C’è un tipo di calcio che non si misura solo in gol, ma in acciaio, relazioni industriali, telefonate settimanali e stima reciproca. È il caso del «derby dell’acciaio» tra Virtus Entella e Padova, che sabato si incroceranno in una partita che mette in palio una buona fetta di salvezza, ma soprattutto rapporti umani consolidati nel tempo tra i due proprietari Antonio Gozzi e Alessandro Banzato. Da una parte Gozzi, presidente di Federacciai, dall’altra Banzato, patron del Padova e di Acciaierie Venete. Due mondi paralleli che nel tempo hanno finito per sovrapporsi: consigli d’amministrazione che diventano quasi consigli tecnici, e tavoli istituzionali che sembrano tavoli tattici. «Con gli ultimi due risultati abbiamo fatto un grosso passo in avanti, la affrontiamo con più serenità», ha spiegato Banzato, pur ammettendo senza giri di parole che questa è «la partita che non vorrei proprio giocare». Il rispetto, però, viene prima della sfida. «Ho un grande rapporto con Gozzi, è una persona straordinaria. Ogni bene all’Entella… ma non sabato», ha aggiunto con quel sorriso che solo le rivalità industriali-sportive sanno generare. E mentre lui non sarà presente a Chiavari, il figlio Giovanni rappresenterà la famiglia in tribuna, in una continuità quasi dinastica di presenza e relazioni. Il legame tra i due affonda le radici in oltre venticinque anni di conoscenza. «Mio padre mi mandava in rappresentanza dell’azienda, Gozzi è un imprenditore enorme, di grandissimo livello», ha ricordato Banzato. Non è un caso che proprio a lui, mesi fa, confidò per primo l’acquisto del Padova, ricevendo un incoraggiamento raro nel panorama competitivo: «Hai fatto bene». E poi c’è Federacciai, che tra Gozzi (Virtus Entella), Banzato (Padova), Pasini (Brescia) e Arvedi (Cremonese) diventa quasi una lega parallela del calcio industriale italiano, dove si scherza su progetti come la «Steel Cup», mentre si costruiscono reti reali di confronto. Sul campo, però, non ci sono diplomazie. Chiavari è un fortino: nessuna delle prime quattro squadre è riuscita a espugnarlo. Mentre la nuova Curca Sud dell’Euganeo viene definita da Banzato «uno spettacolo straordinario» con un grazie ai tifosi «per una spinta che è stata energia pura». Tra ironia e rivalità, anche un aneddoto da spogliatoio istituzionale: scherzando con Roberto Breda, si è parlato perfino del progetto di «avvicinare anche la curva ospiti al campo», con risposta pronta e tagliente dell’allenatore: «Meglio lasciare quella ospiti in provincia di Treviso…», alludendo alla distanza siderale dal campo del settore. Banzato, sullo stadio, ha aggiunto: «Ho diverse idee, vedremo più avanti». In attesa della salvezza, ecco i primi abbozzi di progetti futuri. Per far sognare Padova.
(Corriere del Veneto)
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