Padova-Modena, l’analisi del “Gazzettino”

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E sono tre di fila. Dopo essersi sbarazzato di Reggiana e Santarcangelo, il Padova non ha fatto sconti anche al Modena, scalando ulteriormente la classifica e portandosi a tre punti dalla vetta. A decidere la sfida dell’Euganeo la prima rete in maglia biancoscudata dell’argentino Alfageme. Una vittoria meritata, che poteva e doveva essere più netta nel punteggio, a certificare la continua crescita della truppa di Brevi, lontanissima parente di quella squadra dimessa che dopo il ko di San Benedetto del Tronto era piombata in una crisi profonda. Brava la società ad appoggiare la coraggiosa scelta del diggì Zamuner di dare ancora fiducia al tecnico nel momento più difficile della stagione, bravo l’allenatore a sfruttare l’occasione per riannodare il filo del discorso e rilanciare le quotazioni del Padova. Guai però a farsi prendere dall’euforia. Mai come ora è indispensabile restare con i piedi per terra e sfruttare l’onda positiva nel segno della consapevolezza dei propri mezzi. Tutto di marca biancoscudata il primo tempo, di fronte a un Modena preoccupato a non concedere spazi e ad esaltare le sue qualità difensive. Abbastanza spigliata la manovra d’attacco del Padova, che ha cercato sempre di sfruttare le corsie esterne: Madonna a destra e Favalli sulla fascia opposta hanno infatti sempre appoggiato lo sviluppo dell’azione, azzeccando spesso i tempi dell’inserimento. Ma anche centralmente la squadra di casa ha trovato il modo di minacciare la porta avversaria, provando a sorprendere il portiere Manfredini soprattutto con i tiri da fuori.

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(Fonte: Gazzettino, Claudio Malagoli. Trovate il resto dell’articolo sull’edizione odierna del quotidiano)




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