Live 24! Padova-Sacilese, -4: tre giornate di squalifica per Daniel Niccolini, problema fisico per Aperi

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Ore 22.00 – (Il Piccolo) Con il nuovo tecnico Gagliardi, in casa alabardata arriva uno staff quasi interamente rinnovato. Con Giuseppe Ferazzoli, lasciano l’Unione anche il vice Livio Lupidi e il preparatore dei portieri Tami. Nello staff del nuovo tecnico Gianluca Gagliardi, ci sono il preparatore dei portieri Andrea Lanni e l’allenatore in seconda Pasquale Nervino. Restano nello staff invece il preparatore atletico Mario Ciac e la massaggiatrice Lucia Pierobon. Ma chi è Gianluca Gagliardi? Il tecnico cosentino ha soprattutto allenato le giovanili della squadra della sua città ottenendo ottimi risultati con Giovanissimi e Allievi, per essere poi nella stagione 2012-2013 promosso alla guida della prima squadra del Cosenza, in serie D: pur essendo un esordiente, Gagliardi è stato protagonista di una stagione decisamente positiva, visto che ha guidato i rossoblù al secondo posto dietro il Messina sfumando di un soffio il primato. Ha vinto quindi i play-off del girone, per essere poi eliminato alle fasi nazionali, ma proprio grazie al buon piazzamento finale nella graduatoria dei ripescaggi quell’estate il Cosenza ritornò in Lega Pro. Gagliardi è noto per essere un tecnico di carattere, con la fama di sergente di ferro. Quanto all’aspetto tattico, è uno molto elastico riguardo ai moduli, che cerca di adattare ai giocatori di cui dispone. Nell’anno del Cosenza ha cambiato molto, iniziando con una difesa a tre, passando poi a un 4-3-1-2 (schema con cui del resto giocava l’ultima Triestina di Ferazzoli) e infine a un 4-3-2-1. Quell’anno però Gagliardi balzò suo malgrado agli onori delle cronache anche per un altro fatto, ovvero l’aggressione a un giocatore, curiosamente un ex alabardato: nel marzo 2013 l’allenatore venne infatti espulso per proteste durante Cosenza-Vibonese e stazionava nel sottopassaggio; quando nei minuti recupero venne espulso il giocatore avversario Franco Da Dalt (in alabardato dal 2005 al 2008), Gagliardi lo aggredì nel tunnel degli spogliatoi. Per quell’episodio Gagliardi non fu nemmeno squalificato: si prese infatti due giornate di stop ma solo per la sua precedente espulsione.

Ore 21.40 – (Il Piccolo) La vera sorpresa pasquale in casa dell’Unione è arrivata un po’ in ritardo: ieri mattina dall’uovo alabardato è uscita infatti una notizia choc che ha spiazzato tutti: la Triestina ha infatti esonerato il tecnico Giuseppe Ferazzoli, affidando la guida della prima squadra al cosentino Gianluca Gagliardi, che ieri pomeriggio ha già diretto il primo allenamento. Quanto alle motivazioni di una scelta perlomeno singolare a cinque turni dal termine, è il presidente Marco Pontrelli spiegarle: «Innanzitutto dico che è stata una decisione presa con grande rammarico, perché Ferazzoli è un’ottima persona. Non è colpa sua, è che così va il calcio, la squadra mi era parsa un po’ adagiarsi nelle ultime partite e la Triestina deve salvarsi a tutti i costi. Per cui in queste ultime partite voglio vedere il sangue sul campo, bisogna dare il massimo senza nemmeno pensare ai play-out, poi tireremo le somme». Insomma, secondo Pontrelli era necessaria la cosiddetta scossa, e la scelta del nuovo allenatore, più che a considerazioni di tipo tecnico-tattico, ha guardato proprio l’aspetto del carattere e di nuovi impulsi da dare alla squadra: «Nella scelta non ho pensato a un allenatore più o meno tecnico – spiega Pontrelli – ma l’elemento di base che mi serviva era un uomo con tantissimo carattere, che sappia tirar fuori gli attributi dai giocatori. Non che Ferazzoli non ne fosse capace, ma ora bisogna guardare al futuro. Gagliardi porta anche con sé un vero staff da guerra, che forse sarà meno valido sul piano tecnico, ma è decisamente agguerrito su quello caratteriale. A questo punto della stagione, una scossa era fondamentale, siamo terzultimi in classifica. Mi posso sbagliare, ma mi prendo tutta la responsabilità della scelta». Pontrelli ne approfitta per rivelare anche possibili novità societarie: «So che perfino questo cambio di panchina potrà venire strumentalizzato, ma io lascio parlare. Una cosa però la posso dire: un nuovo possibile socio è in arrivo e si tratta di un socio del nord, più vicino a Trieste che a Roma, per capirci. Per il momento preferisce restare ancora nell’ombra, ma se ci salviamo ne potrà venir fuori un programma davvero molto interessante».

Ore 21.10 – (Corriere delle Alpi) Destini incrociati. Battere l’Arzignanochiampo per fare un favore a sé stessi e ai cugini del Belluno. Il Ripa Fenadora ha ripreso gli allenamenti in vista della trasferta in terra vicentina, sul campo di una squadra che insidia il Belluno per i play-off. «Sarei contento di fare un favore al Belluno, visti gli anni che ho passato lì», dice mister Max Parteli. «Però dobbiamo guardare in casa nostra. Bisogna fare in tempi brevi i due-tre punti che ci mancano alla salvezza». La corsa alla salvezza. «Speravo di chiudere la pratica domenica scorsa con il Mori, ma non abbiamo fatto una bella prestazione», commenta l’allenatore del Ripa Fenadora. «Tra Arzignano e la gara casalinga col Mezzocorona dobbiamo chiudere il discorso, così dopo possiamo giocare sereni il derby e la partita col Padova, per poi andare a Castelfranco l’ultima di campionato senza alcun tipo di assillo». L’Arzignano. «Non sarà facile contro una delle squadre più in forma del campionato. Ha qualità e davanti un giocatore come Trinchieri che fa la differenza», prosegue Max Parteli. «Ci prepareremo bene questa settimana. La squadra ha voglia di salvarsi velocemente, ci manca poco e dobbiamo fare il passo decisivo. Non importa chi segna, ma dobbiamo fare i punti che ci mancano. Servono compattezza, grande determinazione e soprattutto la voglia di fare punti. Dovremo farci trovare subito pronti, perché gli avversari partiranno forte e giocheranno con ritmo alto e pressione continua. Bisognerà rispondere colpo su colpo. Sarà importante concedere il meno possibile». Brotto in dubbio. Il miglior marcatore della stagione neroverde è ancora in dubbio per problemi fisici: le sue condizioni sono da valutare nei prossimi giorni. Ieri si è allenato a parte, si cercherà di recuperarlo per domenica. Non ci sarà invece il centrale De March, squalificato. Ora l’attacco. È il reparto in cui si concentra l’attenzione dello staff neroverde. Con Brotto che ultimamente ha giocato poco tra squalifiche e infortuni, il peso del potenziale offensivo è sulle spalle di Mastellotto, che ha fatto gol importanti nelle ultime partite e domenica scorsa ha giocato a mezzo servizio, con un ginocchio malconcio, sacrificandosi per la squadra. «Dobbiamo cercare di trovare delle alternative», dice Max Parteli. «A parte qualche ragazzo come Savi che sta facendo molto bene e Solagna che si dà un gran da fare, davanti siamo un po’ contati, però non è un alibi. Dobbiamo usare questa emergenza come un’opportunità per far crescere i giovani e trovare nuove soluzioni».

Ore 20.40 – (Giornale di Vicenza) M&M: una tira l´altra. Ma mica le caramelle, qui si sta parlando di gol. La fabbrica che li produce, la Martin&Mattia di Arzignano, è arrivata giovedì a quota 31. E giusto per non smentirsi, nell´impresona di battere la Sacilese in casa sua, le reti se le sono equamente divisi proprio quei due. Trinchieri e Carlotto, i gemelli del gol di casa Arzignanochiampo. Record. Già la stagione della Banda Beggio, di per sè, è da record. Primo anno in Serie D, salvezza aritmetica ottenuta con cinque giornate d´anticipo. Quella aritmetica. Perché già un paio di turni fa la questione era stata pressoché archiviata, spostando così l´obiettivo a quota 50 punti (e neanche tanto velatamente alla zona playoff). A oggi l´Arzichiampo ha raggiunto la tacchetta dei 48. Ma si parlava di record. Il muro dei 30 gol in coppia l´hanno abbattuto Trinchieri e Carlotto, due abituati a segnare ma mai così tanto in carriera fino a ora. L´argentino ha mandato in rete contro la Sacilese il suo gol numero 18, eguagliando il proprio personale della stagione 2006-2007 a Belluno e dell´ultima al Trissino Valdagno (2012-2013). Con la sola differenza che, a cinque giornate dalla fine, può solo che migliorare il proprio score. Il Padova, a gennaio, avrebbe tanto voluto portarselo a casa. Bravo il presidente Chilese a non mollare la presa. Storia diversa quella di Carlotto, che in doppia cifra ci era arrivato un´altra volta soltanto: era la stagione 2008-2009, e l´esterno vestiva la maglia del Thiene in Promozione. A voler essere pignoli, poi, alla conta andrebbero aggiunti anche i gol realizzati in Coppa Italia: i due attaccanti si son ben divisi la posta anche qui, con due reti a testa. E l´Arzichiampo ha salutato la competizione agli ottavi di finale (proprio contro l´Union Fipa la Fenadora, prossima avversaria in campionato). Pronostico azzeccato. A profetizzare quanto sopra ci aveva pensato bene Beggio. In tempi non troppo sospetti – a chi gli chiedeva cosa si aspettasse dai due – rispondeva pressappoco così: «Trinchieri? A meno che non sia lui a chiedermelo, non lo toglierò mai dal campo nemmeno a un minuto dalla fine. Perché magari proprio in quel minuto può chiudere la gara». E su Carlotto: «Non sono scaramantico, ma solitamente la maglia numero 7 la do a chi so che può risolvermi la partita con una giocata». Non è nemmeno quotata la risposta all´indovinello: chi la veste solitamente?

Ore 20.10 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Nei primi quattro mesi di campionato, sembrava che questo Belluno potesse addirittura ricalcare le orme della corazzata del 2003: quella della promozione in C2, guidata da Toni Tormen in panchina. E da William Gobbato in campo. Proprio capitan Willy, tornato lo scorso settembre in piazzale Resistenza per allenare gli Allievi, fotografa il momento poco felice dei gialloblù, appena agganciati al quinto posto dall’Arzignano. In qualità di ex giocatore, ma anche di neo allenatore, si è dato una spiegazione per il brusco calo del Belluno nel girone di ritorno? «Premetto che non sono così vicino alla prima squadra da poter tracciare un giudizio preciso. Ritengo però che il Belluno paghi soprattutto un periodo poco fortunato, nel quale gli infortuni e i problemi fisici di alcuni elementi hanno avuto un peso determinante». Non c’è il rischio che sia subentrato, magari inconsciamente, un pizzico di rilassamento mentale? In fondo la società non ha mai chiesto i playoff e si è sempre dichiarata soddisfatta del cammino svolto fin qui. «No, non credo ci sia stata alcuna forma di appagamento. So che il gruppo vuole migliorare il bilancio dello scorso anno e farà di tutto per riuscirci. I ragazzi sono molto motivati: per me il terzo posto è ancora alla portata. Anche perché è vero che sarà mancato qualche risultato, rispetto alla parte iniziale di stagione, ma le prestazioni ci sono sempre state». Nel frattempo, è stato confermato con largo anticipo mister Roberto Vecchiato. «Ottima scelta, lui è un valore aggiunto: dà tranquillità ai suoi giocatori. Ripeto, con tutti gli infortuni e i problemi di vario tipo, il calo ci sta. Non vedo nulla di anormale». Come sta vivendo l’esperienza da tecnico, sulla panchina degli Allievi Élite? «Mi trovo molto bene, ho in mano un buon gruppo: sono bravi ragazzi. A inizio stagione ci eravamo posti due obiettivi. E li abbiamo centrati: la salvezza in campionato e la promozione in prima squadra di alcuni giovani». Chi sono i Pescosta e i Canova del futuro? Ovvero, atleti formati nel vivaio di casa e pronti per spiccare il salto vero la serie D? «Jacopo Paier è già stato aggregato al gruppo di Vecchiato e lo stesso vale per D’Incà. E poi sono da tenere d’occhio Alessandro Marta, Fabio Da Forno e Roberto Carlos: hanno le qualità per poter iniziare un percorso».

Ore 19.50 – (Corriere delle Alpi) Sotto con l’Altovicentino. Il Belluno è tornato ad allenarsi alla Gol Arena in vista del match del Polisportivo contro la seconda della classe. Dopo due sconfitte consecutive, contro Sacilese e Legnago, Corbanese e compagni cercano il pronto riscatto di fronte alla corazzata Altovicentino che, seppur non abbia più molte possibilità di mettere le mani sul campionato, non ha intenzione di fare sconti a nessuno. «Siamo all’osso», spiega il direttore sportivo Augusto Fardin, «in queste settimane abbiamo avuto qualche infortunio di troppo, ma sono cose che possono capitare durante una stagione. Sicuramente abbiamo avuto episodi a sfavore in alcune partite, ma gli stop in successione di Ruben D’Incà, Yari Masoch e Paolo Pellicanò hanno tolto molte soluzioni a mister Vecchiato». Il Belluno è ancora in corsa playoff. In poche settimane la squadra bellunese è passata dal terzo al quinto posto: «Vogliamo dimostrare di essere da playoff e rimango fiducioso per il finale di stagione», continua il dirigente gialloblù, «mancano cinque partite, non sono tante ma nemmeno poche. Domenica ce la giocheremo contro l’Altovicentino». Per quanto riguarda il mercato del Belluno è ovvio che i dirigenti gialloblù si stiano già muovendo nell’ombra, ma il direttore sportivo non vuole affrontare il discorso: «Non fa bene parlare di mercato in questo momento», conclude Fardin, «non è giusto per i ragazzi che stanno lavorando adesso. Qualcuno potrebbe sentirsi escluso senza motivo. Preferisco rimandare questi argomenti, ne parleremo quando il campionato si sarà concluso». Bollettino medico. Ieri pomeriggio il Belluno è tornato ad allenarsi dopo i due giorni di riposo di Pasqua. La situazione infortunati è “stabile”. «Paolo Pellicanò è rimasto fermo», spiega l’allenatore Vecchiato, «mentre Yari Masoch si è allenato abbastanza bene. Ha sempre dolore alla caviglia, ma dovrà conviverci fino a fine stagione. Dopo il riposo le cose dovrebbero migliorare, ma adesso non può fermarsi perché vorrebbe dire non allenarsi e non giocare». Domenica arriva al Polisportivo la corazzata Altovicentino. Partita difficile in un momento difficile o arrivati a questo punto un avversario vale l’altro? «A questo punto della stagione una partita vale l’altra», conclude Roberto Vecchiato, «la domenica dopo andremo in casa del Kras Repen e sarà dura anche li. Pensiamo prima di tutto a noi stessi e dopo agli altri». Oltre a Paolo Pellicanò contro la squadra vicentina mancherà lo squalificato Mike Miniati.

Ore 19.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Nel lungo elenco delle assenze e degli infortuni che hanno caratterizzato la stagione del Venezia, c’è una buona notizia. Da ieri Edmund Hottor ha iniziato ad allenarsi con il gruppo. Il ghanese era stato operato lo scorso 14 ottobre dopo la lesione parziale del tendine del retto femorale sinistro, due settimane prima in allenamento. Circa quattro i mesi di recupero preventivati e da marzo Hottor ha iniziato il percorso che l’ha portato ora al rientro in gruppo, che potrebbe preludere a un’imminente convocazione. Intanto anche Raimondi ha ripreso a correre allenandosi a parte: l’attaccante aveva rimediato una lesione all’adduttore a metà marzo, con una prognosi di circa quattro settimane. Intanto, mentre la squadra prepara il derby di domenica con il Bassano, domani la società dovrebbe ricevere il primo punto di penalizzazione per il mancato versamento dei contributi della scadenza di dicembre. La settimana prossima potrebbe invece arrivare il secondo.

Ore 19.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Fortemente voluto in estate, a tal punto leader designato da ricevere subito la fascia di capitano del Venezia. Invece nel 2015 di Gennaro Esposito si sono in pratica perse le tracce, con giusto una manciata di maglie da titolare (la più recente a fine gennaio a Bolzano) e un paio di ingressi, l’ultimo nel bel mezzo del clamoroso 3-3 con l’AlbinoLeffe. Ora però con la squalifica di Giorico per domenica a Bassano (ore 18), c’è da chiedersi se e quanto il regista napoletano sia in corsa con Scialpi per giocare dal 1’contro la capolista. «Dovesse servire sono pronto a rispondere presente come ho sempre cercato di fare – allarga le braccia Esposito – è chiaro che non dipende solo da me. A 30 anni non sono un ragazzino e non penso di dover dimostrare chissacché. Se punteranno su di me ci sarò». Il centrocampista di proprietà del Verona cerca di non accendere polemiche nel ripercorrere le tappe della sua esclusione. «A me stesso rimprovero di aver faticato nella prima parte della stagione, per fare di più mi ci è voluto forse un pò troppo tempo. Poi però sono stato accantonato nel mio momento migliore e non posso nascondere che dal mio punto di vista la situazione non sia idilliaca. Tuttavia mi interessa solo che la squadra si salvi matematicamente al più presto». Alla base dell’uscita di scena di scena di Esposito il «no» al trasferimento all’Arezzo, prospettatogli dal ds De Franceschi e dal tecnico Serena determinati a puntare Giorico. «Mi è stato chiesto di trasferirmi all’ultimo giorno di mercato, me l’avessero proposto prima avrei preso in considerazione la possibilità visto che le cose stavano cambiando. Però ho famiglia e così su due piedi non me la sono sentita. È chiaro che star fuori fa male, anche perché nel complesso il Venezia avrebbe potuto fare molto meglio senza tutti questi alti e bassi». Ieri alla ripresa degli allenamenti fermo Zaccagni, Raimondi sempre a parte mentre in gruppo si è rivisto Hottor.

Ore 18.40 – (La Nuova Venezia) Il Venezia riparte, anche se all’orizzonte c’è il profilo della capolista Bassano. Venezia che prova a mettere in cascina gli ultimi punti per garantirsi un finale di stagione tranquillo, nonostante sia annunciato per domani l’arrivo del primo punto di penalizzazione in classifica per gli adempimenti non completati nel bimestre settembre e ottobre, mentre entro il 16 aprile dovranno essere versati i contributi mancanti relativi al mese di febbraio. Sul fronte squadra invece la squalifica di Daniele Giorico imporrà un cambio forzato per Michele Serena con Alessandro Scialpi favorito su Gennaro Esposito nella sostituzione del centrocampista ritornato da Cagliari nel mercato di gennaio. Anche perché l’ex veronese da inizio febbraio è uscito dalle rotazioni del tecnico arancioneroverde. «La mia decisione di non andare ad Arezzo ha comportato scelte diverse da parte del tecnico» ha spiegato tranquillamente Gennaro Esposito, «il mio compito è però allenarmi sempre con grande professionalità per farmi eventualmente trovare pronto qualora venissi chiamato in causa». Venerdì scorso Esposito non è stato nemmeno convocato per la partita con il Lumezzane, ma per Bassano potrebbe ritornare d’attualità la sua presenza quanto meno in panchina. «Ho saputo troppo tardi dell’interessamento di una squadra. La richiesta fosse arrivata una decina di giorni prima, avrei accettato, ma spostare la famiglia così, all’ultimo giorno di mercato, non l’ho ritenuta la scelta migliore. Mi dispiace perché è accaduto proprio nel momento in cui mi stavo esprimendo bene». Uno spezzone di partita a Bergamo contro l’Albinoleffe toccando da vicino la clamorosa rimonta dei lombardi. «Non mi era mai capitato in tanti anni che gioco, però può accadere, vedi quanto successo sabato tra Verona e Cesena. Sono partite anomale con uno svolgimento senza senso. Ho impiegato una settimana per rimuovere i ricordi». Ieri Mattia Zaccagni non si è allenato a causa di un fastidio alla coscia destra, Raimondi ha lavorato a parte, mentre è ritornato in gruppo dopo tanti mesi anche Hottor, il centrocampista ex Nocerina prima squalificato e poi infortunato. «I punti della tranquillità li faremo nelle prossime due partite contro Bassano e Pavia» conclude Gennaro Esposito, «sono ancora convinto che questa squadra poteva essere in una posizione migliore in classifica, ma non siamo quasi mai riusciti a trovare una continuità nei risultati. È anche vero che nessun avversario ci ha mai messo sotto, quindi non vedo perchè non si possa pensare di fare risultato anche a Bassano». La sfida di domenica tra Bassano e Venezia è stata affidata all’arbitro Carmine Di Ruberto di Nocera Inferiore.

Ore 18.10 – (Giornale di Vicenza) Dopo la breve pausa pasquale, ieri è tornato ad allenarsi il Real Vicenza. A quattro giorni dalla partita contro la Torres, rientra nel gruppo Marco Cristini. Il centrocampista biancorosso era stato fermato la scorsa settimana da un problema a una caviglia che lo ha costretto in tribuna nella partita contro l´Arezzo. Un match che ha confermato la bella prestazione di Novara. Ma ancora una volta non è bastato: ritorno alla vittoria rimandato nuovamente. Una vittoria che non arriva dal 4 marzo, quando il ritorno di Marcolini sulla panchina vicentina aveva portato tre punti in saccoccia contro l´AlbinoLeffe. Da lì in poi due pareggi e due sconfitte. Peggio i prossimi avversari che andranno ad affrontare domenica i ragazzi di Marcolini: la Torres. Per trovare l´ultimo successo dei sardi bisogna andare al 31 gennaio, quando la squadra di Bucchi si era imposta 3-1 sul Lumezzane. Poi sei pareggi e quattro sconfitte. Numeri che parlano chiaro. «Sono partite sempre più brutte da qui alla fine”, ha detto Marcolini nel post partita di Real – Arezzo – le squadre che lottano per non retrocedere quando si arriva al termine della stagione si bada al sodo e il resto conta poco. A volte c´è bisogno di un episodio per far si che la gara si apra un po´. Credo sarà un campionato equilibrato fino in fondo, soprattutto davanti. Ora andiamo a Sassari: non andiamo al mare, ma andiamo ad affrontare un altro match complicato, su un campo brutto, con una squadra di nuovo bella tosta».
Certo è che questa volta il Real, quantomeno, non sarà falcidiato dalle squalifiche come era invece alla vigilia di Real Arezzo. Rientrano, oltre a Cristini, Francesco Quintavalla, Dario Polverini e Daniele Dalla Bona. Non sarà disponibile invece Matteo Piccinni, ancora fermo ai box per l´infortunio a unl polpaccio rimediato a Novara. Il difensore dovrà riposare almeno fino a fine di questa settimana, poi bisognerà verificare le sue condizioni. Oggi per i vicentini doppia seduta, mentre nei prossimi giorni si alleneranno come di consueto il pomeriggio al campo di via Calvi, fino a sabato quando, dopo una seduta di allenamento mattutina, la squadra di Marcolini partirà per la Sardegna. Dopo lo spumeggiante 3-3 dell´andata, quella di domenica si preannuncia una trasferta difficile, ma che il Real può affrontare con serenità visto la posizione di classifica tranquilla.

Ore 17.40 – (Giornale di Vicenza) Bassano-Venezia dunque. Un derbino che diventa fatalmente un derbissimo perchè nella condizione in cui è oggi il Soccer Team anche il duello col Renate, l´avversario più scorbutico dell´ultimo triennio giallorosso, assurge a partitissima. Il rendez vous di domenica alle 18 al Mercante è un affare per la platea perchè a quell´ora possono presenziare davvero tutti senza accampare scuse, meno per i virtussini che andranno in pista conoscendo i risultati della concorrenza e quindi con una badilata di pressione in più sulle spalle. Il Venezia con 44 punti e 8 lunghezze di margine sulla zona rischio pare su una botte di ferro, ma all´occhio: venerdì, assieme al Novara, potrebbe arrivare una penalizzazione anche per i lagunari, nell´ordine di 2 punti. Il loro torneo sinora è un manuale di equilibrio: 11 vittorie, 11 pareggi e 11 sconfitte, pochi sussulti anche alla voce gol: 35 quelli segnati, 32 le reti subite, un prototipo di regolarità. Il precedente più succoso e gustoso è datato primavera 2006. Il Bassano di Glerean cerca una problematica rincorsa sopravvivenza al debutto in C2, mentre il Venezia di Di Costanzo sta volando ad ali spiegate in C1. Passano gli altri dopo poco e al novantesimo e passa, la torcida ospite, in gran numero in gradinata intona a squarciagola “Salutate la capolista”, prima di sfollare. Sbagliano ad andarsene anzitempo poiché al 95´ spaccato il portiere Aprea frana su Tagliente. Rigorissimo che lo stesso centravanti insacca di potenza sotto la traversa con un destro dinamitardo davanti al quale era opportuno scansarsi: 1-1 nel tripudio virtussino e primo mattone salvezza incastonato. Ora la posta in palio vale doppio se non addirittura triplo ma l´adrenalina in circolo è la medesima di quell´esecuzione dal dischetto: ci si gioca un sogno anche stavolta. Veleno. Interpellato da TLP, il portale specializzato sulla terza serie, l´agente di Luca Cattaneo, l´aletta del Bassano che impazza, Omar Frontini ha ringraziato pubblicamente il tecnico Tonino Asta e il digì Werner Seeber per aver puntato sul ragazzo in un momento in cui era senza squadra, anticipando che il contratto del giocatore è in scadenza ma con l´opzione di rinnovo. «E sarebbe favoloso vedere lui in serie B col Bassano – ha detto – se lo meriterebbero entrambi».

Ore 17.10 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 72, AltoVicentino 64, Sacilese 53, Clodiense 49, ArziChiampo e Belluno 48, Montebelluna e Union Pro 41, Legnago 39, Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda 36, Tamai 35, Giorgione 30, Dro 29, Kras Repen 28, Triestina 26, Mori S. Stefano 15, Mezzocorona 12.

Ore 17.00 – Serie D girone C: termina il recupero: Mori S. Stefano-Montebelluna 0-3.

Ore 16.50 – Flash di Fabrizio De Poli al termine dell’allenamento: “Aperi? Sta andando dal nostro medico sociale per un controllo. Niccolini? Valutiamo se fare ricorso o meno, non ho ancora letto le motivazioni”.

Ore 16.40 – Qui Guizza: termina l’allenamento.

Ore 16.20 – Qui Guizza: partita Under contro Over, in porta nelle due squadre Petrilli e Pittarello.

Ore 16.00 – Qui Guizza: partitella a campo ridotto in corso, regolarmente in gruppo Cunico mentre Bortot continua a lavorare a parte.

Ore 15.50 – Serie D girone C, termina il primo tempo del recupero: Mori S. Stefano-Montebelluna 0-1.

Ore 15.40 – Qui Guizza: infortunio per Sebastiano Aperi in un contrasto di gioco. L’esterno offensivo lascia il campo.

Ore 15.30 – Un turno di squalifica anche per il bomber della Sacilese Dario Sottovia, che dunque salterà il match col Padova. Nei Biancoscudati entrano in diffida Sentinelli, Segato e anche Niccolini, che era stato ammonito prima del rosso diretto.

Ore 15.20 – Tre turni di stop per Niccolini “per avere, a gioco fermo, colpito con uno schiaffo al volto un calciatore avversario”.

Ore 15.10 – GIUDICE SPORTIVO: TRE GIORNATE DI SQUALIFICA PER DANIEL NICCOLINI

Ore 15.00 – Qui Guizza: Biancoscudati in campo per l’allenamento.

Ore 14.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Mentre Pasquale Marino e i suoi ragazzi preparano la sfida con l’Avellino di venerdì sera (ore 20,30) al Menti, continuano le trattative per la cessione del Vicenza. Le contrattazioni sul tavolo sono le due note da tempo: quella portata avanti dal presidente di Finalfa Srl, Sergio Cassingena, con gli imprenditori vicentini Alfredo Pastorelli (Colombo Finanziaria Spa), Alberto Morato (Morato pane Spa), Lino Chiele (Came Spa), Stelvio Dalla Vecchia (Utensilnord Srl), e Marco Franchetto (vedi Pulitalia, Caffè Vero) che stanno valutando la possibilità di acquisire alcune quote della società, e quella portata avanti dal presidente biancorosso Tiziano Cunico e dall’advisor Ippolito Gallovich con la cordata araba che è chiamata in queste ore a confermare o a declinare l’interesse in maniera definitiva. Ieri nella tarda serata, si è tenuto un confronto in videoconferenza tra i dirigenti biancorossi e gli interlocutori stranieri (il cui leader si trova in Canada per impegni di lavoro) per affrontare nel dettaglio una serie di questioni relative all’intesa da raggiungere. Tempo a disposizione non ne resta molto: la scadenza del 16 di aprile, giorno entro cui devono essere pagati gli stipendi di gennaio e febbraio e relativi contributi, è ormai alle porte. Al momento la società di via Schio, che ha appena pagato una rata dell’Iva (circa 400 mila euro), non ha la disponibilità per far fronte all’importo totale ed inoltre è confermato che per arrivare al 30 giugno 2015 e chiudere la stagione, servono circa 2,5 milioni di euro; ecco spiegato il tentativo di Cassingena di chiedere aiuto agli imprenditori vicentini, che a loro volta però hanno posto chiare condizioni perché la cosa sia realizzabile. Il primo ostacolo da superare è rappresentato dal monte debitorio del Vicenza calcio che ammonta a poco più di 13 milioni di euro: naturale che chi entra non voglia farsi carico dei debiti dell’attuale proprietà che è chiamata a presentare un piano, con relative garanzie, inteso a coprire il monte debitorio. In attesa che la situazione prenda una direzione chiara, in via Schio si lavora anche alla capienza del vecchio Menti aumentata da poco a 12.124 posti. Il dg Andrea Gazzoli sta verificando la possibilità di riaprire anche la «curva Azzurra», che permetterebbe di recuperare altri mille posti. La società biancorossa tramite il direttore generale Andrea Gazzoli, qualora arrivasse il via libera, darebbe inizio ai lavori che verrebbero eseguiti con una certa rapidità e presi in carico dal Vicenza, che nelle intenzioni vorrebbe riaprire il settore entro la fine di aprile.

Ore 14.30 – (Giornale di Vicenza) Si chiama Yahya Kirdi, è di origine siriana, ma ormai da tempo vive in Canada. La base operativa della sua attività finanziaria e imprenditoriale è a Montreal, dov´è arrivato più di dieci anni fa. È lui l´investitore arabo, fin qui definito come l´uomo d´affari del Qatar, con cui per mesi, per la precisione tre come ha confermato nell´intervista al nostro giornale, il presidente del Vicenza Tiziano Cunico e l´advisor Ippolito Gallovich hanno parlato della possibile cessione del Vicenza Calcio. La ricognizione effettuata dall´investitore mediorientale in compagnia dei suoi collaboratori al centro tecnico di Isola e Vicenza a fine marzo ha lasciato qualche traccia, oltre la cortina di riserbo che ha sempre circondato i contatti con gli investitori stranieri. Nella loro tappa italiana avevano fatto sosta anche nel capoluogo lombardo, sede della società di consulenza che ha fatto da intermediario fin dall´inizio nei rapporti sviluppati con i rappresentanti di via Schio. Di Yahya Kirdi si sa che ha 49 anni, che è originario di Aleppo in Siria, paese che ha lasciato per stabilirsi poi in Canada dopo essere stato da giovane un calciatore in alcuni club mediorientali e dopo aver girato mezzo mondo. Da quanto si è potuto sapere Kirdi ha rapporti con investitori del Canada e del Medio Oriente e il suo volto è stato familiare in particolare per i tifosi del Liverpool quando, qualche tempo fa, lo stesso Kirdi è stato protagonista di colloqui con i vecchi proprietari del club inglese quando hanno passato la mano. Il presidente Cunico nell´intervista al nostro giornale aveva parlato di «ore cruciali» per l´esito di questa trattativa ma ieri non è stato possibile parlargli per avere un aggiornamento sulla situazione. E proprio questo sembra far pensare che la trattativa con gli investitori stranieri possa concludersi con un nulla di fatto. Ulteriori rinvii non sono infatti ipotizzabili e il silenzio calato nelle ultime ore non pare certamente un buon segnale. Fin dall´inizio questa è stata definita come l´opzione-1, ma in queste settimane è emersa anche un´opzione-2, quella legata ad una trattativa con un gruppo di imprenditori vicentini. Ieri sera c´è stato un altro incontro, almeno il terzo da quando se n´è cominciato a parlare. Riserbo anche su questo fronte, ma sembra che l´esito sia stato interlocutorio.

Ore 14.10 – (Giornale di Vicenza) Il Bologna secondo da solo oggi sarebbe promosso direttamente in serie A, in scia al Carpi che ormai ha un piede e mezzo nella massima categoria. Ma ci sono 8 partite da giocare e tanti scontri diretti in calendario, per cui chi insegue è legittimato a sperare di riacchiappare il Bologna per salire al piano superiore senza passare attraverso la roulette dei playoff. La prima delle inseguitrici è il Vicenza, in questo momento a soli 3 punti dalla squadra di Diego Lopez con il vantaggio dello scontro diretto favorevole (0-0 al Menti e 2-0 per i biancorossi a Bologna). E però… c´è un però. Nel senso che il Bologna un punto potrebbe riguadagnarlo a tavolino. La classifica della squadra emiliana oggi sconta un -1, che però potrebbe essere cancellato. Quel punto di penalità il Bologna lo ha subito per ritardato pagamento dell´Irpef relativamente alla scorsa stagione, una inadempienza che risale comunque ai tempi della gestione-Guaraldi, precedente all´arrivo dei finanziatori a stelle e strisce, i neoproprietari Tacopina e Saputo. Ora è successo che il “nuovo” Bologna ha fatto ricorso contro quel punto di penalizzazione e che la Corte Federale si è pronunciata… non pronunciandosi. Il giudice della Corte ha infatti rinviato la questione-penalizzazione alle sezioni unite della stessa Corte, cioè ha passato la questione ad un collegio giudicante più ampio. La decisione è attesa a breve e il legale che segue il Bologna, l´esperto Mattia Grassani, ha già interpretato il rinvio, a fine marzo, come un buon segnale per un accoglimento del ricorso con relativa cancellazione del punto di penalità. Se ciò avvenisse, e c´è da augurarsi che una decisione venga presa in fretta per non falsare il finale di campionato, vorrebbe dire che il distacco del Vicenza dal Bologna salirebbe da 3 a 4 punti. Dunque, oltre che sul campo, la volata per il secondo posto passa anche dalle aule della giustizia sportiva.

Ore 13.50 – (Giornale di Vicenza) Contro l´Avellino tornano i “titolarissimi” di Pasquale Marino. Dopo alcuni ritocchi obbligati nelle ultime settimane, tra squalifiche ed infortuni, per il fondamentale confronto diretto di venerdì sera al Menti il tecnico biancorosso avrà nuovamente a disposizione tutti i giocatori sui quali ha impostato la formazione in grado di arrivare a giocarsi da protagonista la volata per la promozione in serie A. Nella partitella in famiglia di ieri, che dopo il lunedì di Pasqua ha richiamato al Morosini qualche decina di tifosi a godersi uno splendido pomeriggio di sole, Marino ha dunque potuto fare le prove generali quasi al gran completo: assenti solo Sciacca, che ha osservato i compagni da bordo campo, Edge (ancora in trasferta con la sua Nazionale) e Gentili, in palestra per recuperare dalla piccola lesione agli adduttori di sinistra. Torna Di Gennaro. Previsto, ma non per questo meno gradito, il rientro di Davide Di Gennaro: il regista biancorosso ha scontato il turno di squalifica e si riprenderà le chiavi del gioco. Moretti, che lo ha comunque ben sostituito a Vercelli, ritroverà quindi il suo abituale ruolo di mezzala destra, mentre sul centrosinistra ci sarà come sempre capitan Cinelli. Anche nella partitella di ieri Moretti ha confermato la sua pericolosità nei tiri da fuori: il “solito” palo (dopo la traversa di Vercelli) gli ha respinto il pallone, ma stavolta il centrocampista è stato caparbio e pronto nel ribadirlo in fondo al sacco di testa. Difesa rodata. Nessun cambio in vista per quanto riguarda il pacchetto arretrato: Sampirisi e D´Elia saranno i terzini, Brighenti e Manfredini i due centrali davanti al portiere Vigorito. Ancora una volta i difensori biancorossi avranno pane per i loro denti: dopo Ettore Marchi, sfuggito un´unica volta alla loro guardia e implacabilmente andato a segno a Vercelli, stavolta l´osservato speciale sarà Gigi Castaldo, che con 15 gol all´attivo tallona il bomber biancorosso Andrea Cocco nella classifica dei marcatori. Più frecce in attacco. Proprio ad Avellino il capocannoniere del Vicenza ha segnato forse il più bello tra i suoi 16 gol, con una girata al volo che ha strappato un applauso anche al portiere avversario Gomis. A supportare il centravanti venerdì sera ci saranno, come di consueto, il pendolino e assistman Laverone a destra, che spera magari di trovare la via del gol dopo i due pali colpiti a Vercelli, e il fantasista Giacomelli a sinistra. Anche nella partitella di ieri il piccolo attaccante umbro si è confermato tra i più in forma, segnando un gol con la sua ormai tipica conclusione a giro sul secondo palo. Per la sfida con l´Avellino Marino avrà comunque più di un´alternativa in panchina se servisse un cambio di passo: Ragusa mostra una condizione sempre più confortante e ha solo bisogno di maggior minutaggio. Vita e Spinazzola, sempre positivi in allenamento, attendono l´occasione per mettersi in luce. E stavolta sarà nuovamente convocabile Petagna, che ha ormai del tutto risolto il problema al polpaccio delle scorse settimane. Pericolo giallo. Sono ben sette (oltre allo sfortunato Sciacca, ormai fuori causa) i biancorossi in diffida, di cui quattro “titolarissimi”: per Sampirisi, Moretti, Cinelli e Laverone, oltre a Ragusa, Garcia Tena e Petagna, al prossimo cartellino giallo scatterà la squalifica. Ecco allora che poter contare su “seconde linee” all´altezza dei giocatori più utilizzati nello sprint del campionato sarà fondamentale per Marino, che intanto venerdì con l´Avellino dovrebbe affidarsi ancora a questi undici: Vigorito; Sampirisi, Brighenti, Manfredini, D´Elia; Moretti, Di Gennaro, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli.

Ore 13.20 – (Gazzettino) Un solo punto nelle ultime due partite con Ternana e Latina è decisamente poco per il Cittadella, soprattutto in considerazione del gioco espresso dalla squadra di Claudio Foscarini. Federico Gerardi, fra i protagonisti di questi due match, valuta ciò che è mancato al Cittadella nella prospettiva che i granata dovranno affrontare nelle due prossime gare al Tombolato il Carpi e il Vicenza, cioè due fra le squadre più in forma del momento. «Contro Ternana e Latina -sostiene il centravanti granata- noi abbiamo disputato due ottime partite pagando a caro prezzo alcuni episodi sfavorevoli dovuti anche a demerito nostro. Quando giochi bene e non porti a casa punti c’è di mezzo anche un po’ di sfortuna. Con la Ternana abbiamo dominato la partita, però non abbiamo finalizzato le occasioni da gol create. Quando non la butti dentro è dura vincere, dobbiamo dimostrare più cinismo e chiudere le partite quando ci sono le possibilità per farlo». A Latina, invece, il Cittadella ha dimostrato per un’ora una chiara superiorità andando in vantaggio proprio con un gol di Gerardi, ma dopo aver subìto il pari su autogol, si è vista un’altra partita. Carenza di personalità? «Non credo -riprende Gerardi- i primi due gol li abbiamo concessi noi e ciò ha caricato l’avversario, mentre noi abbiamo perso qualcosa a livello mentale. Siamo comunque riusciti a reagire e pareggiare, poi il loro terzo gol ci ha tagliato le gambe. Peccato perchè avevamo avuto per un’ora la partita in pugno». La classifica di conseguenza è peggiorata, il Cittadella ha 39 punti come Crotone e Pro Vercelli che in questo momento farebbero i play out. Gerardi però non si demoralizza: «A volte si gioca male e si vince, noi dobbiamo continuare per la nostra strada perchè alla fine chi semina raccoglie». Sul suo splendido gol realizzato a Latina, continua: «Ho calciato a rete in girata su un bell’assist di Minesso. Sono movimenti che fanno parte del mio repertorio». Sulle due ultime partite giocate di seguito in una stagione caratterizzata da una certa discontinuità, spiega: «Ho avuto qualche problema fisico, ma c’è stata anche qualche partita non brillante da parte mia. Siamo in quattro per due posti, ma l’allenatore riesce a dare spazio a tutti. Ultimamente sto bene e spero di poter dare sempre il meglio. La salvezza è un obiettivo importante per tutti». Dopo sei gol già messi a segno, c’è un traguardo personale da raggiungere: «Punto alla doppia cifra e mi auguro che siano tutti gol utili alla squadra». Carpi e Vicenza, prossimi avversari, conclude Gerardi: «In un campionato pieno di sorprese non dobbiamo guardare all’avversario. Ci servono punti per salvarci e abbiamo il dovere di cercarli contro chiunque». Ieri doppio allenamento con Pellizzer, Scaglia e Rigoni rientrati in gruppo. Ancora a parte Cappelletti per dolori alla schiena.

Ore 13.00 – (Mattino di Padova) Questo Carpi stupisce tutti, tranne Alessandro Sgrigna. Il fantasista romano si aspettava un cammino del genere da parte della squadra in cui ha militato nella passata stagione, segnando anche 6 gol. «Intanto perché ha a disposizione un ottimo organico. E poi perché si capisce subito che la mentalità che si respira nell’ambiente è quella giusta. Appena cinque anni fa questa società era in serie D, se è arrivata così velocemente in alto significa che sa lavorare bene e pescare i giocatori giusti». Nella storia del “Carpi Football Club 1909” proprio il nome di Sgrigna occupa un posto di rilievo: fu suo il primo gol realizzato allo stadio Cabassi in B. Pentito di aver lasciato la nave proprio prima che salpasse verso lidi migliori? «No, sapete tutti quanto stia bene al Cittadella. E poi non credo di essermi mai pentito di una scelta». Pentito o no, è l’uomo che meglio di tutti può sapere come si ferma questa squadra che non sembra conoscere ostacoli, tanto da aver raggranellato una dozzina di punti di margine sul Bologna. «Magari lo sapessi! Di sicuro servirà particolare attenzione, perché per certi versi il Carpi è una capolista atipica: ad esempio, è agli ultimi posti nelle statistiche del possesso palla. È una squadra molto coperta, che sa ripartire velocemente e che sa sfruttare le occasioni che ha: gliene bastano poche per far male. Significa che dovremo badare a non scoprirci, potrebbe risultare fatale». Si dice che il Citta sia una squadra di categoria, ma forse il Carpi incarna ancora meglio cosa sia la serie B. «Sono perfettamente d’accordo. È arcigno in difesa, corre molto e si affida a tre o quattro elementi per ribaltare l’azione». Firmerebbe per un pareggio? «No. D’accordo che di fronte abbiamo l’avversario peggiore, ma nella nostra situazione non possiamo permetterci di guardare se davanti abbiamo il Carpi o il Vicenza terzo, che affronteremo subito dopo: dobbiamo solo vincere. Per salvarci serviranno altri 11 o 12 punti, e prima arriveranno, meglio sarà». La sconfitta di Latina ha lasciato strascichi? «Non credo e, in ogni caso, non deve succedere. Abbiamo perso, ma questo non sposta il giudizio su un girone di ritorno in cui stiamo facendo bene. Anzi: a Latina abbiamo dominato l’avversario per un’ora in casa sua e questo deve rinfrancarci, indipendentemente dagli episodi sfortunati che abbiamo pagato, come l’autogol o la rete del 3-2, che mi sembrava viziata da fuorigioco». Ormai l’abbiamo vista giocare in tutti i ruoli tra centrocampo e attacco, persino da regista, quando le è toccato sostituire Rigoni contro la Ternana. È una soluzione che sarà adottata ancora? «È stata dettata dall’emergenza, ma confesso che è un ruolo che mi piace e in cui, a fine carriera, mi piacerebbe mettermi alla prova. Oggi come oggi no, lo sapete che amo stare davanti. Se serve, però, dobbiamo accantonare le preferenze personali e accettare anche la panchina, quando tocca». Cappelletti ancora a parte. Rigoni, Scaglia e Pellizzer sono rientrati a tutti gli effetti nel gruppo a disposizione di Claudio Foscarini, che ieri ha effettuato una doppia seduta al Tombolato. Cappelletti continua, invece, nel lavoro differenziato dopo l’affaticamento muscolare alla schiena accusato dopo Latina. L’obiettivo è recuperarlo per il match di sabato.

Ore 12.30 – (Trentino) Mori Santo Stefano – Montebelluna atto secondo. Si gioca oggi pomeriggio (calcio d’inizio alle 15) il recupero della sfida valevole per la 28esima giornata del torneo di serie D. La partita tra lagarini e trevigiani venne sospesa dieci giorni or sono a causa dell’infortunio patito dal direttore di gara Comunian della sezione di Biella che, a causa di un problema muscolare, fu costretto ad interrompere il match al quarto d’ora della ripresa. Oggi si ripartirà dal primo minuto con il Mori che non vuole fare sconti, mentre il Montebelluna, in caso di vittoria, festeggerebbe la matematica salvezza. I veneti, però, quasi sicuramente si affideranno alla stessa formazione vista a marzo con parecchi under classe ’97 e ’98 in campo per superare il Belluno al terzo posto nella speciale classifica riguardante l’utilizzo dei giovani. Se poi il tecnico ospite Pasa, una volta ottenuto il “bonus”, deciderà di effettuare un paio di sostituzioni già nei primi minuti per “bilanciare” la squadra, questo non è dato saperlo ma è probabile. Zoller, invece, si affiderà alla miglior formazione possibile. Assenti Rossatti (motivi di studio) e Dal Fiume (squalificato dopo l’espulsione patita giovedì scorso contro l’Union Ripa La Fenadora), l’allenatore trentino si affiderà al “4-2-3-1” con Poli tra i pali, mentre la linea difensiva sarà formata da Pozza e Benedetti sulle corsie esterne con Pruenster e Concli al centro. Sceffer e capitan Cristelotti agiranno in mediana con Libera, Tisi e Dossi che supporteranno Deimichei, unica punta di ruolo nello schieramento iniziale. L’obiettivo del Mori è quello di muovere la classifica e di allontanare il più possibile il momento della retrocessione matematica. Tra le fila ospiti l’osservato speciale sarà certamente l’estroso Giglio, uno degli attaccanti più forti del girone.

Ore 12.10 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Impegno infrasettimanale per il Montebelluna, che alle 15 scende in campo a Mori nel recupero della partita sospesa lo scorso 29 marzo per infortunio dell’arbitro. In caso di vittoria i biancocelesti salirebbero a 41 punti, e quindi praticamente in salvo. Per questo scontro Daniele Pasa ricorrerà però a molti ragazzi del vivaio, visto che questa sarà anche l’ultima occasione per migliorare la classifica nella graduatoria “Giovani di Valore”, altro obiettivo societario. «Vogliamo chiudere il discorso salvezza e cercheremo i tre punti. Però non sarà facile anche perché il Mori è reduce da un ottimo pareggio con il Ripa e non ha più nulla da perdere – dice l’allenatore -. Al gruppo ho aggregato quattro ragazzi del ’98 e cioè Sartori, Mardegan, Fasan e Monachello, visto che vogliamo anche terminare più in alto possibile la classifica dei giovani». Chi di loro scenderà in campo?
«Credo che almeno due giocheranno dall’inizio. Tutti loro sono ancora un po’ acerbi, però hanno qualità e con gli Allievi si sono ben comportati. La convocazione è anche un premio». Dietro mancheranno gli squalificati Guzzo e Severgnini. «Sono assenze importanti. Tuttavia Bressan, Frassetto e lo stesso Fabbian di partite ne hanno giocate a sufficienza. Quindi sono tranquillo». Probabile formazione (3-4-1-2): Rigo, Fabbian, Bressan, Frassetto; Monachello, Nicoletti, Perosin, Cusinato; Giglio; Sartori, Masiero.

Ore 11.50 – (Tribuna di Treviso) Un confronto che può chiudere i conti. Un recupero che può valere la salvezza matematica e l’affermazione – per il terzo anno di fila – nella classifica Giovani D Valore. Il Montebelluna torna oggi a Mori per affrontare il match interrotto lo scorso 29 marzo causa infortunio dell’arbitro. I trentini, penultimi e ormai staccati dai playout, sono virtualmente retrocessi: l’occasione è ghiotta per riassaporare la vittoria dopo cinque giornate che hanno visto i biancocelesti raccogliere appena tre punti. Nel contempo, trattandosi dell’ultima giornata valida per la graduatoria dei giovani, la banda Pasa, come già accaduto dieci giorni fa, dovrebbe schierare una formazione ancora più giovane del solito, visto che sono stati convocati quattro elementi del gruppo Allievi: Monachello, Sartori, Fasan e Michielan. Parteciperanno alla trasferta, inoltre, i quattro baby – Cusinato, Alessio De Vido, Manfrin – selezionati per la Rappresentativa del girone C. Bisogna fronteggiare il rimontante Belluno, mentre il Mezzocorona, altro club prossimo alla caduta in Eccellenza, non potrà beneficiare del premio garantito dalla Lnd. Parallelamente, Severgnini e Guzzo, destinati alla squalifica per l’ammonizione rimediata con il Tamai, dovrebbero essere della partita. A fare fede è il comunicato: mancando, Pasa può schierarli. Out l’infortunato Semenzin e Sagui per un forte torcicollo. «Il Mori ha disputato un’ottima gara con il Ripa e non ha nulla da perdere», esordisce il tecnico Lele Pasa, «Vorremmo ottenere i punti che ci mancano per la salvezza e centrare in un colpo solo la classifica dei giovani. Giocare sul sintetico non è facile». Si gioca: ore 15, a Mori. Montebelluna: Rigo; Guzzo, Monachello, Severgnini, Bressan, Nicoletti, Perosin, Michielan, Giglio, Sartori, Cusinato. All. Pasa. Arbitro: Miniutti di Maniago.

Ore 11.20 – (Gazzettino) Quanto a Dionisi, mancava nell’undici titolare dalla trasferta con il Mori Santo Stefano (25 gennaio). Con la Clodiense, oltre a sfoderare la solita prestazione di grande quantità e carattere, ci ha messo anche lo zampino in occasione dei due gol. «Era da un po’ che non partivo dall’inizio, sono soddisfatto di come è andata. È facile per chiunque inserirsi in questa squadra e ciò dimostra che siamo un gruppo unito. Poi ciascuno di noi deve essere bravo a sfruttare le proprie qualità e abbiamo messo in pratica le cose che ci aveva chiesto l’allenatore. La squadra gira bene e c’è grande sintonia, personalmente ci tenevo a fare del mio meglio e a dare insieme ai compagni il massimo per raggiungere l’obiettivo finale che vogliamo tutti», ossia il salto in Lega Pro. Se ultimamente non aveva trovato spazio dall’inizio è anche per la regola dei quattro giovani da schierare sempre in campo. «Fa parte del gioco, anche se è una regola che penalizza i giocatori più “grandi”. In panchina ne abbiamo diversi che farebbero la differenza in qualsiasi squadra». Pasqua è ormai alle spalle, ora sotto con la Sacilese. «È la prima di cinque battaglie che ci aspettano fino al termine del campionato e cerchiamo di portare a casa più punti possibile per chiudere il discorso promozione. Se gioco o meno non importa, conta raggiungere l’obiettivo finale. Lo vediamo vicino, ma dobbiamo pensare a una partita alla volta e rimboccarci le maniche tenendo duro fino alla fine».

Ore 11.10 – (Gazzettino) Il campo ha dimostrato che l’infortunio non l’ha cambiata mettendoci personalità e anche disinvoltura nel proporsi. «Mi sono curato bene in questi mesi, quando gioco non ho il timore di rifarmi male. Sento ancora un leggero fastidio al ginocchio, ma mi hanno detto che è normale nel primo periodo. In ogni caso ci ho già fatto l’abitudine e in campo non ci faccio caso». Sulla sua fascia, poi, l’intesa con Dionisi funziona alla perfezione. «Abbiamo fatto il nostro, sappiamo entrambi quello che possiamo dare. Quando sto io basso, o resta lui, possiamo spingere di più senza preoccuparci. Con tutti i compagni mi trovo bene, anche se con lui mi capisco un po’ meglio». Domenica vi attende l’impegno all’Euganeo con la Sacilese. «È uno scoglio importante, se riusciamo a superarlo il traguardo della promozione si avvicina ulteriormente. Lo sentiamo nell’aria e ci rende orgogliosi di quello che abbiamo fatto finora. Speriamo di raggiungerlo il prima possibile».

Ore 11.00 – (Gazzettino) Non si vedevano da un pezzo nell’undici di partenza, e con la Clodiense sono tornati a essere protagonisti formando una catena di destra tutta corsa, potenza e anche qualità. Con Fabio Busetto e Matteo Dionisi il Padova ha messo il turbo sulla corsia laterale, un’accoppiata che già si era messa in luce nella prima parte di stagione e che è tornata di moda a Chioggia anche complici alcune defezioni tra i compagni. Per Busetto è stato il rientro dopo l’infortunio al ginocchio subito esattamente tre mesi fa (8 gennaio) nell’amichevole infrasettimanale con il Carpanedo. «È stata una bella sensazione tornare in campo. Ci tenevo a giocare questa partita anche perché l’anno scorso sono stato sei mesi alla Clodiense, con più bassi che alti nel rendimento, e volevo dimostrare ciò che non ho potuto fare lì. Tra l’altro, essendo di Pellestrina, è stato come giocare in casa. Ci ho messo venti minuti ad andare allo stadio, dove ho aspettato l’arrivo della squadra».

Ore 10.50 – (Gazzettino) Cunico in gruppo, Bortot ancora a parte. Queste le indicazioni alla ripresa della preparazione alla Guizza, cui ha assistito il presidente Bergamin, in vista della sfida con la Sacilese domenica all’Euganeo. I biancoscudati si sono cimentati in esercizi con il pallone, partitella su campo ridotto e lavoro atletico con ripetute sulla distanza. Al termine Parlato ha fatto il punto. «La ripresa è sempre graduale. Ho ritrovato i ragazzi con la testa positiva, e da domani (oggi) andremo ad aumentare l’attenzione su ciò che dobbiamo fare». Su Bortot. «Non è ancora il caso di aggregarlo ai compagni, sta seguendo un programma personalizzato in base al quale è previsto che tra giovedì e venerdì possa iniziare con il pallone». Intanto, oggi è attesa la decisione del giudice in merito all’espulsione (cartellino rosso diretto) rimediata con la Clodiense da Niccolini che corre il rischio di essere squalificato per più di una giornata. Occhio anche alla lista dei diffidati: lo stesso Niccolini, Segato e Sentinelli dovrebbero aggiungersi a Bortot, Degrassi, Salvadori, Petrilli, Amirante e Ferretti. Quanto alla Sacilese sarà squalificato il padovano Sottovia, espulso con l’Arzichiampo.

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Per l’imprenditore bresciano e il cavaliere di Schio questo è solo un primo passo sulla strada del risanamento di una società che, come recita la nuova registrazione in Camera di Commercio, è in via di liquidazione. Il deficit di 13,8 milioni di euro, registrato al momento di cessazione dell’attività agonistica, può essere colmato se effettivamente si troverà un accordo con almeno il 60% dei creditori, per poi depositare in Tribunale il piano di rientro dei debiti. E questa intesa non c’è ancora per i problemi sollevati dal Credito Sportivo, con il quale era stato acceso un mutuo di oltre 1,5 milioni di euro. I soldi non sono mai stati restituiti e l’immobile che Penocchio ha indicato a garanzia non è stato ritenuto adeguato dal commissario che gestisce l’Ente. La firma non c’è ancora, nonostante le “soffiate” diffuse ad arte che la davano per sicura, ed aleggia una palpabile preoccupazione, insieme ad un comprensibile nervosismo, alla Unicomm, sulla quale ricade – sembra di capire – l’onere di pagare giocatori, tecnici e soprattutto fornitori che avanzano soldi. Il piano avrebbe dovuto essere presentato a fine febbraio: siamo all’8 aprile e il ritardo accumulato aggrava, invece di migliorarlo, il quadro generale della vecchia Spa biancoscudata. Secondo alcuni ci vorranno dai 6 ai 7 milioni di euro per risolvere le pendenze del passato. Ma il debito con lo Stato, che ammonta a più di 4 milioni, come verrà estinto? La domanda, per ora, non ha risposta.

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Incontrando l’avvocato Simone Perazzolo, rappresentante dell’Ac Padova 1910, il primo cittadino ha così dato il via libera all’accordo che già da qualche mese il capo di gabinetto Andrea Recaldin e l’assessore allo Sport Cinzia Rampazzo avevano raggiunto con lo stesso legale. Una scelta obbligata per Penocchio (e Cestaro), che se non altro ammorbidirà la rabbia e la disistima del pubblico dell’Euganeo, ma anche della piazza intera, nei confronti di coloro che hanno cancellato la città dalla geografia del calcio professionistico in Italia. Le procedure. Con il titolo, il logo e le memorabilia che vanno al Comune, il quale di anno in anno li concederà gratuitamente, in comodato d’uso, alla proprietà della società calcistica, si apre un iter preciso da seguire per Bergamin e Tosetto: a fine aprile la Figc farà conoscere, con un comunicato, le modalità per il cambio di denominazione che i singoli club vorrebbero effettuare al termine della stagione. I due soci della Biancoscudati Padova a quel punto inoltreranno richiesta specifica di tornare a chiamarsi Ac Padova 1910 e a giugno la stessa Federcalcio esprimerà il suo parere, che, salvo sorprese, sarà positivo. Per arrivare a questo, ovviamente, Bitonci e i suoi collaboratori hanno rinunciato a metà del credito vantato, ma l’effetto ottenuto, sul piano affettivo e del recupero del patrimonio storico-sportivo, varrà il sacrificio messo in atto.

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) I tifosi possono (finalmente) esultare: il peggio è passato. Adesso la festa sarà doppia: per il ritorno tra i professionisti e perché il Biancoscudo sarà quello di prima, con annessi e connessi. La precisazione, a questo punto, è necessaria: è lo storico marchio a tornare “libero”, mentre tutto ciò che riguarda il Padova sino all’estate scorsa non si cancella, dalla partita Iva ai debiti accumulati, sino alla lunga fila di creditori che aspettano di conoscere, se mai verrà presentato, il piano di ristrutturazione del debito annunciato a più riprese, ma di cui non c’è traccia (e poi vedremo il motivo). Ma il fatto che il tifo padovano si riidentifichi con l’amato simbolo è un passaggio fondamentale per ridare slancio alla nuova proprietà, impegnata in queste settimane a tessere la tela di contatti e incontri con imprenditori che avrebbero manifestato concreto interesse per entrare nella compagine azionaria. E di questo bisogna dare atto al sindaco Massimo Bitonci, che, nel momento in cui ha alzato la voce per pretendere il pagamento dei 320 mila euro che il Comune avanza dal Padova, ha messo i suoi interlocutori di fronte ad un bivio: o titolo, logo e cimeli tornavano subito all’amministrazione municipale, dunque ai padovani, e il resto, circa 150 mila euro, avrebbe potuto essere rateizzato con scadenza settembre 2015, oppure sarebbe partita un’istanza di fallimento al Tribunale.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Adesso sì che ci siamo: la Biancoscudati Padova può chiamarsi Associazione Calcio Padova 1910, appropriandosi, oltrechè del titolo sportivo, anche del logo e delle memorabilia (le coppe, i trofei e, di fatto, la storia della società, dal 1910 appunto sino al luglio 2014). La svolta, perché tale dev’essere definita, è maturata, con inatteso anticipo rispetto alle previsioni più ottimistiche, pochi giorni prima della fine di marzo: il vecchio Padova, affiliato alla Figc ma di fatto inattivo, ha visto accolta la domanda di cambio di denominazione, per cui oggi è iscritto alla Camera di Commercio come Football Padova Spa, “società in liquidazione”. Per capire l’importanza della scelta compiuta da Diego Penocchio (e dal suo ex socio Marcello Cestaro), bastano un paio di considerazioni: l’Ac Padova 1910 esiste ancora, ma solo sulla carta, non essendo più legata come nome a nulla, sostituita dalla nuova denominazione. Dunque, l’attuale proprietà della Biancoscudati Padova, società sportiva dilettantistica fondata nel luglio scorso, ha tutte le carte in regola per chiedere, indipendentemente dalla promozione in Lega Pro, di tornare a chiamarsi come una volta. Un po’ com’è successo a Firenze, quando si ripartì con la Florentia Viola e, dopo il salto dalla C/2 alla C/1 (che poi fu serie B, saltando dunque una categoria), i gigliati recuperarono la storica denominazione di Fiorentina.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Per Tommaso Bortot, invece, ancora programma differenziato, il che fa presagire che contro la Sacilese sarà difficile rivederlo in campo e si dovrà attendere almeno la prossima trasferta di Legnago: «Finchè non disputa tre o quattro allenamenti completi, è prematuro sbilanciarsi sui tempi», l’ammissione di Parlato. Domenica al centro della difesa mancherà Niccolini, che oggi sarà squalificato dal giudice sportivo e dopo il “rosso” di Chioggia rischia più di un turno di stop, mentre alla Sacilese mancherà per lo stesso motivo il padovano Sottovia, match-winner della gara d’andata in Friuli. Dopo il match con la Clodiense, si allarga ancora, invece, il fronte dei diffidati biancoscudati. A rischio squalifica adesso sono in nove: Bortot, Sentinelli, Niccolini, Salvadori, Amirante, Ferretti, Segato, Degrassi e Petrilli.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Le vacanze pasquali sono ormai un ricordo: da ieri pomeriggio, con i giocatori di nuovo sui campi della Guizza, il Padova ha cominciato ufficialmente la marcia di avvicinamento al match di domenica prossima (ore 15) con la Sacilese. Carmine Parlato ha chiamato i suoi a raccolta: «Dopo la vittoria di Chioggia e le vacanze», ha spiegato il tecnico, «gradualmente dobbiamo riprendere la condizione fisica, ma soprattutto mentale, per affrontare il nuovo impegno. Oggi li ho fatti correre, per cominciare a smaltire le scorie del week end di pausa, da domani (oggi, ndr) gradualmente accelereremo». Per i biancoscudati, dopo il riscaldamento, intense fasi di tattica e poi ripetute sulla lunga distanza per testare la condizione atletica. La buona notizia è il recupero, ormai quasi completato, di capitan Marco Cunico, che ieri si è allenato per tutta la seduta insieme ai compagni, partitella compresa, pur con le dovute precauzioni dopo la botta al ginocchio sinistro che l’ha tenuto ai box nelle ultime tre settimane.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Tantissimi tifosi e amici hanno gremito ieri la chiesa di Lion di Albignasego per l’ultimo saluto a Giuliano Gobbo, storico tifoso biancoscudato scomparso venerdì scorso a 67 anni. Alle esequie erano presenti la società, con il ds De Poli, il dirigente D’Ambrosio e l’addetto-stampa Candotti, i vertici dell’Aicb e i componenti del gruppo “Arrapaho”, fondato da Gobbo nel 1985. Sulla bara la bandiera del Padova con il Gattamelata e una maglia fatta stampare dalla società con il suo nome.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) Gli ultimi rumors confermano che non ci siano alle porte ingressi sulla scena di soggetti in grado di acquistare la maggioranza della società, bensì di una serie di soggetti con piccole quote in grado di affiancare il duo Bergamin-Bonetto. «Qualcosa penso che succederà — conferma Bergamin — non so se ci sarà anche qualche imprenditore non padovano, al momento non credo. Devono entrare persone che abbiano idee e che abbiano voglia di formare un team affiatato. La sfida, del resto, è appena cominciata…». Alla data attuale la Biancoscudati Padova, con capitale sociale di 100mila euro, ha due soli soci: Bergamin con il 65% delle quote e Thema Italia Spa (l’azienda rappresentata da Roberto Bonetto) con il 35%. I ruoli sono definiti e chiari: Bergamin presidente, Roberto Bonetto ad, Edoardo Bonetto vicepresidente, Giampaolo Salot e Moreno Beccaro consiglieri. Bergamin chiude con un augurio: «Mancano cinque partite — sorride — ma non vedo l’ora che finisca questo campionato e che tutta vada come speriamo. L’attesa è difficile da gestire, anche perché secondo me l’AltoVicentino da qui in avanti le vincerà tutte. Noi stiamo bene, abbiamo otto punti di vantaggio e non vedo una partita più difficile delle altre. Anzi, quella con l’AltoVicentino è la più complicata. Ma quel giorno speriamo che i giochi siano già fatti…».

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) «Dateci ancora un po’ di tempo. La settimana prossima potremmo riuscire a comunicarvi qualcosa, visto che Roberto Bonetto torna sabato dall’Indonesia». Giuseppe Bergamin è di buon umore e, intervenuto ieri sera a Rubano all’inaugurazione del nuovo club «Civico26 Biancoscudato», fa volentieri una chiacchierata sul futuro della Biancoscudati Padova, che ben presto potrà tornare a chiamarsi Calcio Padova dopo l’accordo siglato con la proprietà guidata da Diego Penocchio. L’avvocato Simone Perazzolo nei giorni scorsi ha completato le ultime procedure per il cambio di denominazione della vecchia società e tutto dovrebbe essere completato nello spazio di pochi giorni. «Noi dobbiamo pensare solo al campo — taglia corto il numero uno della Sunglass — tutto il resto verrà in un secondo momento. Il tempo dei Paperoni è terminato: anche nel mondo del calcio, come accade già in altre realtà, si va molto di più verso un gruppo di imprenditori che condividono i progetti. È importante individuare soggetti che possano avere le caratteristiche giuste per proseguire sulla strada che abbiamo intrapreso. Sembra ieri che abbiamo cominciato, invece è già passato quasi un anno da quando ci siamo tuffati in questa avventura».

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (trentesima giornata, domenica 12 aprile ore 15.00): ArziChiampo-Union Ripa La Fenadora, Belluno-AltoVicentino, Clodiense-Legnago, Fontanafredda-Union Pro, Giorgione-Kras Repen, Mezzocorona-Montebelluna, Mori S. Stefano-Tamai, Padova-Sacilese, Triestina-Dro.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 72, AltoVicentino 64, Sacilese 53, Clodiense 49, ArziChiampo e Belluno 48, Union Pro 41, Legnago 39, Montebelluna e Union Ripa La Fenadora 38, Fontanafredda 36, Tamai 35, Giorgione 30, Dro 29, Kras Repen 28, Triestina 26, Mori S. Stefano 15, Mezzocorona 12.

Ore 08.34 – Serie D girone C, i risultati della ventinovesima giornata: AltoVicentino-Fontanafredda 2-1, Dro-Giorgione 3-1, Kras Repen-Mezzocorona 7-0, Legnago-Belluno 3-2, Montebelluna-Tamai 1-1, Sacilese-ArziChiampo 0-2, Union Pro-Triestina 2-1, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano 0-0.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, 7 aprile: i Biancoscudati tornano ad allenarsi alla Guizza dopo la pausa pasquale, Cunico regolarmente in gruppo




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