Live 24! Clodiense-Padova 0-2, sontuoso blitz in laguna: Lega Pro sempre più vicina


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Ore 22.30  – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Chiedo scusa a tutti, purtroppo ho letto male la traiettoria del tiro di Alimi, il gol del Lumezzane è solo colpa mia». Non cerca alibi Stefano Fortunato, assumendosi la responsabilità del momentaneo svantaggio del Venezia. «Ho sbagliato valutazione, mi spiace sia capitato proprio in un momento in cui non avevamo proprio bisogno dopo la batosta di Bergamo – prosegue il portiere lagunare -. Dico grazie a Guerra che ha segnato l’1-1, al mister e ai compagni perché mi hanno aiutato a riprendermi. A prescindere da tutto ritengo sia arrivato un buon punto». «Sono d’accordo anch’io, il vero rammarico è per la vittoria buttata sabato scorso – conferma proprio Simone Guerra – però se il Venezia non avesse carattere non si sarebbe mai ripreso dalla mazzata dello 0-1 subito in quel modo». Rammaricato anche Daniele Giorico, ex di turno e tra i migliori del Venezia. «Sono arrabbiato perché tra ieri e sabato ci mancano almeno due punti, se non quattro. Già l’approccio contro il Lumezzane era complicato, poi ci si è messo pure quel gol casuale. Altre squadre sarebbero affondate, il Venezia no. Peccato poi per quel fallo inutile a centrocampo che mi costerà la squalifica per Bassano». Debilitato dalla febbre, Giuseppe Greco ha giocato da titolare entrambe le ultime due gare ravvicinate praticamente senza allenamenti nelle gambe. «Sembra che a livello individuale e di squadra capitino davvero tutte e noi – il sorriso amaro dell’attaccante siciliano – anche negli episodi come nel caso del gol subito. Possiamo recriminare a ragione, soprattutto per qualche occasione avuta nel secondo tempo, anch’io su punizione. Tuttavia siamo al quarto risultato utile di fila tra mille traversie e problemi, questo punto ci può stare e pensiamo prima al Bassano poi al Pavia. Due gare toste contro due big, ma vedrete che il Venezia se la giocherà». «Sarebbe stato troppo perdere – chiude Francesco Cernuto – per fortuna Capogrosso ed io negli ultimi minuti eravamo nel posto giusto per respingere al momento giusto. Siamo stati bravi, tutti, nel concedere poco ad attaccanti veloci ma anche prestanti fisicamente. Peccato per la sfortuna nel gol subito, comunque teniamo stretto questo punto fondamentale».

Ore  22.20 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «Siamo stati bravi a rimontare, mi aspettavo questo tipo di reazione dopo il terremoto del pareggio con l’AlbinoLeffe. La salvezza? No, non siamo ancora a posto». Michele Serena non disprezza l’1-1 con il Lumezzane, ottenuto dal Venezia al termine di una gara ben presto in salita. «Era tutta una questione di serenità, quando siamo scesi in campo ce n’era poca e infatti l’abbiamo ritrovata solo dopo aver pareggiato – analizza il tecnico arancioneroverde -. Il vantaggio dei nostri avversari è arrivato inaspettato, però i ragazzi sono stati bravi e posso dire che hanno tirato fuori gli attributi come chiedevo dopo l’anomalo e inspiegabile 3-3 di Bergamo». Sul gol di Alimi decisiva l’incertezza di Fortunato, a favore del quale Serena spezza più di una lancia bacchettando il resto della squadra. «Stefano ha pagato a caro prezzo un errore, lì i compagni avrebbero dovuto aiutarlo di più, con un incoraggiamento, una pacca sulla spalla, come ho fatto io. Solo chi è in gioco sbaglia». Come all’andata, quando aveva vinto per 3-2 in rimonta, il Lumezzane si è confermato indigesto per il Venezia. «Un avversario ben chiuso e veloce nelle ripartenze, però applaudo la mia squadra perché ha sempre voluto giocare cercando la via del gol anche sfruttando le palle inattive. Il rammarico è ancora forte per la vittoria buttata con l’AlbinoLeffe, un macigno sul piano psicologico, per questo stavolta siamo stati bravi a rimetterla in piedi. Anzi ad un certo punto ho anche creduto potessimo vincere». Ora la sosta pasquale arriva opportuna soprattutto sul fronte infermeria. «Greco e Bellazzini non si erano mai allenati, Espinal era al rientro. Da tempo abbiamo tanti problemi, il mio augurio è di poter andare a Bassano con gli squalificati (Giorico e Sales, ndr) come unici assenti. Non perdiamo da 4 gare, la rincorsa alla matematica salvezza continua». «Abbiamo provato a vincere, non ci siamo riusciti e non posso essere contento – il commento di Paolo Nicolato, tecnico rossoblù – anche se i miei hanno fornito una prestazione da squadra vera».

Ore 22.10  – (Gazzettino, edizione di Venezia) Solo 1-1 contro il Lumezzane per un Venezia che, col terzo pareggio di fila dopo quelli esterni con Giana e AlbinoLeffe, non sfrutta appieno un’altra occasione per avvicinare la definitiva tranquillità in classifica. Le scorie del clamoroso 3-3 di sabato a Bergamo (sprecati tre gol di vantaggio nell’ultimo quarto d’ora) si sono inevitabilmente fatte sentire ieri pomeriggio al Penzo, nell’ultimo turno infrasettimanale di un campionato che nonostante il passettino compiuto salendo a 44 punti, deve ancora regalare la matematica salvezza. E ciò sia alla luce della sempre incombente penalizzazione di due punti (il primo -1 è in arrivo dopo Pasqua, il secondo invece è in fase di definizione visto che il deferimento è arrivato appena tre giorni fa), sia di un calendario in salita con tre trasferte nelle restanti 5 giornate. Dopo la figuraccia di Bergamo mister Serena nel suo 4-3-3 dà la prova d’appello (anche per i margini di scelta pressoché azzerati dagli infortuni) a dieci undicesimi, con l’unica novità del rientro a centrocampo di Espinal per un Bellazzini non al top l’infiammazione all’osso vicino all’inguine della gamba sinistra. Più numerose le novità nel 4-3-2-1 degli ospiti reduci dallo 0-0 col Sudtirol; in difesa al centro c’è Nossa e non Biondi, mentre in attacco alle spalle di Sarao agiscono Ekuban e Varas con Alimi e Baldassin ai lati di Gatto in mediana. Gli arancioneroverdi si fanno vedere per primi al 9’con un destro debole di Guerra che non impensierisce Furlan, i bresciani invece all’11’passano grazie a calcio di punizione conquistato sulla trequarti di destra: posizione abbastanza defilata, non però per il macedone Alimi che calcia forte tagliato e a giro col sinistro trovando la complicità del vento e di Fortunato che non evita il pallone nel sette alla sua destra. Una doccia fredda che complica tutto, infatti l’unico brivido è un traversone di Zaccagni (17′) che nessuno raccoglie, sicuramente pochino. Dopo un sinistro sbilenco di Greco è ancora il Lumezzane a rendersi pericoloso al 20’e al 25’sempre con Alimi, ma Fortunato in entrambe le occasioni è attento, nella seconda con affanno epalla bloccata sulla linea di porta. Al 31’però dal primo calcio d’angolo scaturisce il confortante pareggio, Giorico crossa verso il secondo palo dove Guerra è puntuale e preciso nell’incornata vincente. Un traversone di Greco che al 38’manda in affanno Furlan è l’ultima nota di un primo tempo non all’altezza di quello con l’AlbinoLeffe, ma che il Venezia ha il merito di aver raddrizzato. Inizia la ripresa e le due squadre lottano soprattutto a centrocampo senza riuscire a costruire pericoli, mentre gli animi si scaldano quando l’arbitro Balice non estrae i cartellini per un paio di interventi duri degli ospiti. A farne le spese è il ds Ivone De Franceschi, allontanato al 15’dalla panchina per proteste dopo un fallo evidente ma non fischiato su Zaccagni. Il Venezia torna a rendersi pericoloso al 28’con una punizione respinta in tuffo a terra da Furlan a Greco (Guerra rimette in mezzo e Magnaghi gira goffamente sul fondo) subito dopo sostituito da Bellazzini, inserito da Serena per provare ad infiammare il finale. Al 32’un destro dalla distanza di Baldassin scheggia la parte alta della traversa, passano 4’e Magnaghi ci riprova invano con un destro sporco. I lagunari ballano sugli ultimi affondi con Capogrosso e Cernuto a immolarsi, mentre l’unico tentativo arancioneroverde è un sinistro al volo di Varano che respinto di testa da Pippa. Oggi occhio a Monza-FeralpiSalò, Mantova-Giana e Renate-Pordenone, per il calcolo della distanza dai playout. Dopo la sosta pasquale il Venezia, domenica 12 aprile, farà visita al Bassano (stadio Mercante ore 18), mentre nel turno successivo (ufficiosamente il 19 aprile) al Penzo arriverà il Pavia.

Ore 21.25  – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) Nell’uovo di Pasqua il Venezia trova soltanto un punticino. Il turno pre pasquale non sorride ai lagunari che non vanno oltre l’1-1 contro uno spavaldo Lumezzane a caccia della salvezza. Gara non affascinante quella giocata in un Penzo illuminato dal primo sole caldo primaverile, con la paura di sbagliare che sembra avere la meglio sulla voglia di vincere nelle gambe e nella testa dei ragazzi di mister Serena, attesi dal riscatto dopo il blackout di Bergamo. Invece nonostante la buona volontà il Venezia ha mostrato poca qualità, specialmente negli ultimi venti metri. Nonostante il clima quasi ideale per giocare a calcio, l’avvio dei veneziani è fin troppo soft, con il Lumezzane che prova a prendere campo e coraggio, ma senza mai impensierire la retroguardia lagunare. La trama della gara: Venezia a fare la partita, Lumezzane chiuso e pronto a ripartire. In un simile contesto però la squadra di Serena sembra non poter correre rischi, e invece all’improvviso ecco arrivare la classica doccia fredda: Alimi batte verso la porta una punizione che il portiere Fortunato valuta in male, lasciando che la traiettoria della palla finisca innocua in rete. Pur ferito, il Venezia si butta in avanti alla ricerca del pareggio, ma gli spazi stretti e un po’ di imprecisione negli ultimi passaggi facilitano gli ospiti. Serve così un altro calcio da fermo per il pareggio: lo schema da corner dei lagunari è perfetto, l’assist di Greco è al bacio per l’inzuccata di Guerra che infila la palla sotto l’incrocio per l’1-1. Sull’onda del gol segnato, Greco e compagni cercano di trovare il vantaggio ma di occasioni vere da gol non c’è traccia, tanto che all’intervallo l’1-1 appare il risultato più giusto. La ripresa non propone certo tante novità nella trama della gara, anche se i ritmi si alzano da entrambe le parti, con Fortunato e Furlan che si trovano costretti a sporcarsi i guantoni per qualche conclusione. Bisogna però aspettare l’ultimo quarto di gara per vedere le occasioni che potrebbero cambiare la partita: è il Venezia a sfiorare per due volte il bottino grosso, prima con Magnaghi che giro sull’esterno della rete un tiro dal limite dell’area piccola, poi con Guerra che dai 25 metri calcia bene una punizione che Furlan disinnesca con attenzione. La voglia di vincere dei lagunari però lascia campo alle ripartenze del Lumezzane che nell’ultimo scampolo di gara accarezza il sogno del colpaccio al Penzo. È Baldassin al 77’ a far vibrare la porta di Fortunato con un destro dai 25 metri che scheggia la traversa e fa scorrere un brivido lungo la schiena di mister Serena. La paura fa brutti scherzi così nel finale sono gli ospiti a rischiare il colpaccio, con Ekuban prima e ancora Baldassin, ma la difesa del Venezia respinge l’assalto e porta a casa un punto che serve a tenere distanti i playout.

Ore  21.15 – (La Nuova Venezia) Un pareggio è sicuramente meglio di una sconfitta, ma se Michele Serena si aspettava una reazione di “pancia” contro il Lumezzane, vien da pensare che l’onda lunga di Bergamo abbia lasciato ancora parecchie tossine in gambe e teste dei giocatori. Sia ben chiaro, un punto è meglio di niente, e questo 1-1 maturato al Penzo non può certo essere buttato via, però avanti di questo passo si continuerà a soffrire fino al 10 maggio, mentre i conti si sarebbero già potuti chiudere da un pezzo. Poca sostanza. Nella prima mezzora di Venezia se ne vede poco. Il Lumezzane punta sulla velocità, invade a più riprese i territori esterni presidiati da Sales e Capogrosso, e il tridente davanti (Ekuban, Varas e Sarao) cerca e riesce a dare pochi punti di riferimento. Per fortuna Legati e Cernuto fanno il loro lavoro evitando il peggio, ma se poi l’errore arriva dal portiere, allora non ci si può far nulla. Perchè il Venezia in avvio è tutto in un appoggio di Guerra che termina tra le braccia di Furlan, mentre all’11’ la squadra è già costretta a inseguire. Alimi la butta in mezzo dalla trequarti destra: un tiro cross senza velleità che sorprende però Fortunato. Il portiere esce, poi rientra tra i pali, un po’ il vento o forse il sole, ed ecco confezionato il vantaggio sciagurato dei bresciani. Alimi quasi non ci crede, in tribuna qualcuno si mette le mani tra i capelli. E allora davvero pensi che la famosa reazione sia rimasta in spogliatoio a Bergamo, inespressa. Infatti quel che segue è solo un tiraccio di Greco. Incubo. Quello che ha le fattezze di Alimi, giocatore nativo di Struga (Macedonia), classe 1994, che ingaggia un duello del tutto personale con l’estremo arancioneroverde. Al 18’ dalla sinistra fa un cross che per un pelo Fortunato non si accompagna in porta da solo, e con la panchina ospite che chiede il gol. Al 25’, invece, con un tiro dal limite lo costringe a una parata scomposta a terra. Guerra. Passata la tempesta, la squadra di Serena riesce a rianimarsi e arriva il pareggio. Da un corner, Giorico riceve palla e crossa in mezzo, pesca la testa di Guerra che insacca al 31’. Primo gol al Penzo per lui. Manco a farlo apposta alcuni secondi dopo iniziano a suonare le campane dalla vicina chiesa di Sant’Elena. Che sia la sveglia? Con questo dubbio si va avanti, e di sicuro la partita diventa più gradevole. Il Venezia gioca con maggiore tranquillità, anche troppa a tratti, e così il Lumezzane prova le sortite in contropiede. Nella ripresa fioccano le ammonizioni, tranne che per Varas, che per tutta la partita ha preso di mira più le caviglie di Giorico che il pallone. L’arbitro non vede, ma al 15’ espelle dalla panchina il diesse De Franceschi per proteste. Sale in cattedra il nervosismo, Greco e Magnaghi ci provano ma non sono fortunati. Dalla parte opposta Baldassin (31’) scheggia la traversa. Allo scadere doppio salvataggio in area di Sales e Cernuto. Verso Bassano. Ancora una volta il Venezia paga a caro prezzo i cartellini. I gialli a Giorico e Sales li costringeranno in tribuna al “Mercante”. Emergenza continua e Serena incrocia le dita. Intanto avrà dieci giorni per preparare questa sfida, sperando di trovare i tre punti dopo uova e colomba di questo fine settimana.

Ore 20.20 – Finale a Sacile: sconfitta per la Sacilese per 2-0 contro l’Union Arzichiampo

Ore 19.40 – Nicola Petrilli (centrocampista Padova): “È il mio settimo gol e forse è la sesta volta che segno l’1-0. Poi quando segno facciamo sempre almeno due gol! Meglio di così… Mi farebbe piacere tornare nei professionisti col Padova! Ed è un’emozione unica segnare davanti a tutti questi tifosi, ormai giocare in casa o in trasferta non fa differenza! La Sacilese? La sconfitta dell’andata ci brucia ancora…”

Ore 19.35 – Marco Ilari (centrocampista Padova): “L’uno-due a fine primo tempo ci ha permesso di controllare con più serenità il secondo tempo. Il gol? È venuto bene dai… Mi sono arrampicato sulla rete perché vorrei gioire con ogni singolo tifoso sugli spalti. Manca un passetto? Dobbiamo farlo. Questo è un gruppo maturo, oggi era difficile spuntarla ma ce l’abbiamo fatta”.

Ore 19.30 – Giuseppe Bergamin (presidente Padova): “È stata una partita maschia ed è stato bellissimo ed importante vincere, soprattutto dinanzi ad una simile cornice di pubblico. I nostri tifosi si meritano tutto questo, anche perché si stanno comportando egregiamente”.

Ore 19.25 – Davide Sentinelli (difensore Padova): “L’espulsione di Niccolini? L’arbitro è stato indotto all’errore dal guardialinee perché aveva confuso me con Niccolini, ma poi è arrivato Santi a correggere l’errore. Mi ha comunque ammonito, in tanti anni non avevo mai visto un’ingiustizia simile. La Clodiense? Un avversario forte più a parole che coi fatti, pensavano di trovare gloria contro di noi e hanno parlato molto in settimana… I tifosi? Straordinari, ci sospingono sempre di più e spero di vederne ancora di più nelle prossime partite! Ci eravamo promessi di fare questo filotto prima di Pasqua, e ci siamo riusciti…”.

Ore 19.20 – Carmine Parlato (allenatore Padova): “Sono sempre tre punti ma abbiamo battuto una squadra in ottima salute. Faccio ancora una volta i complimenti alla mia squadra, i miei ragazzi sono stati maturi anche sotto l’aspetto tattico. Ilari trequartista? È polivalente, ho pensato a come tamponare Casagrande e direi che l’idea è stata azzeccata grazie all’interpretazione dei ragazzi. Adesso ci godiamo queste feste, e auguro a tutti i tifosi di trascorrere una serena Pasqua”.

Ore 19.15 – Fabrizio De Poli (direttore sportivo Padova): “Era uno scoglio difficile da superare, ma abbiamo fatto una grande partita. Temevo il confronto di oggi, ma sono stati tutti davvero ma davvero bravi! Oggi abbiamo chiuso questa pratica, da martedì si pensa alla Sacilese”.

Ore 19.10 – Edoardo Bonetto (vicepresidente Padova): “Nel primo tempo ci siamo divertiti da matti, nella ripresa loro l’hanno buttata sulla rissa e non dovevamo cadere nella trappola. Dobbiamo continuare così e tenere alta la concentrazione. L’espulsione? L’attaccante ha un po’ accentuato”.

Ore 19.00 – Finale allo stadio Aldo e Dino Ballarin: Clodiense-Padova 0-2, reti di Petrilli e Ilari.

Ore 16.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) «Faremo il nostro dovere fino alla fine e cercheremo di toglierci più soddisfazioni possibili»: parola di Michele Marcolini. Dopo aver entusiasmato per un girone intero, il Real Vicenza si accomoda in una sorta di «limbo» da cui è molto difficile, se non impossibile, uscire. A guardare la classifica, infatti, non ci sono chance di playoff, ma neppure di essere risucchiati nella zona bassa e per questo motivo la sfida odierna al Menti contro l’Arezzo assume una valenza assai ridotta. Si gioca alle 19.30, difficile immaginare un pomeriggio scoppiettante, complicato trovare le motivazioni, se non fosse per il trono di capocannoniere inseguito da Salvatore Bruno, a segno ben 16 volte nell’attuale stagione e al momento in fuga. Ben più motivato l’Arezzo, che si presenta al Menti con la voglia di portare a casa tre punti: «Voglio fare risultato – spiega l’allenatore Ezio Capuano – non sarà facile ma ci proveremo in tutti i modi e rispetto alla partita contro la Pro Patria cambierò 4 o 5 giocatori».

Ore 16.40 – (Giornale di Vicenza) È già ora di tornare in campo per il Real Vicenza. A quattro giorni dall´agrodolce sconfitta con la capolista, questa sera il Real dovrà vedersela al Menti (inizio della gara alle 19,30) con l´Arezzo di Capuano. La parola d´ordine per gli uomini di Marcolini è mettersi alle spalle il risultato (1-0) di Novara e cercare di ripetersi a livello di prestazione, una prestazione che ha dimostrato come i biancorossi possono giocare alla pari con tutte le squadre della Lega Pro, anche con la prima della classe. «Mi hanno detto che siamo state una delle migliori formazioni viste quest´anno al Piola – commenta il tecnico – e questo ci deve far capire che abbiamo ottima qualità, però a volte non basta. Vero che incontravamo la squadra con le individualità più forti del girone, ma le belle prove non bastano più. Bisogna dare qualcosa di diverso per ritornare alla vittoria e a gioire tutti insieme. Con l´Arezzo ci vorrà una partita diversa, ci vorrà più carattere». E a tirarlo fuori, il carattere, dovranno essere i più giovani, visto che gran parte degli esperti di questo Real dovranno assistere alla sfida di questa sera dalla tribuna. Sugli spalti ci saranno il regista del centrocampo vicentino Daniele Dalla Bona, assenza pesante per la linea mediana, Francesco Quintavalla e Dario Polverini, i perni della difesa. Questi i “cattivi” che scontano la giornata di squalifica, ma accanto a loro siederà anche Matteo Piccinni, l´altro pilastro della retrovia. Piccinni a Novara ha rimediato un lieve stiramento al polpaccio che lo terrà lontano dal rettangolo di gioco almeno fino alla prossima settimana. In difesa dovrebbero essere Beccaro e Solini, classe 1993, a rispondere alla chiamata di Marcolini. Mentre le redini del centrocampo saranno affidate a Pavan. In attacco potrebbe essere il turno di Gomes: dovrebbe essere lui ad affiancare Sasà Bruno. Una formazione obbligatoriamente rivista quella che schiererà Marcolini che non si nasconde: «Si, possiamo dire che siamo in emergenza. E a prescindere dalle nostre assenze possiamo dire che la partita sarà difficile perchè incontriamo una squadra scorbutica. Ho grandissimo rispetto per l´Arezzo, penso che sia una formazione quadrata, con giocatori di grande personalità e fisicità. Di conseguenza, in base anche alle loro caratteristiche, ci saranno molti uno contro uno e sarà una gara spigolosa». All´ordine del giorno in casa Real poche buone notizie, ma anche gli aretini arrivano al Menti orfani di alcuni giocatori importanti tra cui Yaisien, out per un problema muscolare, e Carcione che per un problema familiare non è partito con la squadra. Largo ai giovani dunque questa sera al Menti: «È chiaro che ci vengono a mancare alcuni dei giocatori con più esperienza – continua Marcolini – ma è un´altra occasione per i più giovani e per quelli meno chiamati in causa per dimostrare che le loro qualità e provare a convincere Marcolini. Devono essere sicuri di loro stessi, metterci tutto ciò che hanno, per loro è un´altra occasione per loro, spero la possano sfruttare al meglio».

Ore 16.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Sergio Cassingena e gli imprenditori vicentini che stanno valutando se acquisire quote del Vicenza si sono nuovamente confrontati ieri sera. Poche le indiscrezioni trapelate, anche se al momento sembra che i disponibili ad aderire alle proposte del presidente di Finalfa Srl siano Alfredo Pastorelli (Colombo finanziaria Spa), Alberto Morato (Morato Pane Spa), e l’ex presidente del Vicenz, Massimo Masolo; Antonio Mandato, responsabile del settore giovanile del Vicenza, si è detto disponibile a contribuire nel progetto e Stelvio Dalla Vecchia (Utensil Nord Srl) sta meditando per prendere una decisione definitiva. Capitolo a parte la famiglia Franchetto, da sempre vicina ai colori biancorossi con varie sponsorizzazioni (Pulitalia, Caffè Vero) e che potrebbe anche stavolta non far mancare il suo appoggio. L’ex presidente Cassingena preme, e la cosa è motivata dal fatto che il prossimo 16 aprile è fissata la scadenza del pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio e relativi contributi. Al momento la società non pare avere la disponibilità necessaria, ed è confermato che per arrivare al 30 giugno 2015 e chiudere la stagione, servono circa 2,5 milioni; ecco spiegata la volontà del patron di Finalfa di arruolare una decina di nuovi soci che, con 300 mila euro a testa, andrebbero a coprire l’intero fabbisogno del campionato in corso. L’ostacolo è, come al solito, il monte debitorio del Vicenza: oltre 13 milioni. L’attuale proprietà stasera probabilmente presenterà un piano di copertura del monte debitorio; resta da vedere se le garanzie verranno ritenute convincenti dagli imprenditori vicentini, che dovranno probabilmente poi trovare anche un accordo tra di loro e costituire una o più nuove società a cui andranno intestate le quote del Vicenza. Nel frattempo, la cordata araba dovrebbe avere pronta l’offerta (doveva arrivare domenica) per il 100 per cento del Vicenza e il centro tecnico di Isola Vicentina.

Ore 16.20 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La sconfitta contro il Carpi che ha interrotto la serie positiva del Vicenza è già alle spalle, il campionato porta i biancorossi di Pasquale Marino a Vercelli, in un campo dove gli ospiti finora hanno raccolto molto poco. «Sarà una partita complicata – sottolinea il tecnico – abbiamo qualche assenza e un paio di problemini, ma non ci lamentiamo. Gentili ha una lesione all’adduttore breve di sinistra, e resta a casa, quella di Garcia Tena è una botta, e quindi spero non ci siano conseguenze. Sbrissa ha recuperato ed è a disposizione, ma è stato in nazionale e si è allenato poco; in ogni caso chi giocherà darà il massimo per sostituire chi manca. La squalifica di Di Gennaro non ci voleva, ma Moretti è un regista e può sostituirlo bene». Marino esclude che lo stop contro il Carpi possa lasciare scorie negative che influenzino il cammino del Vicenza nelle prossime giornate. «La sconfitta contro gli uomini di mister Castori ha lasciato del malumore solo per il risultato, perché rivedendo la partita e analizzando quello che è accaduto posso ribadire che la mia squadra ha giocato bene. Nel calcio chi vince ha sempre ragione, e noi abbiamo perso, ma c’è modo e modo di farlo e quando c’è la prestazione non tutto è da buttare. Ci sono stati parecchi episodi che ci sono girati contro,e se il Carpi a fine gara ha sottolineato la possibilità di raggiungere lo 0-3 alla fine del primo tempo e di chiudere la partita, mi permetto di aggiungere che in casa emiliana si sono dimenticati di tre, quattro nitide palle gol che il Vicenza ha avuto nel primo tempo. Per non parlare di quella del possibile 2-2 di Giacomelli, azione in cui il loro portiere si è fatto trovare pronto facendo un mezzo miracolo. Complessivamente il Vicenza ha comunque disputato una gara importante contro chi sta dominando il campionato, e se proprio doveva interrompersi questa serie positiva meglio sia accaduto contro la prima in classifica». Detto questo, Marino volge lo sguardo verso il futuro, guardando alle nove partite che mancano alla fine del campionato, che determineranno il destino del Vicenza. «La cosa che conta non è quello che abbiamo ottenuto fino ad ieri, ma quello che dobbiamo ancora fare perché se ci fermassimo a guardare indietro commetteremmo un errore molto grave. La nostra forza e le nostre energie devono essere risparmiate per pensare che mancano ancora nove battaglie, da affrontare una per volta con concentrazione e massima determinazione». Ed è con questo spirito che il tecnico del Vicenza vuole che i suoi ragazzi affrontino la gara di Vercelli. «Finora abbiamo disputato un campionato eccezionale, oltre ogni rosea previsione – sottolinea Marino – domani (oggi, ndr ) ci attende una battaglia contro una squadra, la Pro Vercelli, che ha perso solo due volte in casa conquistando trenta punti, sui trentotto totali ottenuti, tra le mura amiche. Siamo consapevoli delle difficoltà che incontreremo e per questo dovremo dare il massimo e curare quei dettagli che possono essere determinanti, come lo sono stati purtroppo in negativo contro il Carpi, quali l’attenzione in fase di possesso e sulle coperture preventive. Da oggi dovremo dare di più, raddoppiare le forze e le energie mentali per provare ad ottenere il massimo da ogni partita». Un ostacolo in più a Vercelli potrebbe essere il campo in sintetico: nel precedente di Chiavari, contro la Virtus Entella, il Vicenza ha sofferto non poco le condiziono del terreno di gioco, uscendo sconfitto per 2 a 1. «In quell’occasione il Vicenza disputò forse la peggior partita della mia gestione, sbagliando molto e si perse non certo solo per le condizioni, pur anomale, del campo sintetico di Chiavari. A Vercelli probabilmente ne troveremo uno di generazione più moderna, anche se un campo sintetico è sicuramente diverso, per vari aspetti, da un terreno di gioco tradizionale; ma noi non vogliamo avere alibi e vedrete che i ragazzi sapranno essere all’altezza della situazione».

Ore 16.10 – (Giornale di Vicenza) Thomas Manfredini tornerà a guidare la difesa biancorossa stasera a Vercelli. L´esperto centrale ex Sassuolo, in base a quanto ha provato Marino nella rifinitura di ieri mattina al Morosini, tornerà quindi a far coppia con Brighenti davanti al portiere Vigorito: l´obiettivo è quello di neutralizzare il temibilissimo centravanti dei piemontesi Ettore Marchi, capocannoniere del campionato con 16 gol, uno in più del bomber biancorosso Andrea Cocco. Gentili out. Quello di Manfredini è un rientro a maggior ragione importante, visto che Gentili invece non è stato nemmeno convocato per questa partita a causa di un problema muscolare (piccola lesione all´adduttore di sinistra): data la contemporanea assenza anche di Edge, impegnato in Uzbekistan con la Nazionale neozelandese, in panchina stasera Marino porterà con sé per la prima volta il giovanissimo difensore della Primavera Luigi Rizzo, classe 1997, a cui è stato assegnato il numero 5. Garcia acciaccato. La rifinitura di ieri non è stata particolarmente fortunata per i difensori biancorossi: in un contrasto con Mancini, infatti, pure Garcia Tena ha rimediato una botta alla caviglia sinistra, già toccata duramente nella partita di Bologna. Il mancino catalano proverà a stringere i denti e ad essere disponibile stasera per la panchina; in ogni caso il titolare sarà D´Elia, al rientro dopo un turno di squalifica, mentre a destra si profila la scontata conferma di Sampirisi. Sbrissa c´è. Per un paio di infortuni “last second”, va fortunatamente registrata la piena disponibilità di Giovanni Sbrissa. Il giovane centrocampista, che ha risolto l´affaticamento agli adduttori, si candida anzi a cominciare la partita da titolare come interno destro, pronto a supportare con i suoi inserimenti Moretti, regista designato al posto dello squalificato Di Gennaro; a completare il trio di centrocampo sul centrosinistra ci sarà come sempre capitan Cinelli. Salvo sorprese, i tre attaccanti titolari saranno invece i “soliti noti” Laverone-Cocco-Giacomelli. Cambio in corsa. Marino ieri ha provato anche una soluzione alternativa, con un assetto maggiormente offensivo: un passo indietro per Laverone, che agirebbe da mezzala destra al posto di Sbrissa, e inserimento di Ragusa come esterno alto sulla stessa fascia. Il cambio in corsa stasera potrebbe rivelarsi utile in diverse situazioni: oltre ad una carta da giocare se il Vicenza avesse bisogno di sbloccare o recuperare la partita, l´arretramento di Laverone potrebbe infatti rendersi necessario per sopperire all´eventuale calo alla distanza di Sbrissa, ipotesi plausibile considerando che negli ultimi dieci giorni il centrocampista non ha svolto allenamenti regolari con i compagni. Marino ha comunque sempre a disposizione anche il duttile Vita, che ha dimostrato di potersi disimpegnare egregiamente sia da esterno offensivo, sia da mezzala. Gli 11 al Piola. Questa in definitiva la formazione titolare più probabile in campo stasera alle 20.30 al Piola di Vercelli: Vigorito; Sampirisi, Brighenti, Manfredini, D´Elia; Sbrissa, Moretti, Cinelli; Laverone, Cocco, Giacomelli.

Ore 16.00 – (Giornale di Vicenza) Il Vicenza stasera a Vercelli (inizio della gara alle 20,30) deve riprendere la sua striscia positiva dopo lo stop immeritato contro il Carpi primo in classifica. Bisogna girare pagina e rialzare subito la testa, perchè proprio adesso il gioco si fa duro e la lotta sarà aspra da qui alla fine. Il tecnico Pasquale Marino alla vigilia della partenza per Vercelli ha spiegato che comunque la sconfitta non ha provocato arrabbiature particolari nello spogliatoio, ma malumore. «Stato d´animo dovuto al risultato – ha commentato l´allenatore – perchè anche rivedendo tutte le immagini e i dati relativi alla gara è evidente che il Vicenza ha giocato bene. Chiaro che alla fine chi vince ha sempre ragione, ho sentito ad esempio che loro dicono che avrebbero potuto chiudere il primo tempo 3-0». Invece lei ribatte? «Che magari si sono dimenticati di tre-quattro nostre palle gol limpide, per non parlare di quella del possibile 2-2 di Giacomelli quando il loro portiere ha fatto un vero miracolo, così come si era fatto trovare pronto su Cocco. Ecco è questo che provoca amarezza, ma come prestazione, ripeto, è stata buona: certo qualche errore l´abbiamo fatto, ma ci è riuscita una gara importante contro chi sta dominando il campionato, anzi sapete cosa vi dico? Se proprio si doveva interrompere il filotto positivo meglio con la prima in classifica». Veniamo alla gara a Vercelli, il Vicenza non potrà contare su un giocatore definito da molti insostituibile: Di Gennaro. «Ovvio che spero di avere sempre tutti a disposizione però ogni tanto capita di dover rinunciare a qualcuno e sempre quando questo succede i ragazzi sanno dare il massimo per sostituire chi non c´è». Che dia il massimo ognuno di quelli che scedono in campo è d´obbligo, ma resta il fatto che Di Gennaro non è uno qualsiasi. «Ma come ruolo ci siamo perchè Moretti è un regista e quindi lo può sostituire bene». Al Vicenza danno già pochi rigori, ma da adesso in poi forse gliene daranno ancora meno visto che Cocco è finito su Striscia la notizia nella rubrica dedicata ai simulatori. «Non ho visto – dice sorridendo Marino – sarà svenuto… che ci diano pochi rigori è evidente, poi qualcuno lo sbagliamo pure quindi siamo a posto, forse allora è meglio pensare a segnare in altri modi così come ci è riuscito finora. E poi, ripeto, guai a guardare indietro: le nostre energie dobbiamo risparmiarle per le nove battaglie che ci aspettano da qui al termine». Avete fatto senza dubbio molto, ma ora si entra nel vivo. «Quanto fatto, secondo me, è stato eccezionale però ora dobbiamo restare concentrati sulla prossima battaglia». A Vercelli dunque per lei sarà battaglia? «Certo, stiamo parlando di una squadra che ha perso solo due partite in casa, dunque sappiamo a quali difficoltà andremo incontro e per questo dovremo prepararci a dare il massimo e a curare anche dettagli che a volte sono determinanti, come purtroppo lo sono stati pure nella gara col Carpi. Per esempio dobbiamo stare attenti alle coperture preventive, anche quando siamo in possesso palla». Giocherete su un terreno sintetico, questo potrebbe crearvi qualche problema? «No, poi proprio per questo abbiamo scelto di fare la rifinitura sul loro campo, ovvio che è diverso, ma dobbiamo adattarci, io penso comunque che i ragazzi saranno pronti a dare il meglio anche su questo terreno di gioco».

Ore 15.50 – Serie D girone C, i risultati parziali al termine dei primi tempi: AltoVicentino-Fontanafredda 1-1, Dro-Giorgione 2-1, Kras Repen-Mezzocorona 4-0, Legnago-Belluno 2-1, Montebelluna-Tamai 0-1, Sacilese-ArziChiampo (ore 18.00), Union Pro-Triestina 0-1, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano 0-0.

Ore 15.30 – (Gazzettino) È ormai diventato di moda parlare di “campionato falsato” sia dopo un errore arbitrale e sia per una decisione delle istituzioni del calcio che non tiene conto della regolarità del torneo. Su entrambi i fronti il Cittadella ha però validi argomenti per lamentarsi, dal gol annullato a Gerardi contro la Ternana che sembrava regolare al rinvio del derby Frosinone-Latina che ha “regalato” una settimana di riposo a quest’ultima, prossima avversaria dei granata. Claudio Foscarini, alla vigilia della trasferta laziale, non alza la voce per esternare il suo malcontento, ma il rinvio del derby non gli è andato giù: «Credo che non sia giusto che succedano queste cose, sono sincero. Non voglio dare la colpa né al Latina né al Frosinone, ma il Cittadella si trova ad affrontare una partita delicata, importante per la nostra salvezza, di fronte a un avversario riposato. Solo in Italia ci sono situazioni del genere: ci sono delle date, si deve giocare con o senza i tifosi. In questo caso siamo penalizzati noi, che tra l’altro affronteremo la sfida con assenze pesante e qualche acciaccato dopo la gara di domenica». Il Latina merita tutto il rispetto possibile da parte del tecnico granata. «Ha una rosa di giocatori importante, ci mette grande intensità. Manovra bene, spinge sugli esterni e i centrocampisti sanno inserirsi bene. E, non per ultimo, sarà riposata». Ma il lungo avvicinamento alla partita potrebbe anche caricare la squadra di Mark Iuliano di troppa tensione. «Magari. Latina è una piazza notoriamente calda, forse a livello psicologico qualcosa potrebbe pesare, lo spero anche. Di sicuro però quella di Iuliano è una formazione che spende tante energie durante i novanta minuti, e il turno di riposo non può che avergli fatto bene. Sarà una partita intensa, e ci dovremo preparare bene: per fare risultato servirà un grande Cittadella. Sarebbe stato più semplice preparare la gara se avessimo vinto con la Ternana. Domenica sera ero arrabbiato per non avere raggiunto i tre punti, le occasioni per farlo ci sono state, ma quando una squadra gioca e crea tanto, un allenatore dev’essere contento». Il confronto si deciderà più sull’intensità e il ritmo oppure a livello nervoso? «Soprattutto le fasce saranno determinanti. Sul piano tattico ci saranno duelli da vincere, poi conterà tanto l’aspetto agonistico: il Cittadella dovrà avere gamba e testa per dare battaglia». Sulla formazione: «Valuterò la condizione di qualche giocatore. Più che in attacco i miei pensieri sono concentrati sul reparto arretrato dove ho qualche dubbio. La coppia Stanco-Gerardi mi è piaciuta, in difesa sarò senza Pellizzer, con Scaglia e Camigliano non al meglio. Non è scontato niente». Entrando più nel dettaglio, Scaglia ha maggiori possibilità di giocare rispetto a Camigliano, che potrebbe entrare a gara in corsa; in mediana non ci sarà il “faro” Rigoni, con Busellato in vantaggio rispetto a Benedetti; quanto all’attacco, Stanco e Gerardi sono favoriti su Sgrigna e Coralli.

Ore 15.20 – (Mattino di Padova) «Solo in Italia succedono queste cose». Claudio Foscarini si scalda quando gli si chiede del rinvio del derby tra Frosinone e Latina, disposto dalla Prefettura del capoluogo ciociaro per motivi di ordine pubblico. Una decisione che crea un precedente pericoloso e che riguarda da vicino anche il suo Cittadella, ospite stasera dei pontini. «Ci troveremo davanti una squadra che ha riposato molto più di noi, costretti invece a tornare in campo dopo appena quattro giorni dall’ultimo incontro e con diversi giocatori acciaccati. Una situazione che ci penalizza, è poco ma sicuro. Ritengo che quella partita si dovesse disputare, eventualmente senza i tifosi se il problema erano loro», afferma il tecnico granata, che ha raggiunto Latina ieri sera assieme ai suoi uomini, dopo essere partito nel pomeriggio dall’aeroporto di Venezia, con un volo diretto a Roma. «Resta il fatto che noi adesso vogliamo prenderci i punti che meritavamo di incamerare domenica scorsa con la Ternana». Incognite in difesa. I problemi del Citta riguardano soprattutto la linea arretrata, perché Pellizzer rientrerà solo dopo Pasqua, mentre Scaglia e Camigliano non sono al meglio. «Scaglia non è al 100%, ma è disponibile, anche se non so se per tutti i 90’. Camigliano ha ancora male alla spalla e in questi giorni non l’ho potuto avere sott’occhio, ma sarà convocato (ha giocato gli ultimi 23’ della partita che la Nazionale Under 20 ha vinto per 1-0 in Svizzera martedì sera e ha raggiunto i compagni soltanto ieri, ndr). In quel ruolo, oltre a De Leidi, abbiamo Signorini, che eventualmente ci potrà dare una mano a gara in corso, ma che ha bisogno di ritrovare la condizione». L’impressione è che alla fine sarà Scaglia a guidare la retroguardia, mentre a centrocampo, certa l’assenza dell’infortunato Rigoni, sono Paolucci e Busellato i favoriti per fare coppia in mezzo. Una battaglia. «Il Latina di Iuliano è una squadra rivitalizzata: ha un rendimento recente molto simile al nostro. Dal punto di vista tattico saranno fondamentali i duelli sulle fasce: loro spingono molto sia con gli esterni bassi che con quelli alti. Ho detto ai miei di prepararsi alla battaglia, non solo perché davanti avremo un’avversaria che gioca ad alta intensità, ma anche perché troveremo un clima molto caldo. Mi aspetto una partita tesa, nervosa». Proprio questo tipo di considerazione potrebbe spingere Foscarini a riconfermare in attacco la coppia pesante Stanco-Gerardi, con quest’ultimo in ballottaggio con Sgrigna. «Ancora non ho deciso, ma Stanco e Gerardi si sono mossi molto bene con la Ternana». Di Gennaro, prima da ex. Assente all’andata, stavolta Raffaele Di Gennaro ci sarà, ritrovandosi davanti quel Citta in cui il promettente estremo difensore ha mosso i primi passi tra i “grandi”. Stagione complicata, la sua, dopo il duplice infortunio – muscolare (strappo a Folgaria) e da trauma (micro-frattura alla rotula) – che gli ha permesso di riprendersi la porta solo a fine novembre. Da allora, 18 presenze con appena 12 reti subìte.

Ore 15.10 – (Corriere del Veneto) Passano le settimane, i dubbi aumentano, i punti pesano, anche le virgole fanno la differenza. Latina-Cittadella sulla strada della salvezza è un crocevia da non fallire per diversi motivi: è uno scontro diretto; viene giocata in una situazione ambientale «particolare»; i due punti persi in casa con la Ternana potrebbero pesare; le polemiche in merito all’annullamento del gol a Stanco di domenica scorsa sono sembrate pretestuose, visto che le immagini dimostrano come, sia pur di poco, l’ex attaccante del Modena fosse in leggero offside. Meglio concentrarsi sul campo di gioco e su come mettere in risalto le proprie qualità nonostante l’emergenza. Scaglia è recuperato, Pellizzer e Rigoni no, Schenetti e Lora sono ancora out, Signorini è a mezzo servizio. Ecco perché Claudio Foscarini, con tutte queste variabili in gioco, non ha gradito il rinvio coatto di Frosinone-Latina per motivi di ordine pubblico: «E’ ingiusto – attacca il tecnico – loro saranno riposati noi no è una situazione del genere può verificarsi solo in Italia. Saremo penalizzati, quanto all’aspetto tecnico e tattico, le fasce saranno decisive, è lì che ci giocheremo la vittoria». Capitolo formazione: Gerardi e Sgrigna si giocano una maglia accanto a Stanco, a centrocampo sono in tre per due posti, sulle fasce scalpita Bazzoffia.

Ore 14.50 – (Trentino) Il “Mezzo” ci sarà. E, questa, è già una notizia viste le condizioni in cui versa la società rotaliana. Senza il tecnico Luca Lomi e il suo “vice” Giorgio Fadda, alle prese con impegni lavorativi, a guidare la squadra nella lunghissima trasferta di Monrupino toccherà ad Amedeo Cerbaro, allenatore della formazione juniores che oggi, di fatto, farà il proprio esordio in serie D. Contro il Kras Repen, diretta rivale del Dro nella corsa playout, Lomi schiererà il Mezzocorona più giovane della stagione con quattro classe ’97 in campo dal primo minuto e ben nove under nell’undici titolare. Gli “over”, se così si possono chiamare, saranno Rossi (che non si allena con la squadra da una decina di giorni: il difensore centrale ha fatto ritorno a casa perché non dispone più del posto letto e si aggrega ai compagni solamente in occasione delle partite) e Caridi. Per quanto riguarda la formazione che scenderà subito in campo la grossa novità è rappresentata dalla presenza tra i pali del classe ’97 Clementi, con capitan Zomer che si accomoderà in panchina. «Davide (Zomer, ndr) – conclude Lomi – mi ha esplicitamente chiesto di dare spazio a Clementi. Visto il grande impegno profuso sino ad ora (il ragazzo si è diviso tra prima squadra e juniores) se lo merita ampiamente e quello del nostro capitano è stato un gesto bellissimo». Per il resto non ci sono dubbi: la linea difensiva sarà formata da Baldi e Luci sulle fasce con Fochesato e Rossi nel mezzo. Melchiori sarà il playmaker con Alouani e Osti interni di metà campo, mentre Caridi agirà alle spalle del tandem offensivo composto da Bentivoglio (che sarà il capitano) e Albenberger, quest’ultimo all’esordio dal primo minuto. Tra le fila del Kras Repen l’osservato speciale sarà il centravanti e bomber Knezevic con Corvaglia pronto ad entrare dalla panchina.

Ore 14.40 – (Gazzettino, edizione di Treviso) Turno interno per il Montebelluna, che dopo la partita sospesa a Mori per l’infortunio dell’arbitro cerca (alle 15) contro il Tamai i tre punti, che lo proietterebbero alla quasi matematica salvezza. Scontro complicato quello che attende i biancocelesti, che avranno di fronte un avversario a sua volta a caccia di un risultato positivo per uscire dalle secche dei playout, e reduce dalla vittoria ottenuta sull’Union Pro. «Per noi questo match è troppo importante, perché abbiamo la possibilità di sistemare le cose – dice mister Daniele Pasa – loro saranno a mille dopo il successo di domenica, ed hanno le qualità per farci male». All’andata rimediaste una sonora sconfitta. «In quell’occasione il Tamai fu bravo ad approfittare dei nostri errori, adesso mi aspetto un riscatto dei miei. Stiamo bene, anche se la sospensione della gara di domenica (recupero l’8 aprile, ndr) un pò pesa, almeno dal punto di vista mentale». Contro il Mori avevi schierato molti giovani. «Quella di domenica era l’ultima occasione per fare punti nella graduatoria dei “Giovani di valore”, per questo avevo fatto esordire Cavallin, Sartori e Monachello. Adesso però dobbiamo vincere, quindi giocheranno i più esperti”. De Vido ha recuperato? «Nicola è ancora al palo, poi a rischio ci sono Baù che ha preso una botta all’anca, Masiero alle prese con una distorsione e Cusinato che lamenta una tallonite. Spero di aver a disposizione almeno uno degli ultimi due». Probabile formazione (3-4-1-2): Rigo, Fabbian, Guzzo, Severgnini; Bressan, Nicoletti, Perosin, Cusinato; Giglio; Sadio, Cecchel (Manfrin).

Ore 14.30 – (Trentino) Dentro o fuori. Senza alternative. Oggi ad “Oltra” (kick off alle ore 15) il Dro affronta il Giorgione nella prima delle sei finali che attendono la compagine gialloverde. E’ più di uno scontro diretto: quella contro i trevigiani è la sfida “spartiacque” della stagione: i trentini sono attualmente quartultimi in coabitazione con la Triestina a quota 26 punti, quattro in meno rispetto al Giorgione, che occupa la sestultima piazza. La squadra di Stefano Manfioletti deve vincere per due motivi: la salvezza diretta è distante otto lunghezze (a 34 c’è il Tamai) e il discorso non può essere ancora considerato chiuso e, in alternativa, il Dro deve garantirsi il sestultimo posto per poter disputare in casa (e con due risultati su tre a disposizione) l’eventuale sfida playout. «Stiamo bene fisicamente – confida l’allenatore trentino – e siamo pronti anche mentalmente a disputare quello che è un vero e proprio big match. Giocheremo per vincere e sappiamo che sarà durissima perché il Giorgione è una squadra che si difende assai bene e sa essere letale nelle ripartenze. Noi “ci siamo”, anche mentalmente». Per l’impegno odierno il tecnico gialloverde avrà tutto l’organico a disposizione. Ventuno i giocatori convocati da Manfioletti che manderà in campo una squadra equilibrata ma con spiccate caratteristiche offensive. In porta sarà ballottaggio sino all’ultimo tra Bonomi (favorito) e Bordignon, mentre la linea difensiva sarà probabilmente composta da quattro “senior”. Ischia e Serrano saranno i due centrali, mentre sulle corsie esterne è probabile l’impiego di Calcari (o Allegretti) e Ciurletti. In mezzo al campo Colpo agirà in posizione di playmaker con Bazzanella e Cremonini interni. In avanti, a fianco dell’insostituibile Cicuttini, dovrebbero esserci Proch e Ajdarovski. Le alternative, però, non mancano. Manfioletti potrebbe impiegare Bazzanella come esterno difensivo (al posto di uno tra Calcari e Ciurletti) e inserire Bertoldi in mezzo al campo con conseguente spostamento di Colpo sul centro – sinistra. Ma non è da escludere nemmeno l’utilizzo dal primo minuto di Donati (che prenderebbe il posto di Ajdarovski): in quest’ultimo caso, per far tornare il conto degli under, probabile l’inserimento di Chesani in difesa sulla corsia di destra. Il Giorgione si presenterà ad “Oltra” senza Maran e il centrale difensivo Vio, quest’ultimo squalificato per cinque turni dal Giudice Sportivo dopo l’espulsione patita contro il Legnago. In dubbio Vigo, uscito malconcio dalla sfida di domenica scorsa, il cui posto verrà preso da De Stefani. Paganin si affiderà presumibilmente al “4-3-3” con tridente offensivo formato da Gazzola, Episcopo e dal bomber trevigiano Podvorica, che in questa stagione ha già segnato sette reti.

Ore 14.20 – (Gazzettino, edizione di Treviso) «Una partita da vincere». Antonio Paganin non usa mezzi termini per la sfida odierna che vede il Giorgione impegnato nel campo del Dro. La sconfitta casalinga contro il Legnago ha lasciato il segno, non solo per il risultato ma anche per il grave infortunio occorso a Gianluca Maran, rottura del legamento crociato e stagione finita, e per la maxi squalifica comminata a Gianmarco Vio, cinque giornate a seguito dell’espulsione e delle proteste susseguenti. Una partita stregata che dovrà essere dimenticata al più presto. Contro il Dro, viste le assenze, c’è una difesa da inventare quindi e non solo «Mancherà anche Matteo Vigo – ha aggiunto il mister – che domenica ha subito un brutto colpo e che ha un grosso ematoma alla caviglia non ancora riassorbito. Per la difesa valuteremo le condizioni di Rocco Donè, anche lui al rientro da infortunio, ma la possibilità di spostare Andrea Giacomazzi al centro della difesa è una opportunità già utilizzata in altre partite». Oggi il Dro e alla ripresa del campionato il Kras Repen.
«Due sfide da vincere, soprattutto dopo che domenica scorsa abbiamo perso contro il Legnago. Sono due partite decisive perché sono degli scontri diretti e se vinceremo riusciremo a mettere in difficoltà i nostri diretti avversari e avere quella distanza in classifica che ci può servire per evitare i playout». Per quanto riguarda la formazione, già detto degli assenti, c’è da segnalare che rientra dopo la squalifica Adriatic Podvorica che prenderà il posto di Antonio Baggio, apparso sottotono domenica scorsa, mentre a centrocampo ritorna titolare Manuel De Stefani. Probabile formazione (4-3-3): Bevilacqua, Prosdocimi, Eberle, Fontana, Zanin (Donè), Giacomazzi, Episcopo, De Stefani, Gazzola, Mattioli, Podvorica.

Ore 14.10 – (Il Piccolo) Come gradita sorpresa nell’uovo pasquale, la Triestina vorrebbe trovare oggi tre punti a Mogliano Veneto per rilanciarsi prepotentemente nella corsa alla salvezza diretta. Del resto nella sfida odierna contro l’Union Pro (inizio ore 15, arbitra Trischitta di Messina), gli alabardati trovano proprio quell’avversaria che appena quattro giorni fa ha perso a Tamai, permettendo ai friulani di scavare un solco di otto punti tra loro e la squadra di Ferazzoli. Per una sorta di par condicio, la Triestina spera di trovare uguale via libera da parte di un Union Pro che veleggia ormai tranquilla a 40 punti senza più grandi stimoli. Ma non sarà affatto semplice, sia perché la squadra veneta è compagine tosta che ha comunque disputato un buon girone di ritorno, sia perché la Triestina è priva del suo uomo più pericoloso, ovvero quel Daniele Rocco che è stata la vera arma che ha permesso all’Unione di scalare posizioni da dicembre in poi. E che il bomber monfalconese sia un fulcro assoluto di questa squadra, lo dimostra il fatto che senza di lui Ferazzoli è pronto a cambiare le carte in tavola rivoluzionando un po’ l’assetto rispetto alle ultime uscite: il tecnico alabardato infatti sembra orientato a mettere in campo un 4-2-3-1 con qualche nome nuovo. In difesa, davanti a Di Piero ci sarà la solita coppia centrale Piscopo-Fiore, ma mentre Crosato è confermato a destra, a sinistra dovrebbe essere nuovamente il turno di Giannetti, visto che Celli non sta passando un momento brillante e soprattutto è reduce da un acciacco alla caviglia. Davanti alla difesa Ferazzoli rispolvererà le geometrie di Spadari, ma gli affiancherà in mediana la fisicità di Bedin. Sulla linea dei tre trequartisti, invece, al centro ci sarà Proia che del resto ha giocato più volte in quella posizione dimostrando anche una certa attitudine agli inserimenti, e mentre sulla destra si posizionerà Manzo, a sinistra dovrebbe essere finalmente arrivato il momento di Gusella dal primo minuto. Tutta questa impalcatura prevederebbe come unica punta Milicevic, ma bisogna considerare che ieri il croato è stato di nuovo tormentato da problemi intestinali e infatti è rimasto a bordo campo a guardare i compagni allenarsi. Milicevic è comunque convocato, ma sarà Ferazzoli a valutare se schierarlo o no: di certo, se il croato non ce la farà, Giordano sembra nettamente favorito su Aquilani per fare l’unica punta.

Ore 14.00 – (Gazzettino, edizione di Treviso) L’Union Pro dopo la sconfitta di Tamai vuol riprendere a fare punti ospitando l’Unione Triestina (alle 15, arbitra Trischitta di Messina) nell’inusuale giovedì di campionato. La formazione alabardata è a caccia di punti per continuare a puntare alla salvezza diretta mentre l’Union vuole tentare la difficile rincora al quinto posto. Fra i locali mancheranno i 3 squalificati Saitta, Visinoni e Zanette mentre alla Triestina mancherà per lo stesso motivo il capocannoniere Daniele Rocco (10 reti messe a segno da metà dicembre in poi). In difesa rientrano Alvise Nobile e Niero che dovrebbero comporre la linea a 4 assieme a Trevisiol e Furlan. Mister Feltrin confessa di avere ancora qualche dubbio di formazione per gli altri reparti: «In avanti devo vedere se ci schiereremo a tre o con il trequartista e da questa mossa dipenderà anche la nostra composizione a centrocampo. Rispetto all’andata mi aspetto meno frenesia da parte dei miei giocatori anche se in quel periodo venivamo da una serie di risultati negativi. Loro non mi erano dispiaciuti, anche se da allora sono cambiati parecchi giocatori e certamente verranno a farci visita decisi a dimenticare in fretta l’ultimo ko interno con la Clodiense». In panchina si potrebbe rivedere il difensore Bonotto, fermo da maggio per la rottura dei legamenti del ginocchio. Probabile formazione (4-3-1-2): Noè; Al. Nobile, Niero, Trevisiol, Furlan; Serena, Busetto, Appiah; Casarotto; An. Nobile, Comin.

Ore 13.50 – (Trentino) A Pedavena senza timore. Il Mori Santo Stefano fa rotta oggi verso il “Boscherai” per affrontare l’Union Ripa La Fenadora, formazione che staziona a metà classifica ma che non può ancora considerarsi salva. L’obiettivo dei lagarini, reduci dal match iniziato e non concluso contro il Montebelluna (la sfida verrà recuperata mercoledì prossimo alle 15) è proseguire nel proprio percorso: la società pensa già alla prossima stagione ma l’allenatore Davide Zoller e i giocatori intendono onorare sino all’ultimo il campionato. Il tecnico lagarino deve ancora sciogliere le riserve riguardo al modulo che intende utilizzare. Zoller dovrebbe affidarsi al “4-1-4-1” proposto domenica scorsa contro il Montebelluna. Poli sarà confermato tra i pali della porta tricolore, mentre la linea difensiva sarà composta interamente da under con Pozza e Igor Dossi sulle corsie laterali, Pruenster e Dal Fiume al centro. Sceffer sarà il metodista (con compiti specifici di marcatura del trequartista avversario), mentre a supporto di Tisi, unica punta di ruolo, ci saranno Deimichei e Concli sulle fasce, Libera e capitan Cristelotti nel mezzo. In alternativa Zoller potrebbe optare per il “4-3-1-2”: in quel caso Dossi agirebbe da trequartista unico con Concli riportato al ruolo di terzino sinistro. L’Union Ripa La Fenadora sta attraversando un momento tutt’altro che felice: nel girone di ritorno la squadra di Parteli (esonerato e immediatamente richiamato dopo una “sollevazione popolare” da parte dello spogliatoio) ha vinto solamente una partita delle undici sin qui disputate, anche se i bellunesi non perdono da cinque turnim durante i quali hanno conquistato un successo e quattro pareggi. Probabilmente non ci sarà il trequartista Brotto, all’andata decisivo con un gol (e che gol) e un assist.

Ore 13.40 – (Gazzettino, edizione di Belluno) Vincere è quasi un imperativo. Oggi pomeriggio l’Union Ripa La Fenadora ospiterà fra le mura amiche di Boscherai, nell’anticipo pasquale di campionato, la formazione del Mori Santo Stefano. I neroverdi di mister Max Parteli, ottavi in classifica con 37 punti, cercheranno quella vittoria che li porterebbe al traguardo dei 40 punti che non significano matematica salvezza, ma certo la fanno quantomeno intravedere. «Una vittoria con il Mori (penultimo a quota 14) – commenta il tecnico – sarebbe la base per la permanenza in categoria, un punto da cui far partire il passo decisivo. Nonostante la loro posizione in classifica verranno qui ad onorare il campionato». Parteli prosegue la sua analisi: «Non dobbiamo dimenticare che due settimane fa hanno vinto (0-1) con il Kras Repen e domenica stava pareggiando con il Montebelluna fino al momento in cui hanno sospeso la gara. Un avversario da rispettare». L’Union è in emergenza nel reparto avanzato con le due punte ufficiali, Brotto e Mastellotto, con problemi al ginocchio. Oggi vedremo se i miracoli del preparatore Santomaso hanno sortito effetto almeno sul secondo dei due, Brotto sembrerebbe irrecuperabile per questa gara. «Abbiamo valide alternative – spiega Parteli – che corrispondono ai nomi di Ponik, Solagna, Cibin e Savi. Questi giocatori si sono sempre dimostrati pronti nella necessità e lo saranno anche in questa occasione. La preparazione a questo incontro si base esclusivamente su fattore motivazionale mentali. I ragazzi, come sempre, dovranno mettere in campo tutto quello che hanno per arrivare a vincere».

Ore 13.30 – (Gazzettino, edizione di Belluno) I playoff? Roba nostra. Andrea Radrezza è pronto per un nuovo rientro, per sfidare il Legnago questo pomeriggio (fischio d’inizio alle 15) e per dire la sua nei prossimi e ultimi 540 minuti di campionato. «L’ultimo ko mi ha davvero amareggiato – confessa il bomber gialloblu alla vigilia – altre due settimane fuori, altre due partite non giocate. Ora ci sono, sono a disposizione e voglio essere l’arma in più del Belluno in questo sprint finale di campionato. Voglio dire la mia e dare il mio contributo alla squadra». «Quando perdi tanti punti per strada e gli altri invece li macinano va a finire che ti riprendono, ma nella nostra testa i playoff sono il nostro obiettivo, quello a cui vogliamo arrivare, ovvero finire il campionato tra le prime cinque. Quindi faremo di tutto – continua Radrezza – per centrarli e poi giocarli, a partire dal match con il Legnago». «Il Legnago è una buona squadra ha fatto tanti punti (18 nel girone di ritorno contro i 10 del Belluno, ndr) e vincendo contro di noi probabilmente si metterebbe al sicuro, ma di fronte troverà un Belluno bello tosto, scottato dalla sconfitta con la Sacilese». «In futuro mi vedo con la maglia gialloblu – prosegue – e mi vedo protagonista di una stagione finalmente al completo, senza più infortuni. Sogno un’altra stagione perfetta come l’ultima in cui sono stato bene (2012/2013, ndr), in cui ho segnato (16 gol, ndr) e in cui non mi sono mai fermato». BOLLETTINO. Assenti D’Incà e Pellicanò, Masoch è stato invece convocato benché non ancora al meglio.

Ore 13.20 – (Giornale di Vicenza) Testa-coda in cinque giorni. Anzi, coda-testa. Perché è questo il circuito dell´Arzignanochiampo: domenica ha battuto il Kras, terz´ultima in classifica. Oggi, alle 18, toccherà provarci con la terza forza del girone, la Sacilese. Ma senza Paolo Beggio in panchina. Il tecnico, colpito da un grave lutto familiare in settimana, sarà infatti sostituito dal suo secondo Corrado Giordani. La trasferta, almeno sulla carta, è di quelle proibitive: la squadra di Marchetto, subentrato al dimissionario Mauro Zironelli a fine febbraio, è in striscia positiva da cinque turni (quattro dei quali vinti). Su tutti rimbomba la vittoria di domenica in casa del Belluno (1-3): una prova di forza e carattere che ha consolidato ancor più, a 53 punti, il terzo posto in classifica. Ma questo Arzichiampo ha dimostrato più e più volte che nulla è impossibile, come nella gara d´andata: a denti stretti la Banda Beggio portò a casa la vittoria, forse la prima di prestigio in Serie D. Oggi dovrà fare a meno del suo uomo-ovunque Andrea Tecchio che, dopo il gol capolavoro di domenica, deve scontare un turno di squalifica. Al suo posto, con ogni probabilità, sarà impegnato Azzolini. Si va poi verso la conferma della formazione che domenica ha battuto il Kras, con Carlotto a supporto di Trinchieri e Marchetti pronto a sprintare nel secondo tempo. INCROCI. Ma Sacilese-Arzichiampo sarà anche la gara degli incroci, mancati e possibili. Alla prima categoria appartiene quello tra i due fratelli Beccaro. Cristian, terzino dell´Arzichiampo, sarà regolarmente della partita. Mentre Marco, sponda Sacilese, dovrà assistere dalla tribuna per colpa del giallo rimediato a Belluno (era diffidato). La sfida in famiglia, quindi, dovrà essere rimandata. Sarà invece tutta da gustare quella a distanza tra i capocannonieri delle due squadre: Martin Trinchieri e Dario Sottovia condividono infatti lo stesso gradino nella classifica marcatori, a 16 gol. Sopra di loro, solo Corbanese (19, Belluno) e Cozzolino (20, Altovicentino). E proprio un girone fa, fu Trinchieri a decidere la partita…

Ore 13.10 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) La sorpresa nell’uovo non può che arrivare da Valdagno dove questo pomeriggio il Fontanafredda (36), privo del suo leader Lauro Florean (squalificato), affronterà l’Altovicentino (61) che si giocherà le ultime speranze di agganciare la capolista Padova (69). Pronostici aperti per i match fra Sacilese (53) e Arzichiampo (45) e Montebelluna (37) e Tamai (34). Tutte le gare inizieranno alle 15, a eccezione della sfida del XXV Aprile, posticipata alle 18. MAI CONTENTI – Chi spera nel colpaccio del Fontanafredda è proprio la Sacilese. Incassati 13 punti in 5 gare, lasciatasi alle spalle Belluno (48) e Clodiense (49), punta ora l’argento dell’Altovicentino. «Difficile – mette le mani avanti Carlo Marchetto – mantenere il passo delle ultime 5. Né – aggiunge – dobbiamo sottovalutare l’Arzichiampo, che ha una difesa arcigna e davanti un uomo pericoloso come Trinchieri (16 gol al pari di Sottovia, al rientro, ndr)». Squalificati Beccaro e Baggio, cominceranno (3-4-3) Favaro, Peressini, Manucci, Mboup, Pederiva, Favret, Boscolo, Beccia, Craviari, Sottovia e Spagnoli. All’andata in Veneto finì 1-0 per l’Arzichiampo. PRONTI A STUPIRE – «Sulla carta non c’è paragone fra l’Altovicentino e noi – premette Maurizio De Pieri -. Per questo non ci costerà nulla provarci. Stiamo bene e ora giochiamo veramente da squadra. Ai ragazzi ho detto: abbiamo vinto quello che dovevamo vincere. Ora ci manca l’impresona». Con la mente libera da stress e la voglia di stupire scnderanno in campo (4-3-1-2): Vicario, Cao, Malerba, Frison, Zorzetto, Tellan, Tonizzo, Nastri, Ortolan, De Martin e Alcantara. A Fontanafredda finì 1-1. DI NUOVO FURIE – Spezzato l’incantesimo in casa grazie alla doppietta di Petris (2-0) all’Union Pro, il Tamai punta ora a ritrovare anche la vittoria in trasferta che manca da ottobre: 2-0 a Legnago. Montebelluna potrebbe essere il teatro adatto per il primo blitz esterno del 2015. Non sarà facile, perché il team di Pasa aspetta da un girone la rivincita dell’andata, dove subì (0-4, doppietta di Zambon, Petris e Federico Furlan) il ko stagionale dal maggiore scarto. De Agostini però è fiducioso. «Abbiamo finalmente scollinato – ricorre alla terminologia delle due ruote -. Non è che le salite siano finite, ma si alterneranno a tratti in discesa – strizza l’occhio – almeno sulla carta. Il Monte (per restare nella metafora) è giovane e tosto, ma alla nostra portata». Resterà a casa Davide Furlan, infortunato. In dubbio Zambon, il mattatore di gara uno. Torna a disposizione Faloppa. Con Peresson fra i pali dovrebbero cominciare Bozzetto, Brustolon, Colombera e Dal Bianco dietro, Ursella davanti alla difesa, con Pavan e Petris ai fianchi nella zona mediana. Davanti Federico Furlan, Sellan e Bolzon, se Zambon non sarà recuperato all’ultimo momento.

Ore 13.00 – (Messaggero Veneto) Di possibilità ce ne sono ancora, visto che entrambe devono ancora affrontare il Mori penultimo. Tuttavia, Tamai e Fontanafredda provano già oggi, nella sestultima di serie D, ad archiviare la pratica-salvezza. I due team giocano in trasferta: i mobilieri a Montebelluna, i rossoneri sono sul campo dell’Altovicentino, secondo e reduce da 5 vittorie di fila. Mission impossible? Sì, per certi versi: manca pure la stella Florean. Ma si ricordi sempre che, all’andata, il “Fontana” fermò sul pari la vice-capolista. Il via alle 15. Gioca alle 18, invece, la Sacilese, che ospita l’Arzignano con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il terzo posto. Impegnativa. Inutile girarci intorno: il Fontanafredda deve fare la gara perfetta a Marano con l’Altovicentino. Ci vogliono, dunque, «attenzione e intensità – indica il tecnico rossonero –. Altrimenti non si fa risultato. Giocando così ci siamo risollevati: dobbiamo ripeterci». Il Fontanafredda, infatti, arriva da 5 punti in 270’ – bottino che gli ha permesso di portare a 6 le lunghezze di vantaggio dai play-out. Se si ripete, nulla è precluso. Le ultime: De Martin favorito su Gargiulo per prendere il posto di Florean unica punta. De Pieri è orientato a schierare il recente 4-1-4-1 con gli interpreti della risalita. Probabile formazione: Vicario, Zorzetto, Frison, Malerba, Roveredo, Tellan, Ortolan, Nastri, Tonizzo, Alcantara, De Martin. Continuità. Il Tamai si è rialzato domenica scorsa: prima vittoria dopo 10 gare di astinenza. «Non bisogna fermarsi» aveva detto capitan Petris, autore dei due gol che hanno steso l’Union Pro. Con il Montebelluna serve dunque solo una cosa, dare continuità, in modo tale da poter fare un grande passo in avanti verso la salvezza diretta. Buone notizie per De Agostini, che recupera Faloppa dalla squalifica. Zambon sta meglio ma si decide oggi l’impiego: la punta è inballottaggio con Bolzon. Probabile 4-3-3: Peresson, Bozzetto, Faloppa, Colombera, Dal Biancol, Pavan, Ursella, Petris, F. Furlan, Sellan, Zambon. In salute. La Sacilese sta attraversando un gran periodo: 5 risultati utili di fila, filotto che ha permesso di blindare il terzo posto (+5 dalla quarta, il Belluno). Ma se i precedenti incontri, escluso l’ultimo coi cadorini, vedevano il team contrapposto ad avversari abbordabili, adesso il coefficiente di difficoltà si alza: l’Arzignano arriva da 4 gare senza perdere e in trasferta non cade dal 30 novembre. Se si supera quest’ostacolo, la “laurea” è vicina. Le ultime: out Beccaro e Baggio squalificati. Marchetto ripropone dunque il rombo, con Boscolo Papo alle spalle di Spagnoli e Sottovia. Probabile 3-4-1-2: Favaro, Peressini, Manucci, Mboup, Craviari, Stiso, Favret, Beccia, Boscolo, Spagnoli, Sottovia.

Ore 12.50 – (Giornale di Vicenza) Fontanafredda, provincia di Pordenone. Come Sacile. Sarà un caso ma all´andata furono due pareggi incredibili, con i ragazzi di De Pieri che addirittura la ripresero nel finale, in svantaggio di un gol e di un uomo. Una maledizione senza fine per l´allora tecnico Enrico Cunico e per l´Altovicentino, dopo l´incredibile esito del campionato precedente contro i ramarri pordenonesi. Al ritorno, poi, è andata pure peggio in casa della Sacilese, ma quella guidata da Diego Zanin era una squadra ancora alla ricerca dell´assetto migliore. Oggi, passata dal 3-4-3 al 3-5-2 e dopo 5 vittorie consecutive, la formazione vicentina è chiamata ad una prova di maturità. Vincere significherebbe passare una buona Pasqua e avvicinarsi sensibilmente ai play off (se poi la Clodiense contro il Padova si traveste da sorpresa come un girone fa…) in vista della trasferta di Belluno e del derby (altra maledizione da sfatare) contro l´Arzichiampo. Intanto la buona notizia è il rientro di Cortesi, mentre sempre out sono Dal Dosso e Bertinetti. La squadra sarà quella di Mezzocorona ma davanti non sono da escludere possibili soluzioni alternative da parte di Zanin. Più loquace, da buon toscano, il giovane Giacomo Ricci, esterno difensivo con licenza di spingere. All´andata era ancora nella Primavera del Livorno e forse neppure immaginava di diventare punto di forza in una squadra di serie D. Assieme a Burato e Pozza, è uno dei tiratori designati sui calci da fermo e chissà che non arrivi anche il suo turno di festeggiare. «In realtà preferisco farli fare i gol, per me contano gli assist». Ricci ha qualità e personalità e le sue discese sulla fascia sono diventate un´arma in più. Lui, però, resta con gli scarpini ben saldi al terreno: «Mi trovo bene qui ed in questo gruppo dove i più esperti ti danno consigli importanti. Il modulo, poi, richiama quello dove giocavo prima. Quest´anno volevo provare in questa categoria e vedo che ci posso stare anch´io, lavorando sodo».

Ore 12.30 – (Gazzettino) Appuntamento con il campionato oggi alle 15 per le quattro formazioni padovane del girone D. ESTE. Va a fare visita al Bellaria con l’obiettivo di allungare la serie positiva, anche se nelle ultime tre gare sono arrivati altrettanti pareggi. Così il tecnico Gianluca Zattarin: «Recuperiamo Rondon e Rubbo, e vediamo se far giocare Bonazzoli a gara in corso. Sono giocatori di carisma ed esperienza che possono trascinare i compagni. Veniamo da otto risultati utili, ci manca la vittoria e proveremo a conquistarla con tutte le nostre forze». Squalificato Bagatini. ABANO. Emigra al Nuovo Comunale di Este per disputare la sfida casalinga con il pericolante Fidenza. De Mozzi recupera Bortolotto e Barichello, ma deve fare i conti con i forfait per infortunio di Zanardo e De Cesare, e dello squalificato Giusti. «Siamo in difficoltà con i giovani – afferma Massimiliano De Mozzi – dato che anche Murano è ancora fermo, ma il resto della squadra è competitivo e perciò cercheremo di fare il massimo sperando di fare nostri i tre punti. Se vinciamo possiamo giocarcela davvero per il sesto posto, daremo il massimo anche se dobbiamo fare attenzione al Fidenza che viene da una serie di risultati positivi e vuole salvarsi». SAN PAOLO. Quattro punti nelle ultime due gare hanno ridato ossigeno alla classifica (terz’ultimo posto in zona play out): i gialloblù puntano ad allungare la striscia nella sfida all’Euganeo con l’Imolese. «Gli ultimi due risultati ci hanno fatto bene – esordisce Vito Antonelli – ma non abbiamo ancora fatto niente. Dobbiamo guardarci alle spalle dato che le rivali sono a pochi punti e anche davanti dal momento che per fare i play out non bisogna prendere un distacco superiore a otto lunghezze. Anche in questa occasione ci vuole massimo impegno e attenzione su ciò che dobbiamo fare in campo». Il biglietto d’ingresso allo stadio costa tre euro per i residenti a Padova e provincia. THERMAL. Penultimo in zona retrocessione diretta, non può concedersi altri passi falsi nella trasferta con il Ribelle che profuma di scontro diretto in chiave salvezza. «La sconfitta con il Jolly Montemurlo è stata digerita – sottolinea Massimo Pedriali – In questi giorni abbiamo analizzato gli errori e ho cercato di trasmettere le mie idee curando anche la fase difensiva. Ottenere un risultato positivo sarebbe importante soprattutto per il morale della squadra che è viva. Dobbiamo andare in campo con il coltello tra i denti, poi avremo una settimana per lavorare al meglio».

Ore 12.10 – (Mattino di Padova) È un turno pre-pasquale piuttosto insidioso, il 33º, per le padovane del girone D di serie D (ore 15): Este e Abano dovranno puntare ai tre punti per ritoccare le rispettive situazioni di classifica contro Bellaria e Fidenza, mentre Thermal e San Paolo, attese da Ribelle e Imolese, proveranno a risalire per l’ennesima volta dalla zona retrocessione. Bellaria-Este. I giallorossi se la vedranno con la settima forza del campionato allo stadio “Mazzola” di Sant’Arcangelo di Romagna, quartier generale provvisorio dei riminesi a causa di un torneo giovanile in corso di svolgimento allo stadio “Nenni” di Bellaria. Il tecnico dell’Este Gianluca Zattarin avrà il compito di spronare i suoi ragazzi ad un repentino cambio di marcia, dopo i tre pareggi degli ultimi dieci giorni, costati il terzo posto (occupato ora dal Piacenza). Contro i biancazzurri, allenati da Mauro Antonioli, il mister atestino dovrà rinunciare a Piva e Bicalho. In forse Rubbo e Bonazzoli. Arbitro: Del Toso di Maniago. Abano-Fidenza. C’è un sesto posto da tenere ben saldo. L’Abano cercherà il riscatto sul “neutro” di Este (l’impianto di Monteortone è chiuso per la rizollatura del manto erboso), dopo la sconfitta di domenica scorsa a Rovigo. Passo falso che non ha avuto conseguenze particolari nella corsa ai playoff, visto che i neroverdi sono ancora sesti, a quota 45 punti, in compagnia del Bellaria, e potrebbero allungare ulteriormente contro un avversario abbordabile come il Fidenza. Mister Max De Mozzi dovrà rinunciare al solito Ballarin (infortunato) e allo squalificato Giusti. Arbitro: Festa di Avellino. Ribelle-Thermal. Gli aponensi (penultimi in classifica) scenderanno a Castiglione di Ravenna per esplodere le ultime cartucce contro la Ribelle (quart’ultima). Massimo Pedriali, subentrato a Mario Vittadello neanche una settimana fa, non è riuscito a risollevare la situazione nella prima partita della sua gestione (0-3 con il Jolly Montemurlo). Ci riproverà oggi pomeriggio, con tutti gli effettivi a disposizione e un obiettivo, la salvezza, ancora troppo lontano. Arbitro: Amadio di Ascoli. Atl. San Paolo-Imolese. I gialloblù stanno cercando di salvare il salvabile. Contro l’Imolese, allo stadio Euganeo, sarà l’ennesima sfida contro il futuro, tra scarso interesse nei confronti della società (nonostante i tentativi dell’attuale dirigenza di attirare spettatori abbassando il costo del biglietto a 3 euro), i giocatori non pagati e gli altri in fuga. L’allenatore Vito Antonelli, però, proverà ancora una volta a pungolare l’orgoglio di una squadra lasciata al suo destino. Arbitro: Civico di Vasto.

Ore 11.50 – (Gazzettino, edizione di Venezia) È arrivato il grande momento. La tanto attesa sfida tra Clodiense e Biancoscudati Padova si gioca oggi (inizio ore 17) sul terreno dello stadio comunale di Chioggia «A.D.Ballarin». Un derby tanto atteso non solo per la storia calcistica delle due città ma anche per la curiosità di vedere all’opera due squadre che rappresentano il meglio della categoria. A causa della limitata capienza del «Ballarin», i tagliandi riservati agli ospiti (480) sono stati in tutta fretta esauriti. Sotto l’aspetto squisitamente tecnico, Andrea Pagan appare abbastanza sereno. «Se questa partita è particolarmente attesa credo che sia anche per merito nostro – tiene a precisare il tecnico granata – Abbiamo sinora disputato un campionato oltre le attese che ci permette di affrontare la capolista da una posizione che induce rispetto. È inutile e superfluo elencare le qualità del Padova. Una squadra formata da singoli di gran spessore, un collettivo di valore, un allenatore bravissimo, che ha sempre fatto bene, basti ricordare i successi con Sacilese e Pordenone ed una società solida alle spalle. Una realtà che merita sicuramente la promozione in categoria superiore». «Noi dobbiamo giocare come sappiamo – continua Pagan – e non snaturare le nostre caratteristiche. Sarà anche importante l’approccio alla partita e la concentrazione. Dobbiamo giocare come sappiamo, come abbiamo dimostrato in questo girone di ritorno». Pagan si affida anche ai tifosi. «Non vorrei entrare in certi argomenti – dice – ma oggi poteva essere una grande giornata di sport per la città, con tanti tifosi sia locali che del Padova. Speriamo comunque di offrire loro un ottimo spettacolo». Formazione ormai nella testa del tecnico che recupera tutti anche il centrocampista Mazzetto che ha scontato il turno di squalifica. «Ho le idee abbastanza chiare – conclude Pagan – Non cambieremo il nostro modo di giocare. La mia squadra ha la sua identità». Dalla rifinitura svolta ieri si evince qualche dubbio riguardante una pedina per reparto. In difesa ballottaggio tra Carlucci e Boscolo M. Nata, in attacco Siega potrebbe affiancare uno tra Santi e Mastroianni mentre a centrocampo Boscolo D. Gioachina, Casagrande, Piaggio e Mazzetto si giocano i tre posti. Questa la probabile formazione: Tiozzo L., Moretto, Boscolo D. Berto., Tiozzo F., Boscolo Nata, Mazzetto, Casagrande, Piaggio, Pelizzer, Santi, Mastroianni.

Ore 11.30 – (La Nuova Venezia) Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla scarsa capienza dello stadio “Aldo e Dino Ballarin” di Chioggia, la parola passa finalmente al campo. Oggi, con inizio alle ore 17, la Clodiense ospita la capolista Padova, per una sfida d’alta classifica dall’esito tutt’altro che scontato. Un evento quasi storico per la città lagunare che non ospitava una partita ufficiale con i biancoscudati dal 3 ottobre del 1976, quando Union Cs e Padova pareggiarono 1-1 con reti di Emilio Rossi per i granata e Lenardon per gli euganei. Padova che oggi cerca a Chioggia punti pesanti in chiave promozione, Clodiense che vuole continuare, invece, la sua striscia positiva che dura da 13 giornate. Clodiense al completo. L’allenatore Andrea Pagan stavolta avrà l’imbarazzo della scelta. Infermeria svuotata e nessun giocatore squalificato, 22 i convocati e due andranno in tribuna. Pagan non sembra voler rinunciare al portiere Luca Tiozzo e allora i giovani saranno dirottati in altri ruoli. Probabile l’utilizzo in difesa di Boscolo Nata, per poter dar spazio in attacco alla coppia Santi-Mastroianni, che domenica ha steso al “Rocco” la Triestina, mentre rientra Mazzetto dopo la squalifica. «Vogliamo cercare di vincere» conferma il tecnico Pagan, «non per rivalsa nei confronti del Padova ma perchè è nella nostra mentalità. Ce la giocheremo, poi se loro saranno stati più bravi, pazienza». Padova, Ferretti in panca. Carmine Parlato, sulla sponda patavina, dovrà invece fare i conti con diverse assenze, anche pesanti. Cunico e Bortot sono in infermeria e Zubin, acciaccato, sarà solo in panchina, mentre Nichele è squalificato. Nel 4-2-3-1 di partenza, Busetto, Ilari e Petrilli giostreranno dietro l’unica punta che sarà Amirante e non Ferretti, indimenticato bomber del Chioggia ed idolo di quella curva sud che allo stadio non ci mette più piede da un pezzo. “El Rulo”, argentino che ormai parla il nostro dialetto, partirà dalla panchina, pronto a gettarsi nella mischia qualora ce ne fosse bisogno. Biglietterie chiuse. Biglietti esauriti, inutile raggiungere lo stadio senza tagliando. Disponibili gratuitamente e senza disco orario i parcheggi Actv, ex canevini e cimitero. Chiuse le due curve, non si arriva a novecento posti Non si potranno nemmeno somministrare alcolici di gradazione superiore ai quattro gradi e mezzo. Sarà comunque allestito un punto bar nella gradinata est. Si spera nel buon senso. Palla al centro alle 17, l’arbitro sarà Parrella di Battipaglia. Probabili formazioni. Clodiense: L. Tiozzo; Moretto, F. Tiozzo, Boscolo Berto, Boscolo Nata; Mazzetto, Casagrande, Piaggio; Pelizzer; Matroianni, Santi. A disposizione: Okroglic, Carlucci, Boscolo Gnolo, Siega, Olivieri, Boscolo Gioachina, Pitteri, Cigna, Isotti. Allenatore: Pagan. Biancoscudati Padova: Petkovic; Dionisi, Sentinelli, Nicolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Busetto, Ilari, Petrilli; Amirante. A disposizione: Cicioni, Degrassi, Tomassen, Mattin, Fenati, Zubin, Aperi, Pittarello, Ferretti.

Ore 11.10 – Probabile formazione Padova (Gazzettino): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Ilari, Petrilli, Dionisi; Amirante.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Nella rifinitura effettuata ieri nell’orario della partita Parlato ha provato gli ultimi meccanismi. Squalificato Nichele, assenti gli acciaccati Cunico e Bortot, tutti gli altri sono a disposizione incluso Zubin. La lista dei diffidati è lunga (Petrilli, Amirante, Ferretti, Degrassi, Salvadori), ma non condizionerà le scelte del tecnico. «I ragazzi hanno recuperato le energie dopo la gara di sabato, ma i problemi potrebbero uscire negli ultimi venti minuti per entrambe le squadre». Busetto, che tra l’altro è di Pellestrina, potrebbe fare il rientro come terzino destro dopo il lungo infortunio al ginocchio. «Se optassi per lui potrei fare giocare gli attaccanti vecchi come ho sempre fatto, se penso invece più a Dionisi cambia totalmente». Senza dimenticare che c’è anche l’alternativa con Salvadori a destra e Degrassi a sinistra per non alterare gli equilibri. E Dionisi ieri è stato provato anche più alto sempre a destra. Dopo ciò che è successo a Petkovic nella partita con il Dro e la relativa doppia sostituzione, come si comporterà con i portieri? «Li convoco tutti e tre. Portarne due in panchina? Può essere, vediamo».

Ore 10.50 – (Gazzettino) «Ripeto, affrontiamo una formazione organizzata che attraversa un ottimo momento. Dobbiamo stare attenti anche perchè il campo è stretto e si può battere subito il fallo laterale. La Clodiense gioca veloce e sa tenere il palleggio. Tutto si baserà sull’attenzione: chi l’avrà andando a guardare anche il pelo nell’uovo porta a casa la partita. Poi ci vogliono anche fame e gamba giusta». Come va affrontata la Clodiense ? «Se li fai giocare ti possono creare difficoltà, se chiudi gli spazi e sei bravo a ripartire puoi fare loro male. E comunque hanno preso diciannove gol in casa, non sono pochi, ma ne hanno fatti anche uno più di noi. Quindi sono bravi». Il Padova scenderà in campo alle 17 conoscendo già il risultato dell’Altovicentino: può essere o meno un ulteriore motivo di pressione? «L’anno scorso loro hanno giocato in anticipo otto gare e alla lunga questo pesa sulla testa. Dobbiamo essere bravi a pensare solo a noi e concentrarci sulla nostra partita». Quattro punti tra Clodiense e Sacilese lo considererebbe un buon bottino? «Pensiamo alla Clodiense e concentriamoci a fare la prestazione. Qui si dà per scontato che vinciamo sempre, e non è così».

Ore 10.40 – (Gazzettino) Il Padova vuole farsi con qualche giorno d’anticipo il regalo di Pasqua e dare un altro segnale di forza al campionato. La trasferta a Chioggia può essere letta come un esame di maturità in vista della conquista della Lega Pro, tenendo conto che mancano sei gare al termine della stagione: allungare la serie positiva al “Ballarin” avvicinerebbe ulteriormente i biancoscudati al traguardo. Davanti ci sarà un avversario che, proprio come la truppa di Parlato, è tra i più in forma del momento come dimostrano i tredici risultati utili consecutivi (imbattuto nel 2015) con tanto di fresca vittoria al Rocco di Trieste. «Sinceramente sono stati molto bravi a vincere lì – esordisce Carmine Parlato – ed è un motivo ulteriore per tenere le antenne dritte. Affrontiamo una squadra in salute. Da parte mia non c’è paura nei loro confronti, ma grande rispetto come per tutti gli avversari». Tra l’altro all’andata (1-1) la Clodiense è stata una delle squadre che più ha messo in difficoltà il Padova sul piano del gioco. «Al di là della loro bravura, ci eravamo un po’ addormentati e non facevamo le cose, ma con il tempo siamo migliorati».

Ore 10.30 – (Gazzettino) A Chioggia oggi pomeriggio si registrerà il “tutto esaurito”, ma questa volta il dato è relativo e lascia comunque un po’ di amaro in bocca dal momento che lo stadio “Aldo e Dino Ballarin”, in grado di contenere quasi quattromila spettatori, sarà limitato a poco meno di 900 posti, con le due curve chiuse in quanto inagibili e gli altri settori con capienza limitata per motivi di sicurezza. Di sicuro i botteghini saranno chiusi e potrà raggiungere lo stadio solo chi è munito del biglietto. Al popolo biancoscudato è stata assegnata la gradinata est (480 posti esauriti in meno di un’ora), mentre nella tribuna centrale vi saranno i rimanenti spettatori tra cui i tifosi padovani che nei giorni scorsi hanno acquistato il tagliando direttamente a Chioggia. Resta il dubbio sulla possibile presenza, peraltro già annunciata, di tifosi senza biglietto e sulle decisioni che verranno prese per queste situazioni. L’auspicio è che il buon senso prevalga in tutte le componenti per fare in modo che quella di oggi sia solo una piacevole e colorata giornata di sport. È stata infine infine prevista una serie di misure legate alla viabilità e ai parcheggi che nell’occasione saranno gratuiti e senza disco orario. I tifosi padovani potranno utilizzare quello Actv vicino al cimitero per poi entrare dalla stradina dove si trovano una banca e le poste e transitare sotto la curva sud. A disposizione pure i parcheggi ex Canevini e Borgo San Giovanni. Dalle 15 alle 19.30 chiuse le strade adiacenti allo stadio, con eccezione per chi possiede il biglietto.

Ore 10.10 – Probabile formazione Padova (Mattino di Padova): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Dionisi, Ilari, Petrilli; Amirante.

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Busetto rientra? «È a buon punto e potrebbe partire dall’inizio. Ma soprattutto, essendo un ’96, è da lui che poi dipende qualche altra scelta nell’undici titolare: con Busetto potrei far giocare gli attaccanti “vecchi”, come al solito; se invece scelgo Dionisi, devo cambiare qualcosa dalla metà campo in su. A meno che non sia lo stesso Dionisi ad alzarsi». Nel fare la formazione, terrà d’occhio anche i tanti diffidati? «No, personalmente non faccio mai i conti delle possibili squalifiche. Con sei diffidati (Ferretti, Amirante, Bortot, Salvadori, Degrassi e Petrilli, ndr) il rischio di ritrovarci diversi assenti è concreto, l’importante è tenere gli occhi aperti e stare attenti». Chioggia e Sacilese: 4 punti sarebbero un risultato soddisfacente per lei? «L’importante è pensare alla Clodiense, ma effettivamente dopo la Sacilese potremo farci un’idea di ciò che accadrà da qui alla fine. Innanzitutto cerchiamo di trascorrere una buona Pasqua, per farlo serve la prestazione: qui si dà per scontato che il Padova vinca sempre, e non è affatto così semplice». Conoscerete già il risultato dell’Altovicentino, che gioca alle 15: è un vantaggio? «Vorrei che scendessimo in campo pensando solo a noi stessi, ma so già che in un modo o nell’altro il loro risultato arriverà nello spogliatoio prima della gara…».

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Qual è il segreto dell’avversario, imbattuto dal 14 dicembre? «È una Clodiense in salute, organizzata e che gioca bene: arrivano a questo impegno da 13 gare utili consecutive, ma noi non dobbiamo dimenticare anche la nostra, di forza. Da parte mia c’è rispetto nei loro confronti, ma nessun timore. Sul campo saremo nemici». All’andata fu la squadra che vi mise maggiormente in difficoltà all’Euganeo. «È vero, ma in quell’occasione, al di là della loro bravura, eravamo stati noi a non fare ciò che avremmo dovuto, come fossimo un po’ addormentati. Da quella gara siamo migliorati sotto questo punto di vista, e i risultati si sono visti». Qual è la tattica più giusta per affrontarli? «Se li facciamo giocare, ci possono creare diversi problemi, ma se chiudiamo loro gli spazi, e ripartiamo, possiamo far male anche noi. La Clodiense in casa ha subìto 19 gol, e non sono pochi, ma di contro ne ha segnato uno più di noi». Come sta il Padova? «Abbiamo recuperato in fretta le energie, magari negli ultimi 20 minuti potrebbe uscir fuori qualche difficoltà, viste le temperature, ma penso che ciò avverrà anche per gli avversari. Non abbiamo Cunico e Bortot, ma Zubin è disponibile».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) Dieci giorni di fuoco per dire al campionato, e soprattutto a se stessi, se questo Padova sarà in grado di fare la voce grossa sino alla fine e strappare la promozione, magari con qualche turno d’anticipo. Una bella percentuale sulla possibilità di festeggiare prima del 10 maggio passa per di qua: tra Chioggia, oggi alle 17, e Sacilese, fra 10 giorni all’Euganeo, i Biancoscudati arrivano alla prova del fuoco. Allo stadio Ballarin, scortata dai suoi 500 tifosi, la capolista affronta la formazione del momento, imbattuta da dicembre e quarta in classifica. Ma dal canto suo, pur senza capitan Cunico, che rientrerà domenica 12, e Bortot (che si è stirato di nuovo due giorni fa e ne avrà per qualche settimana ancora), il Padova non può dimenticarsi di essere la prima della classe, lanciata verso la Lega Pro e chiamata all’ennesima prova di forza. «Attenzione, fame e gamba: queste sono le qualità che ci serviranno», l’avvertimento di Carmine Parlato alla vigilia. «Ma sarà soprattutto l’attenzione a fare la differenza». È la gara più dura di questo finale di torneo? «Dovremo stare attenti: il campo è stretto, loro giocano veloci e tengono bene il palleggio. Devo essere sincero: la Clodiense è stata davvero molto brava a vincere a Trieste domenica scorsa, non pensavo sarebbe stato facile per loro espugnare il “Rocco”, un motivo in più per farci tenere le antenne dritte».

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) È sicuro che Ripa La Fenadora-Biancoscudati Padova del 3 maggio si giocherà a Feltre. Qui sono attesi tantissimi tifosi biancoscudati e l’iter per lo spostamento della sede della gara da Pedavena a Feltre è già stato avviato. In attesa dell’omologazione dello “Zugni Tauro” alla serie D, ieri in Prefettura a Belluno c’è stato un vertice con il vicario del prefetto, il questore Michele Morelli, il delegato provinciale della Figc Orazio Zanin, le società Ripa La Fenadora e Feltrese con i loro presidenti e una delegazione del Padova. È sul numero degli ospiti che si concentra l’attenzione, perché mille sono i posti a disposizione e non si deroga. I biglietti a disposizione dei padovani andranno sostanzialmente tutti in prevendita e i supporter dovranno evitare di partire in massa senza avere la certezza del posto.

Ore 09.00 – Probabile formazione Padova (Corriere del Veneto): Petkovic; Busetto, Sentinelli, Niccolini, Salvadori; Segato, Mazzocco; Dionisi, Ilari, Petrilli; Amirante.

Ore 08.50 – (Corriere del Veneto) La Clodiense viene da 13 risultati utili consecutivi e nel girone di andata a livello di qualità del gioco espresso fu forse la squadra più dura per il Padova: «Da parte mia – chiarisce il tecnico campano – c’è rispetto ma non paura. All’andata ci misero molto in difficoltà, soprattutto nella prima parte della partita. È una squadra organizzata e dovremo essere attenti a quello che facciamo nel corso dei novanta minuti, sarà importante avere un livello di concentrazione molto elevato». La formazione è ancora un rebus, tanto che lo stesso Parlato ha ammesso di «non avere ancora deciso un paio di cosette». Le certezze sono le assenze di Cunico, Bortot e Nichele, il resto potrebbe riservare qualche sorpresa. Il tutto mentre a Chioggia lanciano il guanto di sfida: «Proveremo a fare lo sgambetto alla capolista – sorride il presidente Ivano Boscolo Bielo – vogliamo essere protagonisti fino in fondo». Scalpita l’ex di turno Gustavo Ferretti, che tuttavia non è certo di essere schierato nell’undici titolare, Zubin è recuperato ma ha fatto soltanto due allenamenti, Dionisi pare in forma e potrebbe scalzare qualche compagno di squadra che ultimamente ha giocato di più. Tutte ipotesi, almeno per ora. La notte porta consiglio, si dice in questi casi.

Ore 08.40 – (Corriere del Veneto) Sarà a tutti gli effetti un giovedì di passione quello che concentrerà le proprie attenzioni su Chioggia oggi pomeriggio a partire dalle 17. L’Aldo e Dino Ballarin sarà tutto esaurito in ogni ordine di posto per il big-match prepasquale fra Clodiense e Padova, ma l’attenzione è molto alta anche per possibili situazioni di tensione e scontri fra opposte tifoserie. Nonostante le smentite, continuano a circolare voci inquietanti circa presunti regolamenti di conti che sarebbero in programma a due passi dal litorale e per questo la guardia è alta da parte delle forze dell’ordine. Sono stati, infatti, venduti in poche ore gli 888 biglietti messi a disposizione considerata la capienza ridotta dello stadio posto sulla riva del Lusenzo e che accoglierà una sorta di mini-invasione di sostenitori biancoscudati in arrivo con ogni mezzo dalla città del Santo. Il Padova guida la classifica con 69 punti, la Clodiense è quarta a quota 49, serve un successo per scacciare il ronzare senza sosta dell’AltoVicentino tenendo la più diretta concorrente a una distanza di sicurezza. Fra l’altro si giocherà conoscendo il risultato della rivale. Carmine Parlato sbuffa: «Lo scorso anno a Pordenone è successo cinque volte, ma i ragazzi furono bravi a respingere la pressione. Certo è che non credo sia un vantaggio per noi, qualsiasi sia il risultato dell’AltoVicentino, perché in qualche modo, magari inconsciamente, se ne può venire condizionati».

Ore 08.38 – Serie D girone C, il prossimo turno (ventinovesima giornata, giovedì 2 aprile, ore 15.00): AltoVicentino-Fontanafredda, Clodiense-Padova (ore 17.00), Dro-Giorgione, Kras Repen-Mezzocorona, Legnago-Belluno, Montebelluna-Tamai, Sacilese-ArziChiampo, Union Pro-Triestina, Union Ripa La Fenadora-Mori Santo Stefano.

Ore 08.36 – Serie D girone C, la classifica aggiornata: Padova 69, AltoVicentino 61, Sacilese 53, Clodiense 49, Belluno 48, ArziChiampo 45, Union Pro 40, Montebelluna e Union Ripa La Fenadora 37, Fontanafredda e Legnago 36, Tamai 34, Giorgione 30, Dro e Triestina 26, Kras Repen 25, Mori S. Stefano 14, Mezzocorona 12.

Ore 08.33 – Serie D girone C, i risultati della ventottesima giornata: ArziChiampo-Kras Repen 2-1, Belluno-Sacilese 1-3 (giocata ieri), Fontanafredda-Union Ripa La Fenadora 1-1, Giorgione-Legnago 0-1, Mezzocorona-AltoVicentino 0-2, Mori S. Stefano-Montebelluna sospesa al 14′ st sullo 0-0 a causa di un infortunio occorso all’arbitro, Padova-Dro 2-0 (giocata ieri), Tamai-Union Pro 2-0, Triestina-Clodiense 1-2.

Ore 08.32 – Se non lo hai ancora fatto, regalaci un “mi piace” e diventa fan della pagina facebook di Padovagoal a questo link. Per te tante foto esclusive e tanti contenuti imperdibili dall’universo Padova e dal mondo Cittadella lungo tutto il corso della giornata.

Ore 08.30 – Ringraziamo anche oggi i nostri sponsor Box Uomo, Black Bell Tattoo, Maglietteveloci.it, Studio Pignatelli Netstore, InterBrau Birra Antoniana, Agenzia fotografica Zangirolami, Piccolo Teatro Padova, Padovanuoto e Columbus Thermal Pool perché rendono possibile questa diretta.

E’ successo, primo aprile: rifinitura per i Biancoscudati, alzno bandiera bianca Bortot e Cunico.

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