Ore 17.00 – (Messaggero Veneto) La diretta tv prevista per lunedì sera su Raisport non ha inchiodato i tifosi sul divano. Sono attesi più di 2.000 spettatori domani in via Stadio per Pordenone-Triestina, derby regionale di serie C e valido come undicesimo turno del girone B di serie C. Sarà spettacolo al Bottecchia, dove non c’è più un seggiolino disponibile nella tribuna coperta e dove è probabile che anche gli altri settori siano esauriti eccetto quello ospiti, in cui non si dovrebbe superare le 500 unità. […] Intanto tutte e due le squadre si stanno allenando. Ieri il Pordenone ha lavorato a ranghi completi: nessun indisponibile per Tesser, che potrà schierare la miglior formazione. Quasi certamente tornerà Gavazzi in mezzo al campo assieme a Bombagi. L’unico assente è Ciurria (squalificato). Anche la Triestina non ha problemi di formazione. Molto atteso l’ex Maracchi, già a segno due volte in questa stagione, e il Diablo Granoche. […]
Ore 16.00 – (Mattino di Padova) Il riscatto è servito. Dopo essere uscito con le ossa rotte dal campo del Bolzano, l’Este torna al sorriso tra le mura amiche battendo 3-1 il Delta Rovigo. Prestazione maiuscola quella degli uomini di mister Zanini, che in particolare nel primo tempo hanno tenuto costantemente il pallino del gioco e concesso pochissime opportunità agli avversari. Il successo consente agli atestini di salire a quota 18 punti mantenendo così la scia dell’Adriese, vittoriosa contro Trento. […] Il Delta prova ad allentare la pressione, ma al 19′ i padroni di casa siglano il vantaggio. Debeljuh riceve palla in area, la difende e la cede all’indietro per l’accorrente Pizzolato, che fulmina Pigozzo. Primo centro stagionale per il sostituto dello squalificato Tanasa. Il raddoppio arriva prima della mezz’ora: Ostojic crossa dalla destra sul secondo palo, dove il bomber croato trova lo stacco vincente. […] Nella ripresa i ritmi calano, ma c’è comunque spazio per due autentiche prodezze balistiche, una per parte: quella di Cruz Pereira al 27′ (siluro dal limite dopo una bella azione personale) e quella di Pandiani al 29′ (bolide da lontanissimo che si insacca sotto l’incrocio). […]
Ore 15.00 – (Mattino di Padova) Impresa del Campodarsego che va a vincere con merito sul campo dell’Arzignano che incassa la prima sconfitta interna stagionale con il “Dal Molin” violato dopo 13 mesi. Il Campodarsego ha giocato a viso aperto, è stato cinico a trovare il primo gol e poi a piazzare il colpo del 2-0. Alla prima vera palla-gol i padovani passano: il vicentino Caporali scodella palla dalla destra e la capocciata di Vuthaj a centro area non lascia scampo a Tosi (25′). […] Nella ripresa il Campo mette una bella ipoteca sulla vittoria bollando il raddoppio con l’ex Raimondi, che fin qui aveva trovato poco spazio tra i titolari, che ricevuta palla da Vuthaj al vertice sinistro dell’area s’inventa un destro delizioso che s’infila nel sette (8′). […] Dopo un tentativo del generoso Fracaro parato (36′), a sorpresa l’Arzi accorcia le distanze con un gollonzo di Maldonado che sgancia un tiro cross teso dalla fascia destra che attraversa tutto lo specchio di porta e s’infila nell’angolino lontano (42′). Nell’ultimo assalto poi l’Arzi va ad un passo dal clamoroso 2-2 quando Serroukh fa partire un diagonale dalla destra, Lombardi tocca da un passo ma non riesce a indirizzare in rete (47′). È soddisfatto a fine partita il tecnico Andreucci: «È stata una partita intensa, dal punto di vista tattico abbiamo giocato una buona gara mentre dal punto di vista tecnico dobbiamo senz’altro migliorare, potevamo gestire meglio alcune situazioni».
Ore 14.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Archiviare la sconfitta subita domenica scorsa a Imola e ripartire contro la Sambendettese. È questa la parola d’ordine in casa Vicenza, con il tecnico Giovanni Colella che prima di parlare della partita in programma oggi al Menti, torna ad esaminare quanto accaduto sette giorni fa in terra romagnola. «Non è stata una gran partita — sottolinea mister Colella — ci sono state situazioni in cui abbiamo commesso errori, ma anche elementi positivi. L’errore più grave l’abbiamo commesso subendo il primo gol a difesa schierata. In quel momento la gara è cambiata, perché è chiaro che se fossimo andati al riposo sullo 0-0 la ripresa si sarebbe sviluppata in un altro modo». L’avvio di gara è l’altro elemento sotto esame, cosa che era accaduta anche a Fermo. «Del perché accada in trasferta una idea ce l’ho — spiega Colella — al Menti davanti a circa diecimila persone non accade perché già nel riscaldamento i giocatori avvertono il clima partita e la concentrazione e la carica agonistica sono ottimali. In trasferta dove pubblico ce n’è poco c’è la necessità di farsi trovare pronti senza stimoli esterni e forse al momento in questo abbiamo dei limiti. Chiaro che questa è una nostra colpa, per cui su questo aspetto dobbiamo assolutamente migliorare». Un problema che oggi al Menti non ci sarà: «Contro la Sambenedettese recuperiamo Arma che ha scontato i due turni di squalifica, un giocatore importante per il nostro gioco. In difesa non avremo Bortot, Davide Bianchi e Stevanin, ma per fortuna Andreoni e Solerio stanno bene e sono a disposizione. In attacco è convocato anche Razzitti che rientra dopo l’intervento al crociato anteriore subito a maggio e, senza fretta, valuteremo cosa ci potrà dare. Per quanto riguarda l’undici che scenderà in campo dal primo minuto mi riservo di valutare anche cosa deciderà di fare il loro allenatore. Giorgio Roselli è un maestro nel mischiare le carte e non ho capito con che modulo schiererà la sua squadra». […]
Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) C’è un tabù da sfatare per un Venezia che a Cittadella cerca una prova di forza per risalire ancora. Oggi (ore 15) il team lagunare gioca per la sesta volta nella sua storia nella tana dei padovani, dove finora ha strappato un solo pareggio a fronte di quattro ko. Sarà pure il più giovane e il meno sentito dei derby veneti, ma sulla sua importanza c’è poco da discutere: i granata con 16 punti (9 nelle prime tre giornate) navigano in zona playoff e negli ultimi 5 turni ne hanno raccolti 7, uno in meno degli arancioneroverdi (8 su 12) nelle prime quattro uscite con Walter Zenga al timone. «Non ci dobbiamo fermare, ma quello che ho detto un mese fa lo riconfermo oggi, dobbiamo pensare solo giorno per giorno e solo tra 5-6 gare guarderemo la classifica» taglia corto l’Uomo Ragno. Vano, peraltro, ogni tentativo di decifrare il Venezia odierno, dopo il ritocco dal 4-3-3 della vittoria di Cremona (e dei pareggi con Verona e Palermo) al 4-2-3-1 di sette giorni fa al Penzo nell’1-0 sulla Salernitana. «Non mi interessa se questa mossa abbia sorpreso tanti o pochi all’esterno, l’importante è che non abbia avuto questo effetto sui miei giocatori sorride l’ex portierone Scelte e soluzioni variano in base alle caratteristiche e qualità dell’avversaria. La vittoria dopo due mesi e mezzo in casa? Bene, quando le cose girano per me è più facile lavorare sui difetti». […]
Ore 13.10 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Avanti con il 4-2-3-1 o ritorno al 4-3-3? Ripensando alle trasferte di Palermo (1-1) e Cremona (vittoria per 1-0) la sensazione è che Zenga possa optare per la seconda di queste opzioni tattiche, puntando sull’ex Litteri (favorito su Vrioni) al centro del tridente con Falzerano e Di Mariano esterni. Rispetto a domenica scorsa fuori dunque Citro e dentro un centrocampista in più, presumibilmente Segre più che Schiavone, con conferma di Suciu al fianco del regista Bentivoglio. In difesa davanti a Vicario si riprenderà la fascia sinistra Garofalo, quindi Bruscagin tornerà a destra (fuori Zampano) con capitan Domizzi giustiziere della Salernitana e Modolo centrali con Andelkovic tra le riserve. «Pinato? Sta discretamente bene, potrebbe anche giocare» ha buttato lì Zenga, confermando la prima convocazione della mezzala assente per infortuni vari da metà settembre. Tra i 23 convocati fuori di nuovo l’acciaccato Geijo e (per scelta tecnica) Zigoni e Fabiano, nonché il giovane Zennaro bloccato da un leggero mal di schiena. […]
Ore 12.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Alla conta del sabato alla fine mancano in molti: fuori Geijo e Migliorelli per acciacchi fisici, si aggiunge in extremis pure Zennaro, mentre dalla lista di Walter Zenga escono pure i nomi di Fabiano e Zigoni, entrambi per scelta tecnica. È la vigilia di Cittadella-Venezia, il secondo derby per il nocchiero scelto da Joe Tacopina per portare la squadra fuori dalle secche, il terzo per una squadra che sinora le sfide regionali non le ha mai vinte. Ko con il Padova, pari col Verona al Penzo. Oggi al Tombolato altro giro altra corsa, per una squadra che corre (otto punti in quattro partite) e che sta dimostrando tutto il suo valore. Non poteva essere un gruppo da retrocessione perché quanto accaduto lo scorso anno tutto era fuorché un abbaglio collettivo. Magari non sarà da promozione, come vorrebbe Joe Tacopina, ma di sicuro ha qualità per uscire rapidamente dalla zona pericolo con Zenga sul ponte di comando: «Ma la classifica non la dobbiamo proprio guardare — evidenzia — quello che ho detto il primo giorno lo riconfermo. Non dobbiamo assolutamente preoccuparci di questo, prima di un mese non bisogna farci caso. Il modulo non conta assolutamente nulla, varierà a seconda dell’avversario». Ecco perché oggi si potrebbe tornare al 4-3-3, con il recupero di Schiavone e di Pinato dai rispettivi infortuni, ma con il terzetto Suciu-Bentivoglio-Segre che rimane favorito per cominciare dal primo minuto la partita del Tombolato. A sinistra, con il forfait di Migliorelli, Zenga ha due alternative. O spedire in campo Garofalo, che però ha appena due allenamenti sulle gambe, o confermare il duo già visto all’opera con la Salernitana formato da Zampano a destra e da Bruscagin a sinistra. […]
Ore 12.30 – (La Nuova Venezia) Un derby ha aperto l’avventura di Walter Zenga sulla panchina del Venezia, un derby chiude la prima fase del tecnico arancioneroverde con l’imminente ennesima sosta del campionato per gli impegni delle Nazionali. Dal Verona al Cittadella, le prime quattro sfide sono state superate alla grande dal Venezia di Zenga, oggi tocca al Cittadella, mai battuto in trasferta e da sempre avversario ostico per gli arancioneroverdi. […] Zenga opta per il 4-3-3, il recupero di Garofalo a sinistra riporta Bruscagin sulla fascia destra con Zampano destinato alla panchina. Dopo due mesi si rivede Marco Pinato. «Potrebbe anche giocare» parole dell’allenatore arancioneroverde, senza aggiungere se dal primo minuto o in corso d’opera. Comunque Segre resta il favorito per completare la linea mediana con Bentivoglio e Suciu. Difficile che Zenga rinunci al tridente “classico” composto da Falzerano, l’ex Litteri, ancora a caccia del primo gol stagionale, e Di Mariano. Dall’altra parte Roberto Venturato, rispetto a Padova, ritrova Rizzo (squalificato all’Euganeo), ballottaggio Settembrini-Proia in mezzo al campo, Schenetti alle spalle delle punte che dovrebbero essere Finotto e Scappini.Classifica. Otto punti in quattro partite, il cammino del Venezia è cambiato con l’avvento di Walter Zenga che punta a conservare il trend positivo delle ultime settimane. «Siamo in un momento in cui dobbiamo veramente vivere alla giornata» sottolinea il tecnico del Venezia, «la classifica la guarderemo tra un mese abbondante, quando avremo disputato almeno una decina di partite sotto la mia gestione e vedremo dove saremo allora. Quando vengono i risultati, puoi lavorare meglio sui difetti, porre l’attenzione anche su aspetti negativi in maniera differente. In questo momento ho preferito puntare su quei giocatori che ho ritenuti più pronti, ma verrà il turno di tutti». […]
Ore 12.00 – (Gazzettino) La bella notizia è la prima convocazione stagionale di Filippo Scaglia dopo l’intervento al ginocchio dello scorso maggio. Il difensore granata ritrova così il clima partita dopo un calvario durato sei mesi, anche se presumibilmente sarà pronto dopo la sosta per le nazionali. Toccherà ai suoi compagni allungare la striscia positiva che dura da cinque giornate. «Il Cittadella arriva da un buon periodo, dove le prestazioni ci sono sempre state» è il pensiero di Roberto Venturato. Che prosegue: «Quando non riesci a vincere partite dove avresti meritato di farlo, qualcosa in meno ti ritrovi in classifica. È un dato oggettivo, che dobbiamo considerare, senza però dimenticare il buon gioco espresso. Il Cittadella è una squadra in grado di fare bene, la continuità è positiva e un aspetto importante, adesso pensiamo a fare qualcosa in più. Non è semplice raggiungerlo, ma fa parte del percorso di crescita che ci siamo prefissati». Quel qualcosa in più al quale si riferisce Venturato riguarda diversi aspetti. «Quando fai una prestazione come quella con il Brescia e vai sul 2-0 nel primo tempo, la vittoria la devi portare a casa. Devi essere bravo a mantenere gli equilibri, vivere la partita per tutti novanta minuti senza concedere occasioni agli avversari per rimettere in gioco il risultato. La crescita del Cittadella passa per questi aspetti: prestazioni importanti e risultati positivi di conseguenza. Può essere anche il pareggio, perché ci sono avversari forti, che ti possono mettere in difficoltà perché sono più bravi di te». […]
Ore 11.40 – (Mattino di Padova) Da un derby all’altro. Da quello pareggiato a reti bianche con il Padova, con un Cittadella un po’ sottotono rispetto ai suoi standard ma comunque in grado di portare a cinque partite la sua striscia di risultati utili consecutivi, a quello con il Venezia di Zenga, che si presenterà al Tombolato in uno dei tre posticipi di oggi. Per l’occasione, Roberto Venturato ha convocato 23 uomini, chiamando, per la prima volta in questa stagione, anche Scaglia. «Filippo si allena con il gruppo da una settimana, ovviamente non è pronto per giocare dopo 6 mesi di stop, ma vogliamo che torni a respirare il clima del campionato», le parole del tecnico granata. Le statistiche dicono che in questa stagione il Citta subisce poco, solo 6 reti, ma segna anche meno rispetto al passato: solo 11 i gol realizzati. Nella prima annata di Venturato in B dopo dieci turni ne aveva messi a segno 17 e incassati 12, mentre in quella scorsa il bottino era di 15 all’attivo e 14 al passivo. «Il nostro modo di lavorare non è cambiato», chiarisce l’allenatore di origini australiane, «i numeri però dicono che qualcosa davanti ci manca, ed è uno degli aspetti su cui dobbiamo crescere. Ma non dipendono solo dagli attaccanti: le nostre punte hanno qualità importanti e un certo numero di gol nelle gambe, ritengo che questo sia solo un momento, e passerà. Certo, occorre essere più freddi, più incisivi e più bravi nello sfruttare le palle da fermo, così come è vero che possiamo essere più pericolosi con i centrocampisti. Nelle ultime giornate ci sono state le prestazioni, ma abbiamo raccolto qualcosa in meno rispetto a quanto meritavamo, e anche da questo punto di vista dobbiamo migliorare: penso ad esempio a una partita come quella con il Brescia, che non siamo riusciti a vincere pur essendo in vantaggio per 2-0». […]
Ore 11.10 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Perisan 8; Cappelletti 6, Capelli 5.5, Trevisan 6, Contessa 6; Broh 6.5, Pinzi 5.5 (Della Rocca 5.5), Mazzocco 7 (Belingheri 5.5); Minesso 6.5 (Clemenza 5.5); Bonazzoli 8, Capello 7
Ore 11.00 – (Gazzettino) Rarissime invece le riproposizioni offensive nonostante la buona disponibilità al dialogo di Capello e Bonazzoli. Nell’unico momento i cui biancoscudati hanno perso un po’ le distanze, l’Ascoli ha trovato la rete del vantaggio (20′). Allargato sulla sinistra in prossimità del cerchio di centrocampo, Ninkovic è avanzato palla al piede fino quasi ai limite dell’area senza trovare opposizione nei biancoscudati. Cross radente ad evitare la chiusura di Capelli e giocata vincente sotto misura dell’indisturbato Ngombo. È stato in queste fasi che il Padova ha costruito la sua vittoria. Anzichè piangersi addosso, ha infatti risollevato subito la testa e a distanza di qualche minuto ha acciuffato la rete del pareggio. […] Dopo l’1-1 il Padova si è liberato mentalmente di ogni tipo di pressione e ha iniziato a giocare meglio e con più continuità. […] Il vantaggio ha però risvegliato i vecchi fantasmi. La squadra è arretrata pericolosamente, concedendo campo e occasioni agli avversari che però hanno trovato in Perisan un baluardo insuperabile. […] Gli ultimi minuti sono stati di sofferenza pura. Ma rispetto a Perugia l’epilogo è stato diametralmente opposto.
Ore 10.50 – (Gazzettino) Eccola la svolta tanto attesa. La prima volta di Foscarini coincide con la prima vittoria in trasferta del Padova. Ed è anche la prima volta che i biancoscudati segnano tre gol e vanno in rete con entrambi gli attaccanti. Il tutto sigillato dalle splendide parate di Perisan. Difficile quantificare i meriti del nuovo tecnico, ma di sicuro Foscarini ha restituito allo spogliatoio qualche certezza in più sul piano tattico e soprattutto una buona dose di tranquillità e autostima. Requisiti che i giocatori hanno recepito al meglio e hanno poi trasmesso sul campo, sfoderando una prestazione di grande generosità, stringendo i denti quando c’era da lottare e sfruttando le loro qualità quando hanno avuto la possibilità di affondare i colpi. E l’impresa si è compiuta. Il Padova ha approcciato alla gara con un pizzico di timore, pagando ancora le scorie dell’esonero di Bisoli. Il 4-3-1-2 scelto per l’occasione da Foscarini ha inizialmente dato i suoi frutti solo nella fase di non possesso, con i reparti molto stretti per chiudere le linee di passaggio e disinnescare i movimenti di Ninkovic, abile a muoversi tra le linee.
Ore 10.40 – (Gazzettino) La difesa è stata molto attenta e li abbiamo chiusi bene, imbrigliando il gioco dei bianconeri». Non solo. «Avevo detto ai ragazzi che se poi ribaltavamo il gioco riuscivamo anche a fare male perché c’erano spazi e così è stato». […] Ancora grandi margini nella fase difensiva. «Guardando il numero di gol fatti e presi, la differenza è abissale. Logico che su questo dobbiamo soprattutto lavorare. Sul primo gol anche i giocatori che potevano recuperare la palla erano in posizione sbagliata e non hanno letto a dovere la situazione. Il portiere ha fatto molto bene, mettendo una pezza negli episodi importanti e per vincere serviva pure questo, ma questa volta fatemi gioire anche per le reti fatte». E ora guai a cantare vittoria. «Sono un po’ preoccupato conclude Foscarini – perché conosco l’ambiente che si esalta e si deprime in maniera incredibile; so cosa ci aspetta per cui dovrò essere bravo io». […]
Ore 10.30 – (Gazzettino) Come era già successo nelle due precedenti occasioni a Vercelli e Avellino in cui era subentrato a campionato in corso, Claudio Foscarini apre la sua nuova esperienza con un successo, in questo caso di vitale importanza per classifica e morale, ma che non cancella i problemi finora accusati dal Padova ed è proprio questo uno degli aspetti su cui si focalizza la sua analisi. «Non abbiamo risolto tutto e al presidente ho appena detto che la prima era facile da fare e che per me sarà complicata la seconda. Con il cambio del tecnico, infatti, le novità portano qualcosa di nuovo in termini di concentrazione e convinzione. Ora bisogna mantenere questo livello di attenzione e voglia di essere propositivi, ma abbiamo quindici giorni per lavorare e sono fiducioso». […] Così sul tema tattico. «Conoscevamo l’Ascoli e abbiamo preparato la gara bene perché un po’ ha ridotto il proprio gioco, trovando meno soluzioni del solito con il trequartista e i laterali.
Ore 10.10 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Perisan 7.5; Cappelletti 6.5, Capelli 6, Trevisan 6.5, Contessa 6; Broh 7, Pinzi 6 (Della Rocca 6), Mazzocco 7 (Belingheri sv); Minesso 6 (Clemenza 6); Bonazzoli 7, Capello 7
Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Niente miracoli, ma un sottile quanto importante lavoro psicologico su tutti, perché il Padova nel suo insieme è piaciuto proprio per il modo in cui ha interpretato il copione richiestogli. Poi, come sempre, nel calcio contano gli episodi, e i biancoscudati sono stati bravi nello sfruttarli a proprio favore. Un successo così è merito del collettivo, ma anche la conseguenza di prestazioni a livello individuale degne di applausi. Merita una citazione il portiere: Perisan nella ripresa è assurto a protagonista, neutralizzando ben 5 palle-gol dei marchigiani, a cui ha mandato di traverso la festa per i 120 anni dalla nascita dell’Ascoli. Alcuni interventi sono stati strepitosi, su Ninkovic, il più talentuoso dei bianconeri, su Ardemagni e su Frattesi. […] E tre reti di fila, fuori casa, ce le sognavamo da tempo immemore. Ora la sosta, che può far rima con svolta. Chissà che sia iniziato davvero un altro campionato per il Padova.
Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Finalmente Padova! Prima vittoria in trasferta – e seconda in campionato, dopo quella nel derby con il Venezia – e distanze dalla zona salvezza che si riducono di colpo da quattro ad una sola lunghezza. C’entra il cambio di allenatore? C’entra eccome, perché al “Del Duca” di Ascoli si è vista una squadra, per nove/undicesimi la stessa che aveva pareggiato il derby con il Cittadella, costato poi la panchina a Pierpaolo Bisoli, che si è espressa finalmente al meglio delle sue potenzialità, con gli uomini giusti al posto giusto, con la mentalità di chi se la gioca a viso aperto, rischiando, è vero, ma anche creando più volte le premesse per colpire, soprattutto di rimessa. La mano di Claudio Foscarini non poteva stravolgere tutto nel giro di 4 giorni, però è stata efficace quanto basta per ridare certezze al gruppo, quelle certezze che la proprietà (e non solo) aveva chiesto al predecessore quando la tensione si tagliava a fette.
Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Non può essere che Claudio Foscarini il grande vincitore di giornata. All’esordio sulla panchina biancoscudata il tecnico coglie una vittoria pesantissima, che al Padova mancava da due mesi, spezzando anche il tabù di cinque sconfitte esterne consecutive. «Avevamo bisogno di partire bene dopo una settimana burrascosa», esulta il tecnico di Riese Pio X. «Quando ho visto il calendariom e che avremmo giocato ad Ascoli, mi è scappato un sorriso. Questo campo mi ha sempre portato bene… A parte la scaramanzia, c’è stata una grande reazione, ho visto convinzione, dedizione e belle giocate. Siamo stati bravi. Ma adesso non esaltiamoci e non lasciamoci andare a festeggiamenti. Non abbiamo ancora risolto nulla».Vittoria meritata, quella del Padova, aiutata anche degli episodi che per una volta hanno girato a favore dei biancoscudati. «È vero che ci hanno girato bene, ma per come abbiamo preparato la gara ci siamo meritati queste situazioni positive. Non sono stati episodi casuali, ci aspettavamo questa partita, siamo stati bravi a imbrigliare il gioco dei nostri avversari e fare male in contropiede negli spazi che ci hanno concesso. Anche quando abbiamo sofferto la loro pressione nella ripresa, abbiamo sempre provato a giocare, restando compatti e non mollando». […]
Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Il Padova torna a vincere in trasferta e Alessandro Capello, il capocannoniere biancoscudato della scorsa stagione, torna a segnare su azione dopo che finora aveva fatto centro soltanto dal dischetto in Serie B. E lo fa con una splendida torsione di testa su cross di Broh, valsa il momentaneo 2-1: «Credo sia il mio gol più bello da quando vesto la maglia del Padova», sorride il centravanti emiliano, che dopo il gol ha esultato mimando la pinna di uno squalo, onorando il suo soprannome “Shark”. «Quando c’è stato l’avvicendamento in panchina ci siamo detti tra di noi che sarebbe iniziato un altro campionato. Un nuovo allenatore, nuovi metodi di lavoro, tutti abbiamo voglia di dimostrare qualcosa in più e c’è stata una scossa positiva». […] Tra i grandi protagonisti della giornata c’è anche il portiere Samuele Perisan, che alla seconda apparizione con la maglia biancoscudata si è reso autore di una prestazione maiuscola, salvando il risultato a ripetizione nella ripresa. Il numero uno di proprietà dell’Udinese ha una dedica speciale per questa vittoria: «Per mio padre che non c’è più», ha confessato subito dopo il fischio finale ai microfoni di Dazn. «È una giornata fantastica e ce la meritavamo. Sono felice di quello che abbiamo fatto, è stata una partita molto difficile che abbiamo portato via con le unghie e con i denti». […]
Ore 09.10 – Le pagelle del Padova (Corriere del Veneto): Perisan 8; Cappelletti 6.5, Capelli 6, Trevisan 6.5, Contessa 6; Broh 7.5, Pinzi 6.5 (Della Rocca 6.5), Mazzocco 7.5 (Belingheri sv); Minesso 6.5 (Clemenza 6); Bonazzoli 7.5, Capello 7.5
Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Quasi da stropicciarsi gli occhi. Il Padova esce dalla buca profonda in cui era finito nelle ultime nove giornate, in cui non aveva mai vinto, espugna il Del Duca con una prestazione straordinaria sotto tutti i punti di vista e dimostra in modo inequivocabile quanto sia stata ispirata (e forse tardiva) la scelta di esonerare Pierpaolo Bisoli. Non che adesso improvvisamente si sia di fronte a una squadra da promozione, ma quello che spicca su tutto il resto è la qualità del gioco, le trame semplici ed efficaci, la mentalità finalmente non rinunciataria e persino le qualità dei singoli. Che fra Bisoli e la squadra non regnasse più buon sangue era evidente a chi conosca un minimo le dinamiche di uno spogliatoio e del mondo del calcio, ma che Claudio Foscarini riuscisse in tre giorni a far rinascere la squadra era un colpo di magia che nessuno si poteva attendere. Quantomeno con questi contorni. Il 3-2 di Ascoli dimostra sostanzialmente quanto segue: che la campagna acquisti, condotta in ristrettezze economiche evidenti, non era fallimentare; che giocare con uno dei registi in rosa, per quanto in carenza di forma, era una scelta obbligata; che a cinquanta metri dalla porta i due attaccanti non potevano esprimere le loro qualità. Foscarini non avrà la bacchetta magica, ma ha saputo seguire una traccia precisa. Ha riportato serenità in un gruppo stressato e spremuto, ha inserito i giocatori nei propri ruoli e una volta in vantaggio, non ha fatto cambi conservativi per difendere il risultato. Grazie a un Perisan in giornata di grazia, a due attaccanti come Bonazzoli e Capello entrambi a segno, a un pizzico di fortuna e a una squadra tutta unita e compatta, il Padova si porta a casa tre punti di platino. E può affrontare la sosta di campionato con uno stato d’animo completamente diverso. Ovviamente i problemi ci sono ancora e sarebbe assurdo sostenere il contrario, ma il 3-2 del Del Duca regala a Foscarini quindici giorni preziosissimi per progettare la missione salvezza. […]
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