Live 24! Crotone-Padova, la vigilia: inizia col volo per Lamezia Terme la lunga trasferta calabrese dei Biancoscudati…


Ore 15.30 – (Messaggero Veneto) «Può battere il suo record di gol e andare così in doppia cifra. Col Pordenone può farlo». Non si è ancora spenta l’eco per la doppietta a Pesaro di Domenico Germinale, che ha consentito ai neroverdi di allungare in testa alla classifica, tanto che uno dei più cari amici dell’attaccante, Alberto Filippini, ex neroverde e attualmente punto di forza del Fano, si è sbilanciato: il numero nove dei ramarri ha in canna almeno 10 reti e può così diventare un giocatore molto importante per la squadra di Tesser. Filippini, ha sentito suo “fratello” dopo la partita col Vis? «Sì, certamente. Era molto contento, aveva bisogno di una serata del genere. Ha detto che era come in un sogno: non capita quasi mai di segnare dopo venti secondi dall’ingresso in campo. Sono sicuro che i due gol gli abbiano dato una grande iniezione di fiducia. Lui non si è quasi mai infortunato nel corso della sua carriera, ha passato un mese difficile. Mi fa piacere abbia dedicato il gol ad Ale, Gigi e Tommy (Marzotto, Zanusso e Zentilin, componenti dello staff medico e sanitario, ndr): loro tre l’hanno seguito in questo periodo e l’hanno riportato in campo». Cosa ne pensa della fattura della doppietta? «Il contatto con l’uomo è la sua forza, così come il gioco in area. Ha esibito la sue doti migliori. Ha questi colpi, che sfrutta grazie al suo strapotere fisico. A ogni modo lui rimane un centravanti che si sacrifica per la squadra e che ha come obiettivo il bene del gruppo». […]

Ore 14.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Domenico Di Carlo, ha visto Vicenza-Monza? «L’ho vista eccome, la squadra mi ha fatto una bellissima impressione. È una squadra che ha carattere e che corre tanto. E ha anche giocatori che fanno la differenza». Come Giacomelli… «Come Giacomelli, come Arma e anche Curcio è bravo. È un buon organico». Si sta creando la sintonia giusta fra squadra e tifosi secondo lei? «Vicenza è passionale. È viscerale. Sa voler bene e sa caricarti. Quando si crea la giusta alchimia fra campo, panchina , tribune e curve, ne può venire fuori un mix esplosivo». Renzo Rosso l’ha definita la miglior partita degli ultimi anni. Secondo lei? «È stata una partita veramente ben giocata. I gol sono stati frutto di intuizioni personali e di azioni di squadra. C’è un pensiero preciso dietro questa squadra, che passo dopo passo sta facendo qualcosa d’importante». […] Il Vicenza può essere promosso? «È presto per dirlo. Salire dalla C alla B è quanto di più difficile possa esistere. Paradossalmente è più facile essere promossi dalla B alla A, visto che ci sono più posti a disposizione». […] La sua griglia del girone B. «Ci sono squadre che hanno tanta storia, come la Triestina. Ci sono squadre che hanno speso tanto come la Feralpisalò. Ci sono squadre che sono ben allenate e che hanno cambiato poco, come il Pordenone. Ci sono belle realtà come il Sudtirol. E a proposito di Sudtirol, mi faccia dire una cosa». Prego.. «Prima o poi andrà in Serie B. Non so se ci riuscirà quest’anno, ma ha un impianto societario che tutti vorrebbero avere, ha un allenatore come Paolo Zanetti: lo conosco e vi dico che è bravissimo. E sono lì ormai da anni. Scommetto che sarà Serie B, non so quando ma sarà Serie B». La Triestina come la vede? «È veramente forte, ma ha cambiato tanto. Potrebbe pesare in un campionato come questo». […]

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Derby al Venezia, meglio ancora se deciso dal suo erede, e Serie A al Verona. Non è un pronostico ma il giusto compromesso quello auspicato da un Gianfranco Zigoni col cuore a metà, in attesa di gustarsi col fiato sospeso il faccia a faccia di dopodomani ore 15 tra il Venezia di suo figlio, l’attaccante Gianmarco Zigoni, e quel Verona di cui è stato una bandiera negli anni ’70 e tuttora tra le più amate. «Questo derby è un bell’intrigo, un film giallo lo inquadra il 73enne opitergino ex Juventus, Genoa e Roma . Innanzitutto spero che mio figlio giochi, per me è all’altezza di tutti i titolari e sogno che consegni proprio lui i tre punti al Venezia. Venire al Penzo? Mi piacerebbe, ma dovrebbero spostarlo in terraferma (ride, ndr). Escluso domenica io tiferò sempre Hellas e spero risalga subito in A, magari a braccetto col Venezia». […] Lagunari penultimi e scaligeri secondi, entrambi in un momento delicato come dimostra l’arrivo di Walter Zenga al posto di Stefano Vecchi. «Zenga darà una bella spinta emotiva, tutti vorranno mettersi in luce per trovare posto in squadra. Walter l’avevo conosciuto durante un’ospitata in tivù a Controcampo, è attento a tutto e ha grande personalità e intelligenza. Darà carica, ad essere onesti la scossa serviva. In particolare la difesa non è più il muro dell’anno scorso, vedi i due gol da polli di Lecce». La sensazione è che Zenga potrebbe accantonare il 3-5-2 per il 4-3-3. «Le punte ringrazieranno, compreso mio figlio che due anni fa alla Spal aveva realizzato 11 gol proprio perché ben servito dagli esterni. Per quanto si sacrifica non sembra neanche sangue del mio sangue, io non era così, lui gioca tanto per i compagni e sono il primo a dirgli di essere più egoista. Se mi vedrei in campo al giorno d’oggi? Anche da ubriaco, se mi impegno». Cosa deve fare il Venezia per battere il Verona. «Limitare Pazzini sicuramente, ma la B è strana, puoi chiamarti Verona, Benevento e Crotone che nulla è sicuro. Con la massima determinazione tutti possono battere tutti». […]

Ore 13.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Walter Zenga è attivissimo in campo ma pure sui social. Persino più di Filippo Inzaghi, uno che portava con sé oltre un milione di followers. Il risveglio ieri a Venezia è stato accompagnato dall’urlo di battaglia dell’Uomo Ragno, che ha assistito a Reyer Venezia-Hapoel Holon di Champions League assieme a Joe Tacopina. Ha preso appunti, ha tifato e poi è andato a dormire. E al risveglio ha salutato così la città: «Fate whispers to the warrior : “You can not withstand the storm”. The warrion whispers back: “I am the storm”». Che in italiano suona più o meno così: «Il fato sussurra al guerriero: “Non puoi resistere alla tempesta”. E il guerriero, invece, risponde: “La tempesta sono io”». Un grido di battaglia, che echeggia fino al Taliercio, in una squadra che vuole scuotersi dal torpore. E allora, via, con il dentro o fuori. Perché Zenga sta caricando i giocatori come se Venezia-Verona fosse una finale playoff, una partita senza vie d’uscita. In realtà il tempo per recuperare terreno c’è ancora, ma l’uomo scelto da Joe Tacopina per produrre una scossa tellurica all’interno di un gruppo che sembra anestetizzato vuole cominciare con un risultato forte. Vuole vincere. Perché avrà pure un aspetto giovanile e quando lo vedi lì sul campo sembra quasi un coetaneo dei giocatori. Invece ha 60 anni e il sacro fuoco dentro brucia. […]

Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Venezia nuovamente in campo, dopo la giornata di riposo concessa da Zenga mercoledì. Bruscagin, Pinato e Geijo hanno lavorato a parte, soprattutto i primi due difficilmente saranno disponibili per il derby con il Verona, dove mancherà anche lo squalificato Andelkovic, mentre Modolo sotto diffida verrà squalificato alla prossima ammonizione. Questa mattina Zenga porterà i giocatori a Venezia per allenarsi al Penzo, domani pomeriggio invece rifinitura al Taliercio. I biglietti venduti sono saliti a 2.334 (di cui 1.352 nel settore ospite), ai quali si devono aggiungere i 1.748 abbonati. […]

Ore 12.00 – (La Nuova Venezia) Era in campo la sera dell’ultimo derby in Serie B tra Venezia e Verona, ha indossato entrambe le maglie e ha “rischiato” di avere Walter Zenga come allenatore. Francesco Benussi, 37 anni, ha smesso di volare tra i pali, adesso aiuta Beppe Aprea nell’istruzione di nuovi portieri e domenica sarà al Penzo per assistere alla partita. […] Domenica è in programma un derby ad alta tensione per il periodo non ottimale delle due squadre. «Classica gara da tripla, può accadere di tutto» osserva Benussi, «la sosta ha consentito al Verona di ritemprarsi dagli ultimi passi falsi e al Venezia di cambiare allenatore. Zenga? Credo che verrò spesso anche al Taliercio ad assistere ai suoi allenamenti. E’ un allenatore che mi piace, che sa caricare i suoi giocatori, è schietto, avrei voluto averlo come tecnico. E ci sono andato vicino. Otto anni fa, nel mercato invernale, passai dal Livorno al Palermo, che era stato allenato da Zenga fino a un paio di mesi prima. Da avversario, l’ho visto da vicino quando io ero al Lecce e lui guidava il Catania». Per Vicario e Lezzerini, quindi, un vantaggio in più. «Se io fossi un portiere giovane del Venezia, sarei felicissimo dell’arrivo di Zenga, dovranno sfruttare al massimo la sua presenza in panchina, ha una personalità straordinaria, ma potrà dare loro anche tanti consigli».

Ore 11.20 – (Gazzettino) «Sono stati tre anni speciali per me, ricchi di soddisfazioni ma anche con qualche rammarico, soprattutto ripensando alle eliminazioni del Cittadella ai play off» racconta l’ex portiere granata. Scontato il ricordo più bello: «La promozione in serie B del 2016, per tante ragioni. E’ stato l’anno del mio riscatto personale, poi ho avuto la fortuna di far parte di uno spogliatoio unito e forte. E dove mi sono divertito tantissimo. In tre anni mi sono legato a Cittadella, alla gente e ai tifosi granata, con i quali ho instaurato un bellissimo rapporto». Gli amici, quelli del campo, li sente ancora: «Ho legato con tutti, è facile farlo a Cittadella, in particolare con Iori che sento ancora oggi, è un amico. E aggiungo un grande calciatore, per le qualità tecniche che possiede e per la grande personalità che sa trasmettere in campo alla squadra». Almeno nei minuti iniziali, quindi, farà una certa impressione trovarsi al Tombolato… a difendere la porta sbagliata: «Non è stato facile trasferirmi a Brescia. E’ una piazza completamente diversa da Cittadella, sono lontano dalla mia famiglia e dagli amici. Sono comunque riuscito ad ambientarmi in fretta nel nuovo gruppo, penso grazie al mio modo di lavorare e alla grinta personale. Brescia è un ambiente difficile e con grandi pressioni, ma con tanta ambizione». E la squadra costruita mira a puntare molto in alto: «La rosa è certamente competitiva, ci sono giocatori forti. Dobbiamo però restare umili e concentrati». […] Doveroso infine il saluto ai suoi ex tifosi: «Ringrazio tutti per il bene che mi hanno voluto in questi tre anni, auguro il meglio al Cittadella, al suo presidente e al direttore, e chissà che un giorno non possa davvero arrivare in serie A».

Ore 10.50 – (Mattino di Padova) Ritrovarselo da avversario ha un sapore strano. Enrico Alfonso era il capopopolo che guidava i festeggiamenti dei tifosi nella notte della promozione in B, seduto sopra la traversa della sua porta. Un istrione. Ma era ed è anche un serissimo professionista, dedito al lavoro come pochi. Domani pomeriggio tornerà al Tombolato per difendere i pali del Brescia e, di sicuro, per lui non sarà una partita qualsiasi.«Quelli trascorsi a Cittadella sono stati tre anni speciali, ricchi di soddisfazioni e di qualche rammarico, legato soprattutto alle due eliminazioni ai playoff. Il mio ricordo più bello è, invece, la promozione in Serie B del 2016, perché quello è stato l’anno del mio riscatto personale e perché ho avuto la fortuna di far parte di uno spogliatoio forte e unito, in cui mi sono divertito tantissimo. Ho vissuto Cittadella a tutto tondo, instaurando un rapporto meraviglioso con i tifosi».«È la peculiarità dell’ambiente granata: che si vinca o che si perda, è comunque bello condividere le emozioni con queste persone, che mi hanno sempre voluto bene. Per me non è stato facile trasferirmi a Brescia, in una realtà completamente diversa e lontano dalla famiglia e dagli amici. Tuttavia, sono riuscito a integrarmi subito nel gruppo, probabilmente grazie anche alla mia grinta e alla mia voglia di lavorare. Brescia è una piazza difficile, con grandi pressioni e grandi ambizioni». […]

Ore 10.20 – (Gazzettino) Ho visto una squadra che vuole uscire da questo momento, che non è di crisi, ma è particolare, come del resto capita a tutte le compagini. Bisogna saperlo prendere con grande serenità e compattezza di squadra, con quell’entusiasmo che ci ha contraddistinto l’anno scorso. E l’ambiente ci deve aiutare, deve stare vicino alla squadra: voglio rivedere l’ambiente dell’anno scorso. Siamo in linea con il nostro obiettivo dato che siamo fuori dalla zona pericolosa e sono convinto che possiamo salvarci, ma con grande fatica e dobbiamo esserne tutti consapevoli». […] «Della Rocca sta bene, e se Pinzi si allena come gli altri non ho preclusioni su alcun giocatore. Questa settimana ha dato segnali importanti lavorando molto bene, ed è candidato anche lui a partire dall’inizio. Questo deve essere il nostro spirito, nessuno si deve sentire titolare o riserva. E i vecchietti dell’anno scorso devono coinvolgere i giovani che stanno patendo il salto di categoria. Nessuno deve guardare al proprio orticello, dobbiamo guardare al bene del Padova e ingoiare sconfitte e vittorie allo stesso modo». […]

Ore 10.10 – (Gazzettino) «Sappiamo che ci aspetta una partita difficile, ma non partiamo battuti. Se facciamo il nostro per tutta la gara, troviamo il risultato». Bisoli inquadra così la trasferta in programma domani alle 18 con il Crotone, che segna la ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali. Per i biancoscudati, che partiranno questa mattina per raggiungere il ritiro pre partita, l’obiettivo è invertire il trend delle ultime uscite lontano dall’Euganeo (tre sconfitte di fila) tanto più che è necessario muovere la classifica. «Abbiamo parecchi problemi dovuti ad affaticamento, evidentemente in questo periodo non ce ne va bene una come dimostra anche l’autogol a trenta secondi dalla fine nell’amichevole con il Lens. Andiamo però a Crotone sapendo che dobbiamo fare un’impresa per portare a casa un risultato. Siamo tornati dalla Francia con delle certezze e dobbiamo proseguire. I ragazzi stanno facendo un ottimo lavoro, anche se il nostro cruccio è avere preso sette gol su calcio d’angolo.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Le certezze di cui parla Bisoli sono riferite anche al ritorno della difesa a tre, per cercare di proteggere maggiormente una porta che nelle ultime tre sfide ha subito otto gol. «Non è una questione di assetto offensivo o difensivo. In questo momento la difesa a tre ci dà qualche sicurezza in più, ma non sono i moduli a far vincere le partite, bensì le interpretazioni dei giocatori. È un periodo un po’ sfortunato, non è una scusa, ma in questo momento gli episodi ci girano contro. Non dobbiamo abbatterci, bisogna affrontare questo momento con serenità e l’entusiasmo che ci ha contraddistinto lo scorso anno».Considerata la necessità di tornare a far punti, Bisoli domani potrebbe schierare una formazione un po’ più esperta rispetto a quelle infarcite di giovani delle scorse settimane. «I veterani hanno dimostrato di esserci. Della Rocca sta meglio, Pinzi si è allenato molto bene, mi ha dato segnali importanti e io non ho preclusioni per nessuno. Tornerà a essere convocato e potrebbe anche partire dall’inizio. I “vecchietti” devono saper coinvolgere i giovani che in questo momento stanno patendo il salto di categoria». […]

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Spezzare un cammino negativo in trasferta, cercare l’impresa per ritrovare una vittoria che manca da un mese e mezzo, dare un segnale di solidità dopo una serie di partite in cui la squadra si è sciolta nella ripresa. Torna il campionato di Serie B e il Padova è atteso subito da un esame importante allo stadio “Scida” di Crotone. I biancoscudati questa mattina partiranno alla volta della Calabria, dove scenderanno in campo domani (ore 18) per affrontare una delle favorite alla promozione. Per la prima volta in stagione il gruppo ha subito diverse defezioni ma mister Bisoli cerca di passare oltre e un po’se l’aspettava.«Abbiamo parecchi problemi», ha spiegato il tecnico, «alcuni giocatori sono affaticati e questo succede, soprattutto in Serie B, quando si prova ad alzare il ritmo. In ogni caso siamo tornati dalla Francia con alcune certezze in più, andiamo a Crotone consapevoli che servirà un’impresa, siamo pronti».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Alla fine ha alzato bandiera bianca anche Trevor Trevisan. Sono 22 i convocati di mister Bisoli che stamattina partiranno dall’aeroporto Marco Polo di Venezia in direzione Lamezia Terme, da dove si trasferiranno in pullman a Crotone. Trevisan non ha recuperato dall’affaticamento al polpaccio rimediato nel corso dell’allenamento di martedì e va ad aggiungersi agli altri infortunati degli ultimi giorni. Oltre a Madonna (fuori da un mese e mezzo ma in procinto di rientrare) sono ancora ai box per malanni muscolari sia Sarno che Mazzocco. Non è stato convocato nemmeno Clemenza, reduce dalla contrattura di Lens e dall’influenza.Il reparto che preoccupa di più, tuttavia, è la difesa, visto che nemmeno Ravanelli sta benissimo, ma ha stretto i denti e oggi partirà per Crotone. […]

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) La lista degli assenti per il volo in partenza per Crotone questa volta è veramente lunga. L’escluso eccellente si chiama Luca Clemenza, che non si è allenato tutta la settimana. Prima la distorsione alla caviglia, poi l’influenza, basta e avanza per Pierpaolo Bisoli per depennarne il nome dalla lista dei convocati del suo Padova. Ma ci sono anche altre assenze eccellenti, annunciate peraltro dall’allenatore nel corso della conferenza stampa che precede la partenza per la Calabria. Si tratta, in ordine sparso, di Trevisan, Mazzocco, Sarno, Marcandella e Minesso, che allo Scida non risponderanno presente. Il tutto mentre Bisoli improvvisamente ripesca nella lista dei convocati sia Della Rocca che Pinzi. Entrambi, secondo l’allenatore del Padova, sono pronti per poter essere impiegati nell’undici titolare dal primo minuto, dopo aver stazionato più o meno stabilmente fra panchina e tribuna per settimane. […]

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