“In un colpo solo, da primo a terzo. E’ amarissimo per il Padova il verdetto della sfida con il Sudtirol, autentica rivelazione del campionato, che viola l’Euganeo con merito, centrando l’ottava vittoria nelle ultime dieci partite e issandosi al secondo posto, anche se alla pari con i biancoscudati, che per effetto del risultato dello scontro diretto finiscono comunque dietro. Un passaggio a vuoto inaspettato per l’ex capolista, dopo il colpaccio di una settimana prima al Menti, e che sgretola per ora alcune certezze che si credevano acquisite, prima fra tutte quella della personalità. Lo stadio di casa non è più un fortino inespugnabile, lo abbattono anche gli altoatesini dopo il Ravenna, sfruttando un errore di schieramento della retroguardia di Sullo”: questo l’incipit dell’analisi di Padova-SüdTirol fatta su “Il Mattino di Padova” da Stefano Edel. Che conclude così: “Certo, lo smacco subìto, dopo aver appena riconquistato la vetta, è pesante, ma non ci sembra il caso di istruire processi, con tanto di verdetti anticipati. I biancoscudati sono sempre lì, ad un’incollatura dal Vicenza, passato con autorità a Trieste, tuttavia i segni di una flessione ci sono. Flessione nel gioco e, per alcuni, anche nella condizione fisica. Oltre al fatto che si è diventati prevedibili. Magari con un modulo diverso, da ritoccare in avanti (rifinitore dietro le punte?), si potrebbe risultare meno scontati. A Salò la prossima verifica, sabato 16, nell’anticipo. Un altro banco di prova tosto, ma se si vuole restare grandi questi sono gli ostacoli da affrontare, e possibilmente superare”.
Le pagelle de “Il Mattino di Padova”: Minelli 6; Pelagatti 5.5 (Rondanini 5.5), Kresic 6.5, Lovato 5; Germano 6, Mandorlini 6, Buglio 5.5, Castiglia 5.5 (Gabionetta 6), Baraye 6; Pesenti 5 (Santini 5), Soleri 5 (Mokulu 5).
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