Live 24! Padova-Benevento, -3: Biancoscudati subito al lavoro dopo l’ennesima brutta sconfitta di Lecce…


Ore 13.10 – (Gazzettino) «Il Perugia è una grande squadra, ma noi meritavamo la vittoria. Siamo contenti per le undici partite consecutive che non perdiamo, ma con una classifica così corta dovevamo portare a casa i tre punti». È una panchina agrodolce la centesima in serie B di Roberto Venturato che si presenta negli spogliatoi del Tombolato con l’amaro in bocca. I complimenti del tecnico umbro Alessandro Nesta e dei giornalisti non lo consolano affatto. «Dispiace pareggiare una partita dove abbiamo concesso solo due tiri in porta, di cui un autogol di Cancellotti in occasione del momentaneo vantaggio degli umbri. Abbiamo subìto due ripartenze e preso altrettante reti; dal canto nostro abbiamo creato sei occasioni da rete, abbiamo colpito due pali e realizzato due gol. Più di così cosa potevamo fare? Sicuramente in avanti non riusciamo a concretizzare la gran mole di gioco e opportunità che sviluppiamo, ma disponiamo di una rosa di cinque attaccanti che farebbe gola ad ogni squadra cadetta. Dobbiamo migliorare e lavorare per essere più incisivi sotto porta, ma noi siamo abituati a guardare il bicchiere mezzo pieno e alla vigilia del derby con il Verona e l’incontro casalingo con il Palermo il bilancio è più che positivo». Venturato analizza quasi con distacco un match che, nella ripresa, la sua squadra ha dominato in lungo e in largo con un forcing continuo e di qualità. «Abbiamo messo in difficoltà un avversario come il Perugia che ha giustificate ambizioni di promozione. Dobbiamo però accontentarci di un pari e dell’ennesima buona prestazione della squadra. Peccato davvero perchè la vittoria ci avrebbe lanciato nell’alta classifica. In questo momento i numeri ci dicono che non riusciamo ad essere determinati nell’area avversaria. Miglioreremo, nel frattempo ci godiamo la continuità dei risultati positivi e ci prepariamo al meglio al tour de force che ci aspetta nei prossimi giorni». […]

Ore 12.50 – (Gazzettino) Simone Branca è stato uno dei più brillanti con il Perugia. Un assist per il gol sfiorato da Finotto, poi la prima rete in maglia granata. Pazienza se la sua conclusione è stata deviata da Mazzocchi quanto è bastato per sorprendere Gabriel – che comunque era arrivato pure su quel pallone – e se il primo gol non è valso i tre punti, la vittoria che il Cittadella avrebbe anche meritato. Il 2-2 contro un signor Perugia, con due rimonte, non è affatto un risultato da disprezzare. «Sono contento perché la squadra ha disputato una buona prova, sono soddisfatto anche per me stesso che sono finalmente riuscito a segnare un gol. Dispiace non avere vinto». Le occasioni per riuscirvi ci sono state. «Abbiamo creato molto, e colpito anche un palo con Malcore. Facciamo un po’ fatica negli ultimi venti metri, quando arriva il momento di finalizzare l’azione, però siamo comunque riusciti a realizzare due gol contro un forte Perugia». È mancato l’aggancio al terzo posto. «Una vittoria sarebbe stata davvero importante per la classifica, ma guardiamo avanti. Abbiamo allungato la serie di risultati utili consecutivi, e non abbiamo perso di vista le primissime posizioni del torneo». […]

Ore 12.30 – (Mattino di Padova) E sono undici. Undici risultati utili di fila per il Cittadella, frutto di otto pareggi (terzo consecutivo) e tre vittorie. Diciassette punti sui 26 che valgono il quarto posto, in coabitazione con Pescara e Verona, sono arrivati a partire dalla gara successiva alla sconfitta casalinga con il Benevento (25 settembre scorso). Tre mesi da imbattuti, se non è record poco ci manca. L’ultimo di questi otto nulli è maturato ieri contro il Perugia, al termine di una delle più belle partite viste sinora al Tombolato. Due volte sotto, due volte bravi a tirarsi su, i granata di Venturato – alla centesima panchina in Serie B – hanno cercato sino alla fine il successo, mancando alcune facili occasioni, ma il risultato si può considerare giusto, per la qualità dell’avversario – tra i migliori affrontati sin qui – e per il dispendio di energie psico-fisiche a cui li ha costretti l’andamento del match. BOTTA E RISPOSTAÈ stato un confronto a viso aperto, tra due squadre che hanno nel loro Dna il concetto di giocare sempre e comunque a calcio. Il Perugia ha un terzetto davanti da far paura – Verre, Melchiorri e l’ex Vido – e non è un caso che abbia rifilato due reti alla difesa meno battuta del torneo, sfiorandone una terza quando proprio Vido, su lancio di Verre, ha evitato Paleari allargandosi, è andato sul fondo e si è trovato la punta del piede di Camigliano come baluardo per neutralizzargli il tocco vincente (16′). […] Giovedì derby a Verona e poi domenica scontro con il Palermo sempre al Tombolato. Ci può stare di tutto, ma intanto sotto l’albero brilla di luce intensa lo scudo granata. Auguri.

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) Niente di nuovo sul fronte, a Natale. Per l’ennesima volta Roberto Venturato si trova a commentare una sfida che il suo Cittadella avrebbe potuto incamerare, se solo avesse sfruttato una fra le tante opportunità sprecate: «Dispiace pareggiare una partita in cui abbiamo concesso appena due tiri in porta, di cui il secondo era un autogol», l’analisi del tecnico granata in sala stampa. «C’è stata anche quell’occasione capitata a Vido, che non è riuscito a tirare, mentre noi ne abbiamo messe in fila 6 o 7, che ci avrebbero fatto meritare i tre punti. Sarebbe stata una vittoria pesante, che poteva darci l’opportunità di fare un bel balzo in avanti in classifica. Dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno e pensare che è importante dare continuità alla striscia positiva».Per il derby con il Verona il tecnico granata non potrà contare su Settembrini e Siega, che, diffidati, sono stati puniti col cartellino giallo. «Bisognerebbe aprire una riflessione su questo argomento. Ogni volta che facciamo un fallo ci ammoniscono, mentre mi sembra che lo stesso metro non sia stato utilizzato per il Perugia. Noi proviamo a giocare a calcio e siamo determinati in quello che facciamo, ma non cattivi. Subire 5-6 ammonizioni a partita, come sta accadendo, mi sembra esagerato». […]

Ore 11.50 – (Mattino di Padova) Finalmente ha potuto lasciarsi andare in quella corsa liberatoria verso il pubblico, le mani a indicare un cuore congiungendo i pollici e gli indici. Simone Branca ha realizzato il suo primo gol con la maglia del Cittadella, sia pure con l’ausilio della deviazione di Mazzocchi, e la dedica è arrivata spontanea: «Mia moglie Fabiana e mio figlio Martin, che ha tre mesi e mezzo, erano in Tribuna Ovest. Quel cuore era rivolto a loro, come il gol», le parole del centrocampista.«Sono contento per me, un po’ meno per il risultato, perché avremmo potuto conquistare due punti in più. Abbiamo creato tante occasioni, a partire dal palo di Malcore. Dispiace per questo pareggio: facciamo un po’ fatica a finalizzare negli ultimi 20 metri la mole di gioco che produciamo, ma andiamo avanti sapendo che dobbiamo continuare così». Il Citta ci ha provato fino in fondo, spingendo sino al quinto minuto di recupero alla ricerca del vantaggio, senza riuscire a replicare l’impresa compiuta col Venezia, quando l’incontro terminò sul 3-2. «Non abbiamo mai mollato. Sapevamo che il Perugia era forte, abbiamo ripreso la partita nel finale continuando a insistere anche dopo il 2-2». Il dono di Natale ai tifosi granata arriverà magari dopo il 25 dicembre, giovedì sera. «Stavolta è andata così e ora ci aspettano due partite difficilissime contro Verona e Palermo. Dobbiamo pensare partita dopo partita. Speriamo di poter regalare la vittoria nel derby». […]

Ore 11.20 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Merelli 5.5; Capelli 5.5, Trevisan 5.5, Ceccaroni 5; Salviato 5, Serena 6 (Marcandella sv), Pinzi 5 (Broh 6), Mazzocco 6 (Pulzetti sv), Contessa 5; Bonazzoli 6, Capello 5.5. 

Ore 11.10 – (Gazzettino) Poi la solita distrazione su palla inattiva ha messo subito la gara in salita per i biancoscudati. Sulla battuta mancina di Falco dalla bandierina è potuto andare a impattare indisturbato Scavone, la cui incornata non ha dato scampo a Merelli, rilanciato un po’ a sorpresa tra i pali dopo che nelle ultime sei partite gli era stato preferito Perisan. È bastato un blocco a centro area a far saltare le marcature, con Salviato che si è fatto bruciare sul tempo dal centrocampista del Lecce. Sotto nel punteggio, il Padova ha continuato nel suo intercedere molto compassato lasciando ancora l’iniziativa ai salentini e restando sempre troppo basso per riproporsi con pericolosità in avanti. […] Di fronte a questo desolante scenario la domanda sorge spontanea: basteranno gli innesti di mercato a rivitalizzare una squadra che appare quasi rassegnata nella testa, nelle gambe e nello spirito? Se non serve un miracolo, poco ci manca.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Ancora una sconfitta, la quarta di fila, ancora una prestazione modesta sul piano tecnico e del temperamento, ancora un atteggiamento di negatività che rischia di fare naufragare ogni speranza. A Lecce i biancoscudati hanno compromesso la partita con un primo tempo neppure da minimo sindacale. In neanche mezz’ora si sono fatti infilare due volte in maniera disarmante di fronte a un avversario per nulla irresistibile, ma che si è limitato unicamente a sfruttare le debolezze altrui. Solo dopo il 2-0 la squadra ha abbozzato una reazione, ma senza quel vigore che il momento e la classifica richiederebbero. Eppure è bastato questo minimo di coraggio in più per riaprire le gara e quasi acciuffare un rocambolesco pareggio. Sul più bello è però arrivato l’ennesimo errore difensivo a compromettere tutto. E il ko è stato inevitabile, certificando una crisi che appare senza fine. Il 3-5-2 scelto per l’occasione da Foscarini per dare più compattezza alla squadra ha funzionato appena dieci minuti.

Ore 10.50 – (Gazzettino) […] Ecco un flash di Claudio Foscarini: «Abbiamo preso ancora due gol su calcio piazzato, subiamo troppo sugli angoli. C’è una psicosi su questa situazione, ho anche giocatori esperti dietro, ci vuole più attenzione e concentrazione». Sul temporaneo 2-1 che sembrava avere riacceso le speranze. «In quel momento siamo stati anche fortunati ad andare sul 2-1, era il momento propizio. C’è stata poi la parata di Vigorito e pensavo che negli ultimi venti minuti potevamo anche giocarcela: è inconcepibile che dopo altri due-tre minuti la squadra abbia preso il terzo gol e la partita è finita». Quindi aggiunge: «Sapevo di affrontare una formazione con qualità superiore, e in questi casi tu devi ribattere in un’altra maniera mettendoci più attenzione e determinazione, è questo il mio rammarico. Ci salveremo se riusciamo a incrementare queste componenti. I due rigori? Faccio fatica a giudicarli dato che ero molto lontano, quando l’arbitro li concede ha sempre ragione. Li porto a casa, ma non è questo che mi interessa più di tanto». […]

Ore 10.40 – (Gazzettino) Incluso il terzo, dopo che avevamo avuto la fortuna e la bravura di riaprire la partita, e invece ce la siamo chiusi da soli a venticinque minuti dalla fine, questa purtroppo è la realtà». Pur nella consapevolezza di una trasferta dal coefficiente di difficoltà elevato, con il Lecce ci si attendeva un segnale dalla squadra che non è arrivato dato che è stato inaugurato nel peggiore dei modi un trittico prima del giro di boa (Benevento giovedì, Livorno domenica) nel quale è fondamentale muovere la classifica. «Per noi tutti gli impegni sono difficilissimi, a maggiore ragione se consegni la vittoria agli avversari. La sconfitta con il Lecce poteva anche essere messa in preventivo, il problema grave è come è maturata. Ripeto, non mi aspettavo di prendere tre gol in questo modo». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «È l’ennesima sconfitta e siamo scivolati all’ultimo posto in classifica. Per tirarci fuori dobbiamo fare tutto l’opposto di quello che abbiamo fatto fino adesso». È un boccone molto amaro da digerire tra i biancoscudati lo stop con il Lecce (quarto consecutivo), come si evince dalla parole del direttore generale Giorgio Zamuner. E resta indigesto soprattutto il modo in cui i salentini, senza strafare, abbiano trovato la via della rete. «Dopo 28 minuti eravamo già sotto per 2-0, sugli sviluppi di un angolo e di un’azione normale. Una squadra che deve salvarsi non può prendere questi gol: se ci fosse una prodezza o un’invenzione degli avversari sarebbe un conto, ma questi gol erano evitabilissimi.

Ore 10.10 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Merelli 6; Capelli 5.5, Trevisan 5, Ceccaroni 5.5; Salviato 5, Serena 5.5 (Marcandella sv), Pinzi 5 (Broh 6), Mazzocco 5.5 (Pulzetti sv), Contessa 5; Bonazzoli 6, Capello 6. 

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Foscarini, per provare a ottenere maggiore solidità, rilancia la difesa a tre provata in settimana. Due le grandi novità, ovvero l’inatteso ritorno di Merelli in porta e l’esclusione di capitan Pulzetti, al quale viene preferito Serena. Il piano partita è abbastanza chiaro: provare a difendersi senza affanni, restare compatti e pungere negli spazi lasciati dal Lecce. Un piano che va a farsi benedire dopo appena 9′, quando sugli sviluppi di un corner Scavone sfrutta un blocco per saltare indisturbato a centro area e aprire il risultato. Sembra incredibile, ma alla prima folata di vento il Padova si mostra totalmente impreparato. E in Salento il vento, quando vuole, soffia molto forte. […] Nel recupero, il gol di Bonazzoli che si guadagna e trasforma il secondo rigore di giornata, vale solo per le statistiche. La notte è sempre più buia e la stella cometa non si intravede nemmeno.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Il Padova è ultimo in classifica e onestamente c’è ben poco da recriminare. Nella trasferta prenatalizia di Lecce i biancoscudati raccolgono la quarta sconfitta consecutiva, incassando un 3-2 che è anche troppo generoso visto il divario evidenziato dal campo tra le due squadre. Chi si aspettava una svolta è pregato di ripassare. Anzi, la truppa di Foscarini sembra quasi peggiorare di partita in partita e al termine della terz’ultima giornata del girone d’andata è stata raggiunta pure dal Livorno in fondo alla graduatoria. La zona salvezza adesso è distante sette punti, vista la pesantissima vittoria del Cosenza (che però deve ancora riposare) in casa del Venezia. Ma paradossalmente più che la classifica preoccupa lo stato di salute di una squadra ancora una volta fragilissima in difesa, capace di incassare altri due gol su palla inattiva, e con poche idee in fase offensiva, considerato che i due gol segnati, entrambi su rigore, sono arrivati grazie ad altrettanti regali degli avversari.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Quando non riesci ad essere alla pari con il tuo avversario dal punto di vista della qualità devi provare a colmare il gap mettendo maggior rabbia e determinazione. E il mio rammarico è proprio questo. Se non riusciamo a mettere in campo e incrementare queste componenti diventa dura per noi».E sì che il Padova era anche stato aiutato dagli episodi (e probabilmente pure dall’arbitro Volpi) nella fase cruciale dell’incontro, trovando un gol su rigore che avrebbe potuto riaprire la sfida. «Sì, eravamo anche stati fortunati. Sul 2-1 si era creato il momento propizio per potersela giocare fino alla fine, pensavo saremmo rimasti in partita fino al novantesimo. E invece il terzo gol subito poco dopo ha chiuso definitivamente la gara. Ed è inconcepibile incassare una rete del genere». […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Sono sempre i soliti discorsi. Perché un rimedio ancora non è stato individuato e molto probabilmente lo si troverà soltanto mettendo mano al mercato. C’è un’immagine che più di ogni altra fotografa il momento attuale del Padova: Claudio Foscarini in piedi, immobile, davanti alla propria panchina subito dopo il fischio finale del “Via del mare”. Resta fermo, quasi di ghiaccio, per diversi secondi, con un’espressione cupa e sconsolata che tradisce tutta la delusione nell’aver visto ancora andare a monte i buoni propositi della vigilia. Il Padova, purtroppo, è questo: molle, svagato, poco convinto. E anche l’allenatore non cerca scuse: «Eravamo consapevoli del divario tecnico che c’è tra noi e il Lecce», l’analisi di Foscarini. «Proprio per questo avremmo dovuto puntare su altri aspetti.

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