Calcio, aumentano le violenze negli stadi e le aggressioni agli arbitri , diminuiscono all’esterno

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REPUBBLICA.IT (A. CUSTODERO) – Aumentano le violenze all’interno o nelle immediate vicinanze degli stadi durante il campionato dei professionisti (serie A, B e Lega Pro). Diminuiscono devastazioni, aggressioni e episodi di vandalismo all’esterno: sui territori cittadini, presso i caselli e gli autogrill autostradali. I Daspo nel calcio sono stati 2160, contro i 3 del rugby. Le curve sono per la maggior parte di destra, e gli arbitri aggrediti sono stati 600, dei quali 181 sono finiti in ospedale. Sono queste le novità più significative del “rapporto annuale” dell’Osservatorio sulle manifestazione pubbliche, sportive e non.

“La stagione 2014-15 presenta un trend negativo”, ha detto il capo della Polizia Alessandro Pansa. “Rispetto all’anno precedente è aumentato il numero di feriti sia tra le forze dell’ordine che tra gli steward, a fronte di un massiccio di forze dell’ordine – quasi 77mila agenti in serie A – diverso è invece l’inizio della stagione in corso (2015/2016) ove si riscontrassi un bilancio positivo ed un calo dei feriti”, ha concluso il prefetto Pansa.

Per garantire l’ordine pubblico durante il campionato calcistico, il numero degli operatori delle forze dell’ordine impiegate per gli incontri di calcio risulta aumentato del 14,8% (da 185.686 a 213.166. In serie A, B e Lega Pro, il numero degli uomini in divisa è cresciuto del 12,2% (da 154.410 a 173.278), si legge nel rapporto.

Prima applicazione Daspo internazionale. A un anno dall’entrata in vigore della legge che ha inasprito le norme contro le tifoserie violente dopo la morte del tifoso napoletano Ciro Esposito (coinvolto a maggio negli incidenti di Roma prima della finale di Coppa Italia), a essere colpito dal primo provvedimento di Daspo internazionale è stato, qualche settimana fa, un tifoso livornese. Il questore ha punito un ultrà che a Cannes, nel luglio scorso, durante l’amichevole Olympique Marsiglia – Livorno, ha lanciato all’interno dello stadio un candelotto fumogeno. Il questore di Napoli ha avviato – ma la procedura è ancora in corso – l’istruttoria per comminare il Daspo internazionale a tre tifosi partenopei arrestati per rissa in Danimarca il 22 ottobre durante la partita di Europa League, Midtjylland-Napoli.

Firenze, il Daspo di Gruppo. Il dato rilevante di un aumento del 247% dei Daspo comminati dalla Questura di Firenze nella passata stagione calcistica 2014/2015 rispetto alla precedente è determinato da un Daspo di Gruppo emesso dal Questore di Firenze il 27 settembre 2014 a carico di 79 tifosi del Brescia che si erano scontrati (mentre si recavano ad assistere a Perugia-Brescia) con tifosi del Verona (che si recavano ad assistere ad Roma-Verona) presso l’area di servizio Chianti sud in provincia di Firenze). Al contrario, il forte decremento del 90% dei Daspo comminati dalla Questura di Livorno nella passata stagione calcistica 2014/2015 rispetto alla precedente è determinato da circa 100 Daspo comminati dal Questore di Livorno il 20 ottobre 2013, in occasione della partita Livorno-Sampdoria, a carico di tifosi della Sampdoria che si erano presentati allo stadio di Livorno senza essere muniti, come prescritto, della “tessera del tifoso”.

Campionato di calcio: in calo i Daspo (2160 contro 2472). Relativamente alla stagione sportiva 2014-2015 sono stati irrogati 22385 Daspo (di cui 2160 relativi al calcio), rispetto ai 2472 adottati in quella precedente 2013-2014 (di cui 2346 relativi al calcio), con un decremento pari al 9,5%. I calciatori colpiti da Daspo sono stati 54, i dirigenti sportivi 37, i bagarini 19. E poi un dirigente di impianto sportivo, e un giudice di gara.

I Daspo totali. La rilevazione statistica effettuata al 30 giugno 2015 evidenzia che, sull’intero territorio nazionale, risultano attivi 5040 Daspo, di cui 4848 emessi in occasione di partite di calcio, 94 nel basket, 21 nell’automobilismo, 17 nel tennis, 15 nel motociclismo, 14 nel calcetto, 10 nell’hockey, 6 nel pugilato e pallavolo, 3 nel rugby, 2 nella pallamano e nell’ippica, 1 nel ciclismo e nella pallanuoto. La metà dei Daspo viene inflitta a uomini tra i 18 e i 30 anni.

I motivi dei Daspo. La stagione sportiva è stata caratterizzata dalla irrogazione di 1769 provvedimenti conseguenti alla commissione di reati specifici (fatti criminosi compiuti in occasione di partite di calcio o in contesti direttamente riconducibili agli incontri sportivi), mentre ne sono stati irrogati 276 quale misura di prevenzione, 85 a titolo di pena accessoria dall’autorità giudiziaria e 30 nell’ambito dell’attività di contrasto alla xenofobia (Legge Mancino). Una sentenza del tribunale de La Spezia ha stabilito che la violazione dell’obbligo di firma all’interno di una Daspo giudiziale non è reato.

Più diffide nelle serie minori. Nella stagione sportiva appena conclusa, come in quelle passate, i fatti violenti che hanno determinato l’emissione di diffide hanno riguardato essenzialmente partite relative alle serie minori del campionato, rispetto alla serie A e B. Tuttavia, anche se in termini assoluti i fatti che hanno determinato l’emissione di diffide hanno riguardato soprattutto partite disputate nelle serie minori, dal confronto dei dati con il numero di partite di calcio disputate, si rileva una leggera prevalenza delle emissioni di diffide nell’ambito della Serie A, che registra una media di poco più di un Daspo a partita.

Le tifoserie più colpite dai Daspo. Dall’analisi delle tifoserie maggiormente colpite dai provvedimenti, si evidenzia che, nel corso del campionato appena
concluso, risulta che i più colpiti dalle diffide sono i tifosi del Bari, Roma, Brescia, Juventus, Napoli, Verona, Reggina, Atalanta e Salernitana. Dal trend dei Daspo dell’ultimo triennio, il record delle più colpite spetta alla Juventus (93,6), seguita dal Napoli (72) e dalla Roma (64).

Tifoserie più astiose. Nel 72% dei casi è ancora l’astio tra le tifoserie la causa principale degli scontri, seguita dalla conflittualità con le forze dell’ordine (23%). Nella stagione sportiva 2014 – 2015 le tifoserie che si sono dimostrate particolarmente astiose sono quelle della Lazio (coinvolta in 5 episodi di
violenza su un totale di 57), Brescia (4 episodi), Ascoli e Roma (3 episodi).

Molti arresti tra tifosi stranieri. I 246 tifosi arrestati sono riconducibili a 58 tifoserie tra queste emergono quelle del Feyenoord (35 arrestati), della Croazia (17) e della Dinamo Minsk (13) a conferma delle particolari criticità che in questa stagione sono state registrate negli incontri internazionali. Tra le squadre che militano nei campionati professionistici Juventus e Roma hanno il numero maggiore di tifosi arrestati (10).

A Bari il record di denunce. Per quanto concerne i 1.306 tifosi denunciati si segnalano le tifoserie del Bari, Brescia, Roma e Napoli, rispettivamente con 102, 98, 59 e 50 tifosi indagati.

Bombe carta, fumogeni e petardi negli stadi. L’ultimo campionato 2014 – 2015, ha registrato un incremento medio del 4,5% degli incontri con feriti. Un lieve aumento rispetto al passato. Ma se si guarda il dato relativo ai soli campionati professionistici (serie A, B e Lega Pro), l’incremento diventa preoccupante, essendo del 22%. “Ciò ha dimostrato – si legge nella relazione dell’Osservatorio – un vero e proprio salto di qualità nel livello di pericolosità, con un aumento degli atti illegali all’interno degli impianti, specie dovuto al largo uso di artifizi pirotecnici”.

Criticità in aumento nelle adiacenze degli stadi. Lo stadio, grazie alle misure organizzative introdotte, presenta il livello minimo di criticità. Infatti sono solo il 12% gli episodi che si registrano all’interno degli impianti. Mentre le adiacenze rimangono il punto più delicato per la gestione dei servizi di ordine pubblico con il 68% degli episodi. Sempre meno gli scontri durante le gare (5%) quando le tifoserie sono ben divise tra loro. Le fasi di afflusso, con il 55% degli scontri, e di deflusso, con il 40%, sono i momenti più critici nella gestione dell’ordine pubblico.

Criticità in calo lontano dagli stadi. “L’ultimo campionato, rispetto al precedente, fa registrare una contrazione dei casi di turbativa all’ordine pubblico, con un decremento delle situazioni critiche nelle zone esterne agli impianti e sul restante territorio cittadino interessato alle competizioni calcistiche”. “Trend positivo – commenta il Viminale – confermato anche negli ambiti stradali e ferroviari, ove si evidenzia l’assenza di incidenti significativi ed un ridottissimo numero di episodi di intemperanza”.

Feriti tra civili, aumentano nel campionato professionisti. “Mentre in serie A, B e Lega Pro risultano aumentati i feriti tra civili del 18% (da 69 a 82), il dato medio riferito al totale delle gare monitorate registra una forte diminuzione, pari al 26,5% (da 142 a 125).

Feriti tra le forze dell’ordine, in aumento il dato complessivo. “Indicazioni contrastanti si rilevano dall’analisi dei dati relativi ai feriti tra i civili: mentre in serie A, B e Lega Pro risultano aumentati del 18% (da 69 a 82), una forte diminuzione, pari al 26,5% (da 142 a 125) si registra nel dato riferito al complesso delle gare monitorate. Tale dato comunque è fortemente condizionato dal negativo andamento di una sola gara (Roma- Feyeenord) che ha fatto registrare ben 39 feriti”.

Feriti tra gli steward in calo. “Prendendo in considerazione i feriti tra gli steward si registra, invece, un trend in diminuzione, sia considerando le sole gare di A, B e Lega Pro, (-25,9%, da 27 a 20), sia se si contemplano tutte le altre gare dei tornei ove è previsto il loro impiego, (incontri internazionali,Tim Cup, Coppa Italia Lega Pro), ove si assiste ad una diminuzione del 10% (da 40 a 36)”.

Aumentano gli arrestati. “Sul fronte delle attività di contrasto, mentre i denunciati risultano in contrazione, sia complessivamente (-16,9%), che nelle sole
serie professionistiche (-26,3%) gli arrestati sono in controtendenza nel quadro generale con un incremento del 53% (da 160 a 246)”.

Criticità in serie B e Lega Pro. Durante il campionato 2014-2015 (2.732 incontri di calcio), rispetto alla stagione precedente, si è riscontrato un netto miglioramento degli indici in serie A mentre in serie B e Lega Pro si è registrato un incremento delle criticità.

Partite internazionali, gli olandesi i più violenti. La situazione peggiore si è registrata negli incontri di Europa League, ove in una sola gara “Roma –
Feyenoord” si sono verificati scontri, prevalentemente provocati dai tifosi olandesi, che hanno causato il ferimento di 39 operatori delle forze dell’ordine e 5 tifosi.

Calano club e supporter. In Italia risultano attivi 382 club (a fronte dei 403 censiti nel campionato 2013/2014), composti da circa 39.600 supporter (a fronte dei 40.260 del precedente campionato).

Digos: tifoserie di estrema destra in maggioranza. Secondo le indagini della Digos, tra questi club, 151 (a fronte dei 155 del campionato 2013/2014) hanno manifestato un orientamento politico. In particolare, 40 gruppi risultano orientati su posizioni di estrema destra (a fronte dei 46 del campionato 2013/2014), 21 su posizioni di estrema sinistra (20 nel 2013/2014), 45 hanno assunto una generica connotazione di destra (47 nel precedente campionato), 33 genericamente di sinistra (32 nel 2013/2014), mentre 12 sodalizi hanno manifestato una ideologia c.d. “mista” caratterizzata dalla presenza di esponenti sia di estrema destra che di estrema sinistra (10 nel campionato 2013/2014). Con riferimento invece alla consistenza numerica, 17.502 tifosi circa risultano appartenere a gruppi “politicizzati” (a fronte dei 17.312 censiti nella stagione calcistica 2013/2014).

Razzismo negli stadi. Per quanto riguarda il fenomeno del razzismo negli stadi, nel campionato 2014/2015 si sono verificati 28 episodi, 23 dei quali si sono manifestati in cori razzisti, perlopiù nel noto verso scimmiesco (uh-uh) rivolto ai giocatori di colore (per i quali sono stati denunciati 11 tifosi).

Seicento arbitri aggrediti. La stagione appena conclusa ha registrato 600 episodi di violenza a danno degli ufficiali di gara, dei quali 181 hanno richiesto il ricorso a cure sanitarie. I 600 episodi sono spalmati da Nord a Sud lungo lo stivale in maniera abbastanza uniforme anche se solo la Sicilia detiene il primato negativo di 128 casi. Oltre il 30% dei giudici di gara aggrediti ha fatto ricorso alle cure mediche. Più dell’82% delle violenze subite sono “fisiche gravi”. Di queste, 60 sono state consumate ai danni di ragazzi di 16/17 anni e 15 hanno riscontrato da 2 a 30 giorni di malattia. L’andamento non è legato alla singola regione o all’ubicazione sul territorio, ma la problematica è comune a livello nazionale. I calciatori incidono con il 69% sul totale delle violenze ed i dirigenti con il 24%. I terzi hanno un’incidenza del 13% sugli episodi violenti.




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