Filippo Inzaghi, intervenuto dalla sala stampa dello stadio Renzo Barbera per presentare Palermo-Padova, ha fatto il punto alla vigilia della sfida contro i biancoscudati. Dalle condizioni degli indisponibili alle possibili novità tattiche, passando per Mazzitelli, Estevez, Ranocchia e i numerosi ballottaggi di formazione: il tecnico rosanero ha analizzato il momento della sua squadra, chiedendo un ulteriore passo in avanti prima della sosta.
Uno dei temi affrontati riguarda la possibilità di modificare il modulo dopo l’infortunio di Strefezza e l’inserimento di Mazzitelli.
«È chiaro che la storia la sapete. Abbiamo avuto questa occasione con Mazzitelli, è un giocatore molto importante per la categoria. Pensavamo di metterlo dentro a gennaio, poi abbiamo perso Strefezza. Inserirlo è stata un’occasione. Non lo sostituisce come ruolo, ma ci dà altre caratteristiche e altre armi da giocare. Penso a tutto, ma non stravolgerò quello che ci ha portato fin qua e andremo avanti con quelli che abbiamo. La rosa è profonda e nella sosta rifletterò. Abbiamo tanti giocatori che possono giocare lì: in queste sei-sette partite ci rimboccheremo le maniche e cercheremo la soluzione migliore. Avremo due soste e poi Strefezza rientrerà».
Inzaghi ha quindi fatto il punto sugli indisponibili e sulle condizioni dello stesso Mazzitelli.
«È chiaro che domani mancheranno Strefezza, Hernani e Perin, gli altri sono recuperati. Perin ed Hernani li avremo dopo la sosta. Mazzitelli sta bene. Se non sarò costretto, cercherò di non correre rischi perché non gioca da aprile. Avevamo impostato per lui un lavoro per essere pronto a gennaio, ma abbiamo dovuto stravolgere tutto. Può giocare sia nei due mediani che da mezzala, lui è molto disponibile e in Serie B è un valore aggiunto».
Tra le possibili soluzioni a disposizione del tecnico c’è anche Bozzolan, chiuso sulla corsia da Augello. Inzaghi ha inoltre anticipato due scelte per la partita contro il Padova.
«Bozzolan potrebbe fare quel ruolo durante la partita. È un buon giocatore, ma ha la sfortuna di avere davanti a lui un grande giocatore come Augello. Lì domani giocherà Palumbo, giocherà Vavassori».
Massima attenzione, però, al Padova. Inzaghi non si fida della formazione biancoscudata e chiede al Palermo di non abbassare il livello dopo quanto mostrato in questo avvio di stagione.
«In Serie B, abbiamo visto i risultati, non c’è nulla di scontato. Il Padova è molto temibile, ha fatto un mercato importante e ha un allenatore giusto per quella piazza. Ha preso degli attaccanti molto bravi per la categoria, ha una proprietà importante che vuole fare bene. Abbiamo grande rispetto, ma dobbiamo pensare a noi stessi. Siamo nel nostro stadio, pretendo che la squadra finisca come ha iniziato quest’anno. Oggi, leggendo i numeri, un po’ mi toccavo, onestamente. Dobbiamo continuare a farlo, non voglio passi indietro».
Il tecnico ha poi allargato il discorso alla gestione dei diversi momenti che possono presentarsi nell’arco dei novanta minuti.
«Nel calcio ormai si gioca uomo contro uomo. Se stai vincendo al 70′, gli altri mettono attaccanti in più e ti costringono a difenderti. In una partita ci sono più gare, dobbiamo essere bravi a interpretarle anche con i cambi».
Capitolo centrocampo. Ranocchia può essere utilizzato anche in posizione più avanzata, mentre Inzaghi ha speso parole importanti per Estevez.
«Ranocchia può fare la mezzala. È difficile tenere fuori Estevez, per me è uno dei giocatori più importanti che abbiamo preso. Mi piange il cuore non farlo partire, ma quando entra cambia la partita. Può succedere anche domani che Estevez e Ranocchia giochino insieme».
Le alternative non mancano neppure sulle corsie, dove Pierozzi e Bozzolan possono essere utilizzati più avanti.
«Pierozzi e Bozzolan sono due esterni che ci possono aiutare in questo momento e sono una soluzione. Se non gioca Pierozzi può giocare Cassandro e Pierozzi può alzarsi. Per Bozzolan vale lo stesso».
Un’altra arma che il Palermo può sfruttare è rappresentata dalle conclusioni dalla distanza, soprattutto contro avversari capaci di portare una pressione alta.
«Il tiro da fuori area è sempre fondamentale e abbiamo giocatori che possono decidere. Troveremo squadre che ci aggrediranno alte, ci sentiamo pronti e vogliamo concludere al meglio prima della sosta».
Inzaghi non nasconde che il percorso di crescita debba ancora essere completato. Il cambio di sistema richiede tempo, ma il tecnico si tiene stretti i miglioramenti già mostrati dalla squadra.
«Ho messo in preventivo che, cambiando, non potevamo essere perfetti. Dobbiamo ancora migliorare e sappiamo dove. Ci teniamo i progressi fatti».
Uno dei risultati più importanti ottenuti dal suo arrivo riguarda il rapporto tra la squadra e il Renzo Barbera. Inzaghi ha ricordato le difficoltà iniziali e il cambio di tendenza registrato nelle gare casalinghe.
«Quando sono arrivato era un problema giocare al Barbera, c’era tensione e la squadra non vinceva. Abbiamo invertito il trend al Barbera. Giocare in questo stadio è unico e finora abbiamo reso felici i nostri tifosi. Mi auguro che la squadra faccia uno step successivo in avanti».
Restano, infine, diversi dubbi di formazione. In difesa sono aperti i ballottaggi tra Cassandro e Pierozzi e tra Barba e Ceccaroni, mentre Inzaghi si aspetta una risposta importante anche da Magnani.
«Domani ho il dubbio Cassandro-Pierozzi, Barba-Ceccaroni. Ho il dubbio Magnani, che spero torni a far vedere il giocatore che è. Ho tanti dubbi, ma è quello che volevo io».
Una situazione che Inzaghi considera positiva, perché gli permette di sfruttare una rosa costruita per avere alternative in ogni reparto.
«Ad Avellino non ho avuto esitazione a cambiare quattro-cinque giocatori, perché bisogna farlo. Domani ho qualche dubbio, ma so anche che dalla panchina posso pescare a occhi chiusi. Dico sempre che ho 22 titolari: se facessi giocare sempre gli stessi non sarei coerente».
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