro del calcio Mestre bisognerà attendere ancora qualche giorno, ha spiegato il presidente Serena, che mantiene fermo il termine massimo del 31 maggio per sciogliere le riserve sul suo eventuale prosieguo alle redini della società. E a questo punto, non resta che formulare ipotesi su quello che potrebbe succedere: nel primo caso, Serena continuerà e si proseguirà come se nulla fosse successo, nella seconda si valuteranno tutti gli aspetti legati all’adeguamento dello stadio (costi, contributo del Comune e limitazioni future) e la terza, la sua partenza. «Tre ipotesi corrette – risponde schiettamente Serena – perché ad essere sincero, la cosa che più mi concerne è la precarietà che circonda Mestre. In più, non posso ribadire l’amarezza per come le cose si sono evolute un anno fa, al termine della prima tranche di lavori effettuati allo stadio, per cui al momento le priorità per me sono altre». Ed è qui che il progetto della Città dello Sport di Mestre entra in gioco. «Questa è la questione fondamentale che è in cima ai miei pensieri, e risulta determinante per il proseguo del progetto. In questo frangente ogni decisione è plausibile, ma ciò che è evidente è la situazione di instabilità che ci circonda, e non c’è cosa peggiore per tutti coloro che sono coinvolti, dai giocatori allo staff, dalla dirigenza al presidente. Il resto sono tutte chiacchiere». […]

Ore 17.00 – (La Nuova Venezia) Conto alla rovescia per la fine del mese, tra tante voci e dubbi qualcosa verrà fuori. In casa Mestre le bocche rimangono sempre chiuse in attesa del fatidico 31 maggio, giorno fissato da Stefano Serena per definire le linee guida arancionere per la prossima stagione. Certo, in mezzo a tanta nebbia, l’apertura del sindaco Luigi Brugnaro verso il Baracca alla serata del Panathlon può essere visto come un piccolo raggio di sole, ma i tempi non si possono (neanche volendo) accorciare più di tanto. Il Baracca con l’intervento delle istituzioni potrebbe essere pronto per accogliere il Mestre in Serie C l’anno prossimo ma poi? Il rischio di tornare a fare i “globetrotters” rimane molto alto. Di voci ne girano fin troppe considerando che molti giocatori sono in scadenza di contratto e molti dei protagonisti della splendida avventura di quest’anno vengono associati a questa squadra piuttosto che a un’altra. Ma sono tutti conti senza l’oste. Il primo a sostenerlo è stato Zironelli che ha subito sottolineato d’aver due anni di contratto e nessuno può parlare senza prima essersi seduti al tavolo con Serena che (difficilmente) si lascerà sfuggire un allenatore come lui se non per vederlo salire di categoria e certo non lasciandolo andare via a costo zero. Per quanto riguarda i giocatori è pur vero che molti erano già stati nel mirino di alcune squadre nel mercato di riparazione, basta pensare a Beccaro accostato alla Feralpi o addirittura al Padova poi promosso e con lui Fabbri, Boscolo Papo o Spagnoli. E, soprattutto, non sono da sottovalutare le parole di Perna, capitano in campo e leader nello spogliatoio che ha dichiarato e chiesto ai compagni di non rovinare uno splendido gruppo che raramente si è visto in quelle categorie. E le parole di uno come lui, spesso, pesano come macigni. Tutto il resto è ora solo fatto di chiacchiere e ipotesi. […]

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) «Avremo il nuovo mister entro fine maggio». Lo aveva assicurato Mauro Lovisa subito dopo il divorzio da Fabio Rossitto. Nel mirino allora (come adesso) di re Mauro c’era Zironelli, tecnico del Mestre che aveva dato spettacolo con il Pordenone sia all’andata (2-2 al Bottecchia con i ramarri di Colucci) che al ritorno (4-3 al Mecchia di Portogruaro con i ramarri di Rossitto). Il 31 maggio si sta avvicinando a grandi passi e la questione resta aperta. I primi giorni di questa settimana saranno importantissimi. Zironelli ha più volte dichiarato che lascerà Mestre solo con il pieno consenso di Stefano Serena, al quale è legato da contratto sino a giugno 2019. Il presidente mestrino a sua volta ha fatto capire che potrà garantire il suo impegno con la società neroarancio solo se la squadra potrà giocare al Baracca, che però ha bisogno di lavori per essere adeguato alla serie C. A tale proposito Serena aveva anticipato di avere in programma un incontro con Luigi Brugnaro proprio oggi. Il primo cittadino di Venezia lo ha anticipato e la scorsa settimana ha pubblicato sulla sua pagina Facebook Luigi Brugnaro sindaco questo pensiero: L’Ac Mestre deve poter giocare al Baracca. […]

Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) Ormai dovrebbe essere questione di giorni, due per l’esattezza: se tutto va come da programmi, mercoledì Mauro Zironelli sarà il nuovo allenatore del Pordenone. Dopodomani, infatti, dovrebbe essere il giorno fatidico dell’incontro tra il tecnico e Stefano Serena, presidente del Mestre, club in cui “Ziro” ha lavorato nelle ultime due stagioni tra serie D e C. Sul tavolo la rescissione del contratto del trainer (che scade a giugno 2019). Così, se sarà sancito l’addio definitivo, l’ex Sacilese sarà poi libero di firmare per i ramarri, che avrebbero già pronto un biennale per lui. A quel punto comincerebbe in maniera ufficiale l’era di Zironelli, allenatore fortemente desiderato dal presidente del club cittadino, Mauro Lovisa.Battute finali. Si dovrebbe essere arrivati ai titoli di coda della trattativa. Il condizionale è d’obbligo, perché il calciomercato, nel corso della sua storia, spesso riserva sorprese. Pare non sia questo il caso, perché se da un lato il Mestre non vorrebbe lasciar andare il suo tecnico (se non dietro un adeguato indennizzo), dall’altro la società veneziana ancora non sa neppure se potrà iscriversi alla prossima stagione di serie C. Per cui al presidente Stefano Serena non resta che parlare con Zironelli e trovare un accordo per la rescissione. L’agenda prevede un appuntamento nella tarda mattinata di mercoledì: dopodiché, se tutto andrà per il verso giusto, subito l’appuntamento tra il tecnico e la società neroverde, con la conseguente firma. Sarebbe l’epilogo di un corteggiamento nato già molto tempo fa, quando Lovisa fu attratto dal gioco scintillante prima della Sacilese e poi del Mestre di “Ziro”. […]

Ore 14.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) […] Nello 0-0 dell’ultima di campionato contro il Pescara Inzaghi aveva rispolverato Marco Firenze. «I playoff sono una grande vetrina e spero anch’io di poter dare una mano, portando quel qualcosa in più per fare quanta più strada possibile si augura il 24enne genovese Penso di poter esser utile, ora inizia un mini campionato con squadre tutte molto forti, Venezia compreso. La spunterà chi avrà più fame e determinazione per far pendere gli episodi a proprio favore». Firenze ha assistito alla retrocessione del Crotone (proprietario del suo cartellino) in B e della Pro Vercelli (in cui aveva militato nel girone di andata) in C. Il Perugia è invece il primo ostacolo tra il Venezia e la Serie A. «Mi è dispiaciuto, soprattutto per la Pro Vercelli che per il gioco espresso non meritava di retrocedere così, anche se dall’inizio tante cose non andavano bene. A ottobre coi bianchi vincemmo 5-1 a Perugia, l’avevamo interpretata molto bene contro un avversario dai valori molto alti. Poter giocare al Penzo e con due risultati è una fortuna, però trattandosi di una gara secca sarà comunque un vantaggio non decisivo». Firenze, arrivato come esterno offensivo, è stato trasformato da Inzaghi in mezzala trovando pochissimo spazio malgrado i gol a Salerno e Parma. «Un ruolo che avevo già ricoperto anche a Vercelli, non una novità assoluta per me. Sono arrivato in un Venezia già con determinati equilibri ben funzionanti, entrare in una squadra rodata non è mai facile. Sono uno cui piace inserirsi negli spazi, col Pescara purtroppo ce n’erano ben pochi ma credo di poter esser utile, fermo restando che il mister fa le sue scelte che rispetto».

Ore 14.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «I playoff per la Serie A posticipati a domenica? Non ci voleva però non deve destabilizzare. Ci vorrà un Venezia capace di azzannare il Perugia». Il direttore sportivo, Leandro Rinaudo, è ben lungi dal mettere le mani avanti nel momento di valutare pro e contro della sosta forzata dovuta al caso-Bari. «Il rinvio deciso a questo punto della stagione, per giunta a soli tre giorni dalla gara secca d’esordio nei playoff, sicuramente ha rotto alcuni equilibri. Dico ciò perché ci stavamo preparando a dovere, dal punto di vista fisico ma soprattutto da quello mentale, basandoci su certi punti di riferimento che trovano il loro naturale sfogo nella partita. All’improvviso l’obiettivo di scendere in campo ci è stato tolto e nessuno può esserne contento. Ad ogni modo dobbiamo vedere il lato positivo, avremo più tempo per allenarci ancora meglio». La pausa non richiesta, facendo i conti nelle tasche altrui, forse dispiacerà meno al Perugia che ha appena cambiato allenatore, mentre le semifinaliste Frosinone e Palermo non avranno granché sorriso visto che debutteranno in semifinale il 6 giugno a quasi tre settimane dall’ultima gara disputata il 18 maggio. «Sono valutazioni che lasciano il tempo che trovano a mio avviso perché dopo nove mesi di campionato uno stop di questo tipo farà un po’ bene e un po’ male a tutti. Per questo, guardando al mini campionato di 5 gare che ci auguriamo di affrontare per intero, la condizione fisica sarà importante ma non decisiva. Ora come ora conterà molto di più trovare al proprio interno quelle doti come fame, voglia e cattiveria che possono davvero fare la differenza facendo emergere le qualità malgrado la normale stanchezza». […] Intanto il nome di Leandro Rinaudo, dopo l’Alessandria grande delusa nel campionato di Serie C, è stato accostato a una Cremonese che l’anno prossimo vorrà riscattarsi in B. «Se ho parlato con il Venezia (sulla porta ci sarebbe lo scout Valentino Angeloni, ndr) o altri del mio futuro? No, ad oggi con nessuno su nessun fronte, non so nulla e va bene. Sono concentrato sul Venezia, perché tutti abbiamo fatto grandi sacrifici per arrivare dove siamo oggi, alla vigilia dei playoff che porteranno in A. Quanto alla voci, sempre che siano vere, fa sempre piacere quando qualcuno si rende conto e apprezza il tuo lavoro».

Ore 13.30 – (La Nuova Venezia) […] Il presidente Tacopina non ha lesinato parole molto critiche su quanto è avvenuto attorno al caso-Bari che ha portato allo slittamento di una settimana dell’inizio dei playoff. «È stata una decisione che ha rotto gli equilibri di tutte le squadre nella fase di preparazione dei playoff» aggiunge Leandro Rinaudo, «soprattutto sul piano mentale bisogna ripartire dall’inizio. Noi siamo stati solo spettatori di quanto è accaduto, la decisione poteva essere presa prima». Esistono anche i pro di questo slittamento. «Il lato positivo che è abbiamo avuto una settimana in più per recuperare Pinato: le risposte avute nel test con la Triestina sono state confortanti dopo un mese di assenza per l’operazione al menisco. È rimasto in campo quasi un’ora, senza avvertire problemi al ginocchio, è un gran bel segnale». […] «Ci siamo già mossi nelle scorse settimane per gettare le basi al prolungamento del contratto con alcuni giocatori» osservato Rinaudo, anche lui in attesa di sapere se rimarrà o meno al Venezia, «d’accordo con il presidente è stato deciso di lasciar passare questi giorni di playoff. Anche sul mio conto leggo tante voci, ma sono solo voci, come avviene per tanti, dirigenti, allenatori o giocatori, in questo momento».

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Manca soltanto l’annuncio. Salvo colpi di scena last minute, il nuovo tecnico dell’Este sarà Nicola Zanini, 44 anni, reduce da una stagione piuttosto sofferta con il Vicenza (ancora in attesa di conoscere il futuro societario), che ha acciuffato la salvezza ai playout sbarazzandosi del Santarcangelo di Karel Zeman. La dirigenza atestina ha già strappato il “sì” all’ex centrocampista di Sampdoria, Atalanta, Napoli e Vicenza, Triestina e Genoa (oltre ad una piccola parentesi ad Albignasego), anche se oggi dovrebbe esserci l’incontro decisivo per l’ufficializzazione, attesa in serata. Nicola Zanini ha superato la concorrenza di Carlo Perrone, indicato inizialmente come il “naturale” successore di Michele Florindo, visto l’ottimo rapporto fra Este e Piovese. Lo stesso Perrone, alla fine, si è accordato con il Giorgione (Eccellenza). Una volta sistemata la panchina, si partirà con il mercato, che vedrà i giallorossi protagonisti: il patron Renzo Lucchiari, infatti, vorrebbe una rosa in grado di combattere per il vertice insieme a Campodarsego e Arzignano Valchiampo. In questo senso, il vice presidente Stefano Marchetti ha già sistemato la “spina dorsale” dell’Este che verrà, con le riconferme del capitano e portiere Alessandro Lorello, del centrocampista Stefano Pozza e del bomber Damien Florian, che resteranno all’ombra della Porta Vecchia a prescindere dal nuovo allenatore. […]

Ore 12.40 – (Mattino di Padova) La finale playoff di sabato scorso (persa 3-4 con l’Arzignano Valchiampo) ha fatto calare il sipario sulla stagione del Campodarsego. Anche se i biancorossi non sono riusciti a completare l’en plein dopo il trionfo nella Coppa Italia di Serie D, il bilancio stagionale resta comunque positivo, sia per i risultati ottenuti, sia per il gioco espresso.Ora, però, dalle parti di Reschigliano sta per iniziare un’estate caldissima, visto che, dal mercato, arriveranno numerose novità. La prima riguarda la guida tecnica: Gianfranco Fonti ha dimostrato ancora una volta di essere un top trainer per la Serie D, riuscendo a valorizzare i giovani e a far rendere i big, per un secondo posto nella regular season impreziosito dal trofeo di categoria. Tuttavia, sembra che, una volta disposto il “rompete le righe” con la festa di chiusura di domani sera, le strade del tecnico mestrino e della società dell’Alta si divideranno.I nomi dei candidati a succedere a Fonti sono già noti e un’ulteriore conferma è arrivata spulciando tra gli spalti durante il match di sabato, al quale hanno assistito Gianluca Zattarin, seguitissimo pure dal Delta Porto Tolle, Paolo Favaretto (reduce dall’esperienza nella Serie A maltese) e Antonio Andreucci (corteggiato anche da Modena e Sanremese), il cui ritorno dal Como è un’idea che affascina l’ambiente. […]

Ore 12.10 – (Gazzettino) La certezza è che domenica 3 giugno alle 18.30 si disputerà il preliminare tra Cittadella e Bari. Dove, non ancora. Il Tribunale federale, infliggendo due punti di penalizzazione alla società pugliese per irregolarità amministrative, ha di fatto cambiato la classifica e il campo, con il Cittadella che ha scavalcato il Bari e sarà padrone di casa, in attesa che la Commissione d’Appello Federale si esprima sull’annunciato ricorso del Bari. «Siamo preparati a qualsiasi tipo di evenienza, ma si presume che il Cittadella giochi al Tombolato», sono le parole di Andrea Gabrielli. E la macchina organizzativa si è messa in moto. «Purtroppo i tempi saranno stretti, ci aspettiamo la sentenza della Caf per mercoledì, a metà settimana. Ci riuniremo in sede per pianificare tutto al meglio, ovviamente non posso anticipare niente finché non ci sarà il giudizio della giustizia sportiva, ma sul piano logistico ci dovremo comunque muovere». Diciamo che si giocherà al Tombolato: è annunciata una mini invasione di tifosi baresi, che in queste ore sono scatenati contro la propria società e anche contro il Cittadella. Sui social non sono mancati commenti al pepe nei confronti dei granata, rei di aver innescato il procedimento disciplinare. C’è il timore che domenica si possano creare disordini a Cittadella e al Tombolato? «Il nostro sito – afferma il presidente Gabrielli – è stato messo a dura prova con i commenti, ma farei rientrare tutto nelle classiche schermaglie verbali. Di fatto, i tifosi poi si concentreranno sull’evento sportivo, che è la cosa più importante. Il Cittadella sin dalla premessa aveva detto che non c’era niente contro il Bari, abbiamo agito nel momento in cui non abbiamo constatato una reazione tempestiva da parte di Lega e Federazione alla notizia dello slittamento della sentenza del Tribunale. Il Cittadella ha semplicemente messo in evidenza la necessità di intervenire prima possibile, le istituzioni hanno compreso e chiesto l’anticipo del giudizio, e così è avvenuto, rientrando nella regolarità delle cose. Sarebbe stato molto peggio se la sentenza fosse arrivata una volta disputati i play off, con il rischio di chiedere la ripetizione della partita in caso di penalizzazione». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) «Sto valutando con i miei legali la presentazione di un’istanza per giocare in uno stadio da almeno 20 mila posti. A Padova o Vicenza…». Così si è espresso, con una sorta di provocazione, il presidente del Bari, Cosmo Giancaspro, nel corso di una lunga conferenza-stampa tenuta allo stadio San Nicola, commentando «la situazione kafkiana» a suo avviso legata al giudizio sportivo post deferimento del club. Il patron ha precisato che «la società ha sempre pagato le tasse. Nessuno può dire il contrario», replicando agli striscioni che i tifosi hanno affisso in città negli ultimi giorni. E sui conti ha aggiunto: «Questa società ha perso 2 milioni il primo anno, 8 il secondo e 5 il terzo, tutti ripianati poi dal sottoscritto, socio di maggioranza che ha salvato la società il 22 giugno 2016. Il mio piano di risanamento continua, nonostante il fango che qualcuno si permette di continuare a buttare senza tirar fuori la faccia». […]

Ore 11.30 – (Mattino di Padova) Presidente Andrea Gabrielli, ha sentito l’intervista rilasciata sabato da Cosmo Giancaspro, patron del Bari, a Sky Sport? La “perla” è una frase che vi riguarda, la riportiamo integralmente: “Il 21 maggio ho appreso dell’istanza chiesta dal Cittadella, durante un’assemblea dei soci di Lega B, di anticipare l’udienza dell’1 giugno al 25 maggio. Una richiesta che, a detta dei miei legali, il Cittadella poteva presentare direttamente all’udienza del 15 maggio”. Come a dire che è colpa vostra se è successo tutto quello che è successo… «Non mi sembra il caso che sia io a commentare, lascio che siano gli altri a entrare nel merito. Mi limito a rispondere per la parte che ci riguarda: il Cittadella si è comportato esattamente come avrebbe fatto qualsiasi altra società che si fosse trovata nella stessa posizione. Noi ci siamo mossi solo quando abbiamo visto che le istituzioni non lo avrebbero fatto prima dei playoff. Non avremmo dovuto arrivare a questo punto, ma siamo stati costretti». In effetti, appare evidente che ci sia un problema nei tempi della giustizia sportiva. «È chiaro che sono migliorabili, ma l’importante è che alla fine si sia posto rimedio ad una situazione che rischiava di avere strascichi. Occorreva arrivare ad una sentenza prima dei playoff, per non falsarli, ed è ciò che accadrà. È stato perso del tempo, ma meglio tardi che mai». […] «Non vorrei che tutto sembrasse una “questione personale”. Non abbiamo nulla contro il Bari, anzi. Ma La Lega deve tutelare ogni società e le norme, in caso di inadempienze, impongono che le penalizzazioni siano scontate nel torneo in corso». Adesso che la penalizzazione, in primo grado, è stata comminata, cosa farete? «Aspettiamo l’esito del ricorso che il Bari presenterà. Immagino che al più tardi mercoledì si arrivi ad una sentenza definitiva. Più tardi dovesse arrivare, più sarebbe complicato organizzare la prevendita dei biglietti, sia se si dovesse giocare al Tombolato, sia nel caso di un ribaltamento del verdetto, con la partita al San Nicola. Ma se la Lega ha deciso di spostare l’inizio dei playoff a domenica 3 giugno, lo ha fatto valutando sicuramente i tempi del tribunale». […] Teme che il clima teso di questi giorni, con i canali social del Citta subissati di improperi, ma anche con gli striscioni contro Giancaspro apparsi in più punti di Bari possano tradursi in disordini prima della sfida?«Ho letto tutti i messaggi apparsi su Facebook e mi sembra che il tono prevalente sia quello dello sfottò goliardico. Credo che alla fine prevarrà la sportività e che tutti capiranno che stiamo parlando di una partita di calcio. Se si giocherà al Tombolato, i tifosi del Bari saranno i benvenuti, come lo sono sempre stati. Parliamo di una realtà con cui i rapporti sono sempre stati ottimi, noi siamo pronti a offrire loro la massima ospitalità. L’importante è che tutti si impegnino a non alzare i toni».  […]

Ore 11.00 – (Gazzettino) Domani (oggi, ndr) devo sentire il direttore Carli del Cagliari per capire se nei prossimi giorni è a Milano». In questo caso il piatto forte dell’incontro è il rinnovo del prestito di Capello, cannoniere quest’anno della squadra. «Credo che sia più giusto anche per il ragazzo continuare il percorso di crescita con noi per un altro anno, anche considerato che il Cagliari ha già attaccanti forti. Confermare nel Padova in serie B quanto di buono ha fatto quest’anno, gli permetterebbe di entrare in serie A dalla porta principale». Non solo Capello comunque. «Voglio capire se hanno qualche giocatore in uscita che può fare al caso nostro. Melchiorri? È uno di quelli per i quali sto provando a capire la situazione. È una prima punta forte per la serie B, ha fatto gol anche in A. Ma bisogna anche vedere se il Carpi esercita il diritto di riscatto». […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) […] Con il rientro di ieri in aereo dalla spedizione in terra pugliese è scattato automaticamente il rompete le righe per giocatori e staff tecnico che possono godersi le vacanze, non altrettanto per il diggì biancoscudato che ha il compito di allestire la rosa in vista del prossimo campionato di serie B. Il tutto tenendo conto delle indicazioni di Bisoli, e soprattutto del budget che è stato messo a disposizione dalla società. Proprio su quest’ultimo aspetto ecco Zamuner: «È in linea per provare a disputare il campionato che abbiamo in testa, ossia per raggiungere quanto prima la salvezza». Ha buoni margini per muoversi in sede di trattative? «Sì, e comunque il presidente Bonetto dà sempre un’indicazione di massima ed è poi pronto a fare qualcosina in più: se si tratta di fare uno-due acquisti ulteriori, non si tira indietro». Quindi aggiunge: «Credo che il nostro mercato entrerà nel vivo nei primi dieci giorni di giugno, in questo momento sto prendendo informazioni sui giocatori che ci potrebbero interessare.

Ore 10.40 – (Gazzettino) Nuovi orizzonti e nuovi obiettivi in chiave futura anche per il settore giovanile che la prossima stagione, grazie alla promozione in serie B del Padova, potrà partecipare con le proprie formazioni di punta ai campionati nazionali più importanti e tornerà in particolare a disputare il torneo Primavera. In società già si è iniziato a pianificare quanto necessario, con la soddisfazione di potere alzare ulteriormente l’asticella nell’attività rivolta al vivaio e con la speranza di mettere a disposizione di Bisoli qualche ulteriore ragazzo interessante dopo i vari Cisco, Marcandella e Piovanello. «Per prima cosa esordisce il responsabile del settore giovanile Fulvio Simonini voglio complimentarmi con la prima squadra e ringraziarla perché se faremo questo passo in avanti è per merito loro. Con la formazione Primavera affronteremo un campionato più impegnativo ed è giusto così, anche perché il bello dello sport è il fatto di crescere sempre di più e superare i nuovi ostacoli che di volta in volta si presentano. Al tempo stesso, poi, ci sarà maggiore visibilità tra gli addetti ai lavori». Nell’analisi, non è di poco conto il fatto che anche per il settore giovanile, per effetto della mancata iscrizione ai campionati nel 2014 e la perdita di tutti i ragazzi allora vincolati, si sia dovuto ripartire da zero, ma Simonini non si fascia la testa: «Quest’anno la Berretti, dopo un inizio difficile, si è poi rimessa in riga, comportandosi bene e nella fase finale ha mancato la qualificazione ai quarti solo all’ultima partita dopo avere ottenuto sette punti in tre gare. Di quel gruppo i 2000 saranno il nucleo della futura Primavera: valuteremo i ragazzi più adatti del 2001 e possiamo schierare pure tre 99 e un fuoriquota. Inoltre faremo qualche inserimento da altre società. In ogni caso il passaggio dalla Berretti sarà meno traumatico dal momento che disputeremo il campionato Primavera 2». […]

Ore 10.20 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Un doppio grande patrimonio. E l’anno prossimo…”) Certo, non sarà facile provare a riportare allo stadio chi lo ha lasciato da anni, preferendo altro al pallone e al Biancoscudo, ma dopo il trionfo in Supercoppa, seguito alla vittoria indiscutibile in campionato, da parte di Bisoli e dei suoi ragazzi, che hanno zittito anche tutte le malelingue sostenitrici della teoria secondo cui il girone B fosse il più agevole dei tre, crediamo si debba aprire un credito convinto nei confronti della società di viale Rocco per il futuro. Nessuno chiede la luna, ma l’obiettivo di consolidare il Padova tra i cadetti, di conferirgli uno spessore tecnico e manageriale ancora più forte, in una parola di calarlo nella realtà della nuova categoria con i crismi dovuti al suo lignaggio e ai 108 anni di vita che si porta dietro, andrebbe sottoscritto senza “se” nè “ma”. Usiamo il condizionale per il semplice fatto che, tranne lo “zoccolo duro” della tifoseria che ci ha sempre creduto, non ci è chiaro il tipo di ricaduta che il ritorno tra i cadetti comporterà a livello di presenze sugli spalti. […]

Ore 10.10 – (Mattino di Padova, editoriale di Stefano Edel dal titolo “Un doppio grande patrimonio. E l’anno prossimo…”) Ci consideravano il brutto anatroccolo del calcio veneto, sempre dietro le battistrada Verona e Vicenza e sopravanzati pure dal Venezia di Tacopina, invece ora Padova e il Padovano hanno il legittimo diritto di gonfiare il petto orgogliosi e di mettere in riga le tradizionali rivali della regione, perché questo 2018 resterà scolpito negli annali della storia biancoscudata. Roberto Bonetto, a cui non finiremo mai di dire “grazie” per aver creduto fermamente, insieme a Bepi Bergamin, nella possibilità di ricostruire, nell’estate 2014, una società sparita improvvisamente dal professionismo, è riuscito davvero a compiere un capolavoro con i suoi collaboratori, dal figlio Edoardo al direttore generale Zamuner, sino ai soci Beccaro, Salot e Pancolini e, buon ultimo, il finanziere franco-armeno Oughourlian: ha riportato “dentro” il Padova lo spirito della padovanità, il sentirsi parte integrante del territorio, il vivere in simbiosi con la piazza. Ha restituito entusiasmo ad una tifoseria delusa, amareggiata, diffidente per i guai subìti, rilanciando l’immagine di un club che meritava ben altri palcoscenici che non fossero la terza serie e, prima ancora, la D.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Dovremo aspettare il suo ritorno, invece, per altri tre aspetti importanti dell’agenda biancoscudata. Il primo è l’apertura della campagna abbonamenti. «Ci sta lavorando mio figlio con lo staff. Manca qualche dettaglio, ma lo definiremo al mio rientro. Faremo delle proposte sensate e mi auguro una grande risposta dei tifosi. Il loro attaccamento sarebbe un segnale importante per la società». Il secondo è la compagine azionaria: quando definirete il nuovo assetto? «La prima settimana di giugno. Ma non ci sono problemi. Budget e programmi sono già stati tracciati, resta solo da capire chi vorrà restare o meno in società». Ultimo aspetto, lo stadio. A quando il tavolo con le istituzioni, promesso nel corso della sua visita a Palazzo Moroni? «A metà giugno. Aspettiamo anche il nuovo presidente della Camera di Commercio e poi ci siederemo tutti assieme. Non bisogna avere fretta, servono analisi e riflessioni perché si parla di investimenti da diversi milioni di euro».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Un’ulteriore conferma l’ho avuta sabato sera a tavola, quando i giocatori si sono salutati abbracciandosi forte e c’è stata un’atmosfera di forte commozione. Si è creato davvero un gruppo granitico e la nostra intenzione è quella di mantenere il 70-80% dei giocatori anche nella stagione 2018/19. Ripartiamo con una grande vantaggio rispetto agli scorsi anni. Per la prima volta sappiamo già chi saranno allenatore e direttore sportivo e possiamo programmare per tempo». Lei sarà via tutta la settimana. Dobbiamo aspettare il suo rientro per qualche annuncio di “mercato” o può succedere qualcosa?«Zamuner si è già mosso e continuerà a farlo anche in questi giorni. Ha preso i primi contatti, ma la priorità è quella di definire i rinnovi dei prestiti di Capello, Ravanelli e Zambataro. Spero che ci siano novità positive a breve». Manca anche la firma sul rinnovo di Pinzi. A che punto siamo? «C’è ancora qualche aspetto da chiarire. Il giocatore ci ha dato tanto, noi gli abbiamo fatto una proposta per continuare un altro anno, vediamo se le sue esigenze possono collimare con le nostre».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] «Quest’annata mi ha riempito d’orgoglio», le parole del patron Roberto Bonetto. «A memoria non ricordo altre stagioni così trionfali del Padova. Ci siamo imposti in maniera prepotente da fine ottobre in poi, non abbiamo mai mollato e siamo arrivati alla grande anche a queste ultime due gare, dove abbiamo messo in campo prestazioni di spessore. Non c’è che dire, è stato fatto un lavoro immenso da parte di tutti. Ma adesso dobbiamo ripartire, facendo anche tesoro di qualche piccolo errore che c’è stato e provando a migliorarci ancora». Il primo punto da cui ripartire è la squadra per la prossima stagione. Vedendo lo spirito messo in campo dai giocatori in campionato, l’atteggiamento con cui hanno approcciato anche la Supercoppa e la voglia di vincere, viene da pensare che questo gruppo vada salvaguardato anche per la B. Che intenzioni avete? «Stiamo lavorando proprio per questo. La bravura di Bisoli e Zamuner è stata quella di aver basato la squadra non sui singoli, ma sulla forza del collettivo.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Un anno dopo gli Under 15 del Padova centrano ancora la final four di categoria. I giovani biancoscudati non hanno avuto problemi nel battere la Reggiana anche nella gara di ritorno dei quarti di finale, giocata ieri all’Appiani e terminata 2-0. Non ci poteva essere regalo migliore per mister Claudio Ottoni, che proprio oggi compie 58 anni e ha potuto festeggiare con i suoi ragazzi nello stadio che l’ha visto protagonista da capitano nello storico Padova di inizio anni’ 90. Toccherà, quindi, a loro cercare di riportare nella città del Santo uno scudetto giovanile che manca da 28 anni, dopo che la scorsa stagione gli Under 15 di Simeoni si erano fermati in semifinale e gli Under 17 di La Cagnina erano arrivati sino alla finale di Cesena persa contro il Como.Il Padova arriva all’appuntamento decisivo forte di una stagione vissuta sempre in prima fila, con la vittoria del proprio girone e una fase ad eliminazione diretta nella quale è sempre riuscito a mantenere la porta inviolata. Dopo l’1-0 dell’andata a Reggio Emilia, anche ieri Gasparini e compagni hanno dominato l’incontro, soffrendo pochissimo e collezionando diverse occasioni da gol. […]

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