Vista panoramica: salvezza e basta dopo un anno fantastico, poi si vedrà….


Il tempo aiuta a schiarirsi le idee e a mettere a fuoco tanti dettagli che, in corso d’opera, potevano sembrare poco chiari. Il Padova chiude una stagione fantastica sollevando al cielo pure la Supercoppa dopo aver vinto il campionato. Tanto per essere chiari: un trofeo in bacheca era quello che ci voleva, visto che la bacheca di viale Rocco tutto è fuorché piena di trofei e snobbarla sarebbe stato folle. Detto questo e comprendendo l’entusiasmo che ha accompagnato questo finale di stagione, mi metto il berretto da pompiere e aziono l’idrante per gettare acqua sul fuoco che divampa. Ho letto tanti commenti che, dettaglio più, dettaglio meno, virano pericolosamente verso l’alto dicono questo: questa squadra può fare il doppio salto, questa squadra può fare come la Spal o il Parma o come il Venezia e via discorrendo. Dirò schiettamente come la penso: c’è un gruppo eccezionale, c’è un allenatore che la B la conosce come le proprie tasche, ci sono giocatori che possono fare bene anche al piano superiore rispetto a quello occupato nelle ultime tre stagioni. Ma se paragoniamo il Padova 2017-2018 a Venezia e Parma 2016-2017, giusto per fare qualche esempio, siamo decisamente fuori strada. Sono situazioni completamente diverse, prima di tutto perché i budget sono completamente diversi: Venezia e Parma hanno toccato, euro più euro meno, i dieci milioni di budget, il Padova oscilla fra i cinque e i sei. Per questo non ha senso dire: l’organico è già pronto per la B e può fare il doppio salto. Non è così, non può esserlo. Per svariate ragioni, prima di tutto tecniche. E non ha senso neppure paragonarsi al Cittadella, una realtà che viaggia su piani diversi e può contare su un contesto e un ambiente diversi.

Ci sono tanti primattori che non hanno mai fatto la B. Qualche esempio: Bindi ha avuto uno spezzone importante solo Crotone, poi ha dimostrato di essere un ottimo portiere per la C, ma in B per un motivo o per l’altro dovrà dimostrare il suo valore. Stesso discorso per Contessa, per Candido, per Capello che può rimanere, per Serena, per Guidone, per Gliozzi se rimarrà, per Cisco e Marcandella. Madonna la categoria può farla con la pipa in bocca, ma viene da un infortunio gravissimo, Salviato e Belingheri sono due giocatori per cui stravedo (chi mi conosce lo sa), ma vuoi per l’età (il secondo), vuoi per caratteristiche che col tempo si modificano (Salviato, che vedo più come terzo centrale in una difesa a tre), vanno attesi al varco. E ancora: Pinzi se rimarrà ha 37 anni, Trevisan ne ha 35, Mandorlini da quattro anni è sceso di un gradino dopo gli inizi di carriera nella seconda serie italiana, Sarno e Russo in B hanno un solo anno come certificato di garanzia, Mazzocco la categoria non l’ha mai fatta. Ravanelli, che pure ritengo uno dei giovani difensori italiani più forti è al primo anno nella categoria. Le certezze granitiche a mio avviso sono poche si chiamano Pulzetti e Bisoli, il resto è un mosaico da comporre.

Sull’allenatore vorrei soffermarmi in particolar modo. A bocce ferme ecco quanto penso: ha fatto un girone d’andata da 9, non ha sbagliato praticamente nulla, ha meriti enormi perché ha lanciato giovani, ha creato valore alla società e alla rosa, ha dato lo strappo rivelatosi poi decisivo. Mi è piaciuto meno nel girone di ritorno, quando ha scelto strade avventurose spostando giocatori di ruolo talvolta rischiando a mio parere inutilmente, mostrando eccessiva frenesia di arrivare al traguardo e finendo per trasmetterla alla squadra. Ma lo si può capire: ognuno di noi ha una storia e ci sono momenti in cui si affrontano bivi importanti, siamo umani e Bisoli veniva da due anni complicati. Alla resa dei conti la prova l’ha superata e ha portato in porto la nave fino alla promozione e, dopo la matematica, ha fatto qualcosa che ne ha rifatto impennare le quotazioni. Tecnicamente parlando in senso assoluto non do troppo valore alle due partite di Supercoppa perché Livorno e Lecce sono arrivate col fiatone e con la testa altrove, ma do moltissimo valore a come ci è arrivato il Padova. In condizioni atletiche eccellenti, senza staccare la spina e con tanti giocatori sul pezzo fino all’ultimo minuto della partita del via del Mare. Un altro merito enorme e indiscutibile per Bisoli e per il suo staff: una volta liberatosi della paura di fallire l’obiettivo per cui era stato chiamato, l’allenatore è tornato a gestire il gruppo con autorevolezza e ispirazione. E la B, come detto, la conosce come le proprie tasche.

Insomma, applausi per Bisoli e per la società, con il rispetto dei ruoli e la capacità gestionale certificata dai fatti di Roberto Bonetto che hanno creato un effetto a catena. Molto bene Edoardo Bonetto nel ruolo di vicepresidente (tutt’altro che una zavorra, come qualcuno voleva a tutti i costi far credere), eccellente Zamuner che ha un ruolo fondamentale in questo ingranaggio. Ora la B. Opinione personale: se si vuole la salvezza, la più tranquilla possibile sarà sufficiente cambiare 4-5 elementi, se invece si cominciano a immaginare traguardi ambiziosi, servirebbero cambiamenti molto importanti. Perché la base c’è, ma non è la stessa di Venezia e Parma, tanto per essere chiari. Parere personale: la salvezza in B basta e avanza, questa società sinora ha fatto miracoli con due promozioni in quattro anni partendo da zero e con una gestione da applausi. Inutile alzare troppo l’asticella, inutile pretendere quello che non si può avere. Se poi, più avanti, Zamuner estrarrà qualche coniglio dal cilindro, se Joseph Oughourlian deciderà di mettere sul tavolo qualche asso e alcuni pezzi andranno al loro posto ognuno al momento giusto, ecco che magari si potrà parlare d’altro. La consapevolezza della propria dimensione, però, viene prima di tutto. E il Padova in B è un bene prezioso. Quattro anni fa dopotutto, chi mai ci avrebbe scommesso, in una scalata simile?  

 

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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