Real Vicenza, Diquigiovanni annuncia la chiusura dell’attività: “Fino al 30 giugno sono qui se a Treviso cambiano idea, altrimenti è finita “

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Dopo tanta attesa e tanta incertezza, finalmente al quartier generale del Real Vicenza arrivano notizie ufficiali. Il presidente Lino Diquigiovanni e la figlia Barbara hanno annunciato la chiusura dell’attività del club biancorosso: “Lo scopo di questa conferenza stampa – ha spiegato Diquigiovanni – è di chiarire una volta per tutta la situazione che si è creata. Quando sono partito col Real Vicenza, avevo deciso di dedicare dieci anni a questa realtà. Cinque anni fa ho avuto un ictus e forse il calcio mi ha salvato la vita visto che allo stadio c’era un’ambulanza vicino a me. A livello fisico penso di aver perso il 70% di quello che avevo inizialmente, per me è stato tutto molto pesante. Credo di essere un uomo di sport, lo sport per me è stato come l’ossigeno. Mi piace lottare per vincere e ho ottenuto risultati impensabili creando il Real Vicenza. Ho trattato a lungo il Vicenza, ma non c’erano i presupposti per arrivare a un’intesa. Abbiamo fatto un girone di andata straordinario, eravamo primi, poi nel girone di ritorno siamo stati quintultimi. Alla fine della stagione ho salutato tutti i ragazzi, mi sono complimentato con loro anche per la Coppa disciplina. C’erano tre alternative: chiudere, cedere la società o fare qualcosa di importante altrove, magari ripartire e tentare un altro anno”. E qui entra in scena il Treviso: “Si era aperta questa opportunità a Treviso. Mi hanno chiamato per un calciatore e mi hanno prospettato di fare qualcosa di importante a Treviso. All’inizio ero scettico, poi l’idea mi è piaciuta e ho pensato che si poteva fare qualcosa di importante. Ho avuto due incontri con sindaco e assessore, si poteva fare un campionato e far il derby col Padova, col Venezia e col Cittadella ma non mi hanno capito. Fare calcio sono per me non ha più senso, la mia proposta non è andata in porto a Treviso. Abbiamo 5-6 giocatori sotto contratto, adesso si stanno preoccupando e ieri li ho chiamati per comunicargli la mia decisione. Ho parlato coi ragazzi e ho mandato loro un messaggio dettato per telefono. Ci fermiamo: si aprono due soluzioni. Se qualcuno vuole prendersi la categoria sono qui, ma credo ci siano ben poche possibilità. Se il Comune di Treviso cambia idea, fino al 30 giugno sono qui. Partiamo da una base importante. Se non dovesse presentarsi nessuno qui chiudiamo l’attività nel professionismo, resterà qualche attività aperta nei dilettanti con le giovanili. Mi hanno chiamato da Benevento, Venezia, Trieste, Mantova, anche da Padova mi hanno chiamato ieri, Brescia e l’unica dove avrei fatto qualcosa come Treviso mi ha rifiutato. Con Dalle Rive non ci sono possibilità di dare il titolo, sarebbe come continuare tutto quello che stiamo facendo adesso. Dopo 57 anni di sport mi posso fermare, posso anche dire di essere stanco”. Sulla possibilità di acquistare il Vicenza Calcio: “Sono già stato dentro quando c’era Dalle Carbonare, ma col Vicenza basta. Rilevare la società? Non credo ci siano le possibilità, probabilmente non era nel mio destino. È difficile da dire, al momento direi di no, ma non posso dire con certezza che domani le cose non cambino. Per dire che il Vicenza è messo male bisogna avere le carte ufficiali, ma hanno sette vite. Il titolo sportivo? Qualcuno si potrebbe presentare, chi lo può sapere? Di certo ho in mano un titolo sportivo in Lega Pro. A Treviso il sindaco non voleva rogne, è pazzesco che abbia rifiutato questa possibilità. Gli avevo chiesto solo lo stadio, gli portavo due milioni e chiedevo solo il Tenni. Ho presentato un programma scritto, magari il problema erano alcuni tifosi che non mi volevano, mentre altri mi volevano. Si poteva fare Real Biancocelesti il primo anno, poi sarebbe diventato Treviso con la categoria in mano. A Padova l’anno scorso sono andati in 2000 in piazza per manifestare le proprie idee e hanno fatto sentire la loro voce. A Valdagno? Non c’erano le condizioni per lo stadio, ero andato a vedere ma non c’era la determinazione di sistemare l’impianto dell’illuminazione. Il Comune di Valdagno? Ha ottenuto 800mila euro di contributi, adesso sistemeranno lo stadio che avrebbe 12mila posti e non avranno magari neanche l’Eccellenza. Dalle Rive? Domani può andare via, non ha neanche una convenzione per lo stadio Dei Fiori. Se l’AltoVicentino fosse andato in Lega Pro sarebbe andato via da Valdagno. Tornare nel ciclismo? Non dico niente ma potrebbe anche essere, non saprei. Me lo hanno anche chiesto, mai dire mai”

(In aggiornamento)

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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