Ascoli-Padova, l’analisi e le pagelle de “Il Gazzettino”

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Eccola la svolta tanto attesa. La prima volta di Foscarini coincide con la prima vittoria in trasferta del Padova. Ed è anche la prima volta che i biancoscudati segnano tre gol e vanno in rete con entrambi gli attaccanti. Il tutto sigillato dalle splendide parate di Perisan. Difficile quantificare i meriti del nuovo tecnico, ma di sicuro Foscarini ha restituito allo spogliatoio qualche certezza in più sul piano tattico e soprattutto una buona dose di tranquillità e autostima. Requisiti che i giocatori hanno recepito al meglio e hanno poi trasmesso sul campo, sfoderando una prestazione di grande generosità, stringendo i denti quando c’era da lottare e sfruttando le loro qualità quando hanno avuto la possibilità di affondare i colpi. E l’impresa si è compiuta. Il Padova ha approcciato alla gara con un pizzico di timore, pagando ancora le scorie dell’esonero di Bisoli. Il 4-3-1-2 scelto per l’occasione da Foscarini ha inizialmente dato i suoi frutti solo nella fase di non possesso, con i reparti molto stretti per chiudere le linee di passaggio e disinnescare i movimenti di Ninkovic, abile a muoversi tra le linee. Rarissime invece le riproposizioni offensive nonostante la buona disponibilità al dialogo di Capello e Bonazzoli. Nell’unico momento i cui biancoscudati hanno perso un po’ le distanze, l’Ascoli ha trovato la rete del vantaggio (20′). Allargato sulla sinistra in prossimità del cerchio di centrocampo, Ninkovic è avanzato palla al piede fino quasi ai limite dell’area senza trovare opposizione nei biancoscudati. Cross radente ad evitare la chiusura di Capelli e giocata vincente sotto misura dell’indisturbato Ngombo. È stato in queste fasi che il Padova ha costruito la sua vittoria. Anzichè piangersi addosso, ha infatti risollevato subito la testa e a distanza di qualche minuto ha acciuffato la rete del pareggio.

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Dopo l’1-1 il Padova si è liberato mentalmente di ogni tipo di pressione e ha iniziato a giocare meglio e con più continuità.

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Il vantaggio ha però risvegliato i vecchi fantasmi. La squadra è arretrata pericolosamente, concedendo campo e occasioni agli avversari che però hanno trovato in Perisan un baluardo insuperabile.

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Gli ultimi minuti sono stati di sofferenza pura. Ma rispetto a Perugia l’epilogo è stato diametralmente opposto.

(Fonte: Gazzettino, Claudio Malagoli. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)

Le pagelle del Padova (Gazzettino): Perisan 8; Cappelletti 6, Capelli 5.5, Trevisan 6, Contessa 6; Broh 6.5, Pinzi 5.5 (Della Rocca 5.5), Mazzocco 7 (Belingheri 5.5); Minesso 6.5 (Clemenza 5.5); Bonazzoli 8, Capello 7




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