Live 24! Padova, secondo giorno di apparente relax: oggi i fari sono puntati sulle altre partite del girone…

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Ore 20.30 – (Il Piccolo) Arriva la sfida con il Vicenza (domani al Menti si gioca alle 20.30, arbitra Miele di Torino) e in casa alabardata potrebbe scattare una semi-rivoluzione. […] Stavolta si potrebbe iniziare già la contesa con un assetto diverso dal tradizionale 4-4-2. Prima, però, il conto degli acciaccati, che continua ad aumentare. Di Mori ancora out si sapeva già, come del resto Castiglia e Mensah continuano a lavorare a parte per cui di certo, anche se eventualmente convocati, non saranno della contesa. A questo ieri si sono aggiunti un’influenza intestinale per Meduri, che non era nemmeno presente all’allenamento, e un risentimento muscolare per Libutti, che infatti ha lavorato a parte con qualche corsetta. Recuperato invece Hidalgo che ha lavorato col gruppo. Alla luce di tutto questo, Sannino ha lavorato su un doppio modulo, o probabilmente lo stesso assetto che si plasma a seconda di fase offensiva e difensiva. La base comunque è un 4-3-3, che probabilmente in certe situazioni può diventare un 4-1-4-1 nel quale Porcari si piazza davanti alla difesa. […] Davanti al portiere (ci potrebbe essere il ritorno di Perisan), c’è ancora ballottaggio fra El Hasni e Codromaz (con leggera prevalenza del primo) per giocare accanto ad Aquaro in mezzo alla difesa. Dubbi anche sulle fasce: sulla corsia mancina Grillo sembra favorito su Pizzul, mentre visto l’acciacco di Libutti a destra potrebbe ritornare Troiani. In mezzo al campo il punto fermo è Porcari, mentre le mezzali sarebbero Bracaletti e Aquadro, stante anche il problema di Meduri. Sulle corsie esterne toccherebbe invece a Petrella e Bariti, con Arma unica punta in avanti. […]

Ore 19.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) Archiviata con una moderata soddisfazione la vittoria sul Pordenone nel secondo turno di Coppa Italia di serie C, il Vicenza di Alberto Colombo si prepara alla sfida di lunedì sera (20,30) al Menti contro la Triestina. E mentre le trattative sulla cessione della società vivono un momento di stallo (probabilmente qualche novità potrebbe arrivare nel corso della prossima settimana) si torna a parlare di calcio giocato. Il tecnico del Vicenza avrà l’intera rosa a disposizione a parte Malomo, sempre alla prese con una forte contusione a una caviglia. Colombo recupera Tassi e sta valutando se modificare lo schieramento iniziale, magari sacrificando un centrocampista per far spazio a un attaccante in più che possa affiancare Comi, quasi sicuramente preferito a Ferrari. La Triestina, reduce dal pareggio ottenuto a Bassano, si presenterà al Menti con una nutrita schiera di ex che vanno dal difensore Oualid El Hasni al centrocampista Ivan Castiglia, fino all’esterno Davide Bariti e al centravanti Rachid Arma. È una gara che manca da quasi sette anni, visto che l’ultima sfida giocata al Menti tra biancorossi e alabardati risale al 10 novembre 2010 con la vittoria 2-0 grazie ai gol di Abbruscato e Botta. «Mi ricordo benissimo quella partita e quel gol — sottolinea Stefano Botta — per la verità della mia permanenza a Vicenza non ho dimenticato niente: sono stati quattro anni molto belli in cui ritengo anche di aver disputato ottime stagioni. Ma di Vicenza ho un bel ricordo di tutto, della città, dei tifosi, e credo che sia il posto ideale per un calciatore per esprimersi al meglio delle sue possibilità». […]

Ore 18.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Ad Ascoli, visti i gol dei compagni di reparto Zigoni, Marsura e Geijo, era mancato solo Stefano Moreo all’appuntamento con il gol. Ad ogni modo è bastato attendere appena una settimana per vedere l’attaccante arancioneroverde entrare in campo e decidere la partitissima con l’Empoli dell’aggancio alla vetta della Serie B. «Una gioia bellissima, una grande soddisfazione per me e per i miei compagni, perché abbiamo battuto una delle squadre più attrezzate per la lotta che porta in Serie A il sorriso a trentadue denti del 24enne milanese Come l’abbiamo vinta? Con la testa giusta, perché per tutta la settimana ci eravamo preparati proprio per colpirli in contropiede, sapendo che difensivamente soffrivano le ripartenze in velocità». Moreo tra i cadetti è al secondo gol dopo quello di Avellino, sempre nei minuti conclusivi del match, ma stavolta il Venezia ha saputo tenersi stretto l’1-0. «In 10 giornate siamo co-capolisti con 17 punti, sicuramente stiamo tenendo un’ottima tabella di marcia. Guai però a montarsi la testa, l’Empoli ha i nostri stessi punti e ad una sola lunghezza ci sono ben 5 squadre. Siamo neopromossi, risentire il salutate la capolista che i tifosi ci cantavano sempre in Lega Pro è da brividi. Il gol? Un gran casino, mi sono fatto vedere e soffiando ho spinto la palla oltre la linea». […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Festa grande al Penzo con l’Empoli appena retrocesso dalla serie A costretto a inchinarsi di fronte a un Venezia eccezionale che vola così al vertice della Serie B. Zitto zitto e sicuramente inatteso il team di Pippo Inzaghi è salito ieri pomeriggio sul gradino più alto del podio cadetto al fianco proprio del team toscano. Una soddisfazione non di poco conto per una società che ha bruciato le tappe in due stagioni, salendo dalla serie D alla B vincendo i rispettivi campionati e conquistando anche la Coppa Italia di Lega Pro. Una dimostrazione della bontà del progetto di Joe Tacopina al quale ha contributo in maniera decisiva anche l’ex ds Giorgio Perinetti ora al Genoa e soprattutto sta dando concretezza Pippo Inzaghi che ha festeggiato nella maniera migliore la sua centesima panchina. È lui che sta dimostrando di saper gestire nella maniera migliore una squadra che continua a crescere gara dopo gara, che conferma le capacità di tenuta dietro e si dimostra capace di sfruttare le opportunità offensive quando si presentano, pur non disponendo di una grande batteria di realizzatori. La serenità e la compattezza del gruppo stanno facendo di questo Venezia il vero fenomeno delle due ultime stagioni, sempre nelle prime piazze e con una difesa da fare invidia a tutti. […]

Ore 17.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) La porta è sempre la stessa, quella del colpo di tacco di Pippo Maniero. Era il 20 gennaio 1999, diciotto anni dopo Moreo segna a 3’ dalla fine, senza grosse acrobazie, e porta il Venezia a toccare il cielo con un dito. E’ presto per parlare di paradiso, a fine partita tutti si affrettano a dire di dover restare con i piedi per terra («Martedì abbiamo un’altra partita difficile, dobbiamo dimenticarci in fretta questa vittoria e pensare alla prossima gara», dice ad esempio Sinisa Andelkovic), ma all’uscita dallo stadio è difficile non guardare sullo smartphone la classifica di serie B con il Venezia davanti a tutti, seppur a braccetto con l’Empoli. Sia chiaro, quello lagunare è stato un vero e proprio blitz in una partita che si stava indirizzando lentamente a concludersi sullo 0-0, dove nel secondo tempo le due squadre non hanno praticamente mai tirato in porta. Ma Pippo, questa volta Inzaghi, ci ha creduto fino alla fine rivoluzionando l’attacco, non a caso protagonista dell’azione travolgente che ha portato al gol vittoria. Pinato a correre sulla sinistra servito da Domizzi, Geijo sulla trequarti a «scornarsi» con Romagnoli, e Moreo a farsi trovare pronto in mezzo all’area per il passaggio del compagno che ha depositato in rete, con il brivido della deviazione del portiere. «L’ho spinta dentro con un soffio — scherza a fine gara l’attaccante — è stata un’emozione grandissima, vedere lo stadio impazzito di gioia. Chissà che i miei gol allo scadere, come lo scorso anno, portino ancora fortuna». Sognare non costa nulla, ci pensa Inzaghi, che ieri ha festeggiato le sue cento partite in panchina («Pensavo di essere un allenatore giovane ma sono già arrivato a cento», ride alla fine) a tenere tutti sulla corda: «Ci mancano 33 punti a raggiungere l’obiettivo, ci saranno momenti difficili ma li supereremo insieme». […]

Ore 17.00 – (La Nuova Venezia) Primi, seppur in coabitazione con l’Empoli. Il Venezia torna a respirare quell’aria di testa tanto cara nelle ultime due stagioni, prima in Serie D e poi in Lega Pro. «Meglio non guardare la classifica» si affretta a dire subito l’allenatore Filippo Inzaghi «perché dobbiamo raggiungere i 50 punti per essere salvi. Certo, essere lassù è una soddisfazione incredibile, dopo aver vinto contro una squadra devastante. Sono felice per i ragazzi, è una giornata importante ma non dobbiamo perdere l’umiltà». Un successo del gruppo, come sottolinea il tecnico, dove chi non gioca diventa importante. «Soligo e Mlakar erano in tribuna» continua «e assieme a Fabris non hanno mai giocato un minuto quando lo meriterebbero. A loro dedico la vittoria». Per Inzaghi, alla centesima panchina da allenatore, i tre punti sono nati in settimana. «Sono già “vecchio”» ride l’ex attaccante parlando del traguardo raggiunto «e stavolta dovevamo fare la gara perfetta: loro hanno giocatori che non hanno nulla da spartire con la categoria. I miei ragazzi si ricorderanno a lungo di questo sabato, godiamoci il successo, assaporiamolo ma da domani (oggi ndr) ci dobbiamo concentrare sul Cittadella. Sarà una partita difficile, sono organizzati e farò dei cambi».Il trio Pinato-Geijo-Moreo, entrato nell’ultima parte dell’incontro, è stato decisivo per la vittoria. «L’abbiamo meritata» dice «e Pinato ha cambiato il volto alla gara, anche se sono contento della prova di Suciu. Non ero preoccupato quando non si segnava, ho cinque attaccanti bravi». è…]

Ore 16.30 – (La Nuova Venezia) Difesa e contropiede. Difesa e contropiede. Difesa e contropiede. Esauriti i fuochi d’artificio della settimana scorsa ad Ascoli, riecco un Venezia essenziale, concreto e puntuale quanto basta per colpire nel punto giusto al momento giusto. Dunque 1-0 in faccia all’Empoli che capolista era e capolista rimane, ma ora divide la poltrona proprio con la squadra di Inzaghi. Punteggio e classifica dicono tutto, dalla contesa si può trarre anche qualche altra indicazione: per esempio, che la difesa del Venezia si sta rivelando di valore altissimo, con tre Colossi di Rodi piazzati davanti ad Audero, sicchè il capocannoniere Caputo deve rassegnarsi a toccare pochi palloni e a non pungere. Poi c’è Falzerano in versione Speedy Gonzales che fa venire il mal di testa a chi gioca sul suo lato e via via tutti gli altri che stanno facendo la loro parte. Detto questo, per onestà va sottolineato che la danza l’ha condotta l’Empoli, venuto in laguna con il chiaro intento di vincere. Possesso di palla, più di qualche verticalizzazione, quasi tutto il secondo tempo giocato nella metacampo altrui, un buon Empoli, insomma, anche se poi Audero, come il collega Provedel, non è andato oltre la normale amministrazione. Difesa e contropiede, si diceva, la scelta di Inzaghi raccoglie il premio nel finale e una parola va detta anche in favore del tecnico: il gol è di Moreo, il suggerimento di Pinato, mentre il via libera all’azione nasce da un corpo a corpo Geijo-Romagnoli. Insomma pesano sul piatto della bilancia i tre giocatori entrati a partita in corso, segno che se da una parte può starci la componente fortuna, dall’altra è anche vero chel Inzaghi ha centrato le sue mosse fino allo scacco matto del gol. […]

Ore 16.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) Esame di maturità per il Mestre, che oggi alle 18.30 affronta allo stadio Bottecchia l’imbattuta capolista Pordenone, cercando di dare continuità ai recenti risultati positivi ottenuti. Un banco di prova importantissimo per la truppa di Mauro Zironelli, nel quale non sarà ammesso il minimo errore, come spiega il capitano del Mestre Armando Perna. “Il Pordenone è una squadra molto forte, composta da tanti giocatori di qualità che stanno dando continuità a un progetto che da tre anni li vede al vertice della classifica. Sarà una partita tattica e stimolante, nella quale sarà necessaria la massima attenzione su ambedue i fronti ed un ottimo test per vedere cosa possiamo fare anche contro queste squadre”. Gli arancioneri cercheranno di cavalcare l’entusiasmo, consci di non avere nulla da perdere. “Alla fine per noi deve essere una partita come le altre, perché sappiamo bene come il nostro obiettivo sia quello di continuare a fare punti per raggiungere quanto prima la quota salvezza. La classifica è corta e continuiamo a guardare solamente dietro a noi, per questo anche oggi andremo in campo cercando di giocare un bel calcio, con l’unico obiettivo di vincere”. […]

Ore 15.40 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) E’ il giorno di Pordenone-Mestre, che non può essere una partita come le altre. Innanzitutto perché si gioca contro la capolista e poi perché Mauro Zironelli a Pordenone non è uno qualunque. Ha allenato a Sacile, avrebbe potuto allenare i neroverdi quando Carmine Parlato non era stato confermato e qualche voce c’era stato anche in estate. «E’ vero, qualche contatto con la dirigenza c’era stato — chiarisce l’allenatore del Mestre — ma niente di diretto con il presidente Lovisa. Per altro il Pordenone ha un allenatore bravissimo come Colucci, che sta dimostrando tutto il suo valore». Anticipazioni di formazione Zironelli non ne offre, però una cosa la spiega con chiarezza. Per lui il portiere è un ruolo come un altro e il turnover o i cambi potranno riguardare anche l’estremo difensore arancionero. «Chi mi ha seguito e ha seguito la mia squadra — evidenzia — sa che anche lo scorso anno i tre portieri che avevamo in rosa hanno giocato tutti. So che molti allenatori la pensano all’opposto ma io sono fermamente convinto in quello che faccio e i portieri lo sanno. Favaro ha fatto bene e con la Reggiana è stato determinante». […]

Ore 15.20 – (La Nuova Venezia) Reduce dalla sconfitta in coppa contro il Vicenza lasciando i titolari a casa, oggi alle 18.30 il Pordenone (primo in classifica) attende il Mestre per una sfida al vertice. Migliorini, vice di De Marchi analizza la partita. «Siamo pronti ad affrontare il Mestre», dice, «che, pur matricola in C, occupa il sesto posto. Questa squadra ha giocatori che in Lega D erano di prima fascia e ora sono buoni elementi in serie C. Alcuni hanno giocato con Zironelli a Sacile e conoscono a memoria idee e metodi di gioco del tecnico e questo è un ulteriore vantaggio. Neto e Perna sono forse i giocatori più rappresentativi, ma il loro vero valore è il gioco di squadra. Si muovono tutti in sincronia». Mestre votato all’attacco, Pordenone squadra più prolifica. «Entrambe le formazioni fanno calcio propositivo. Di certo, non sarà gara da zero a zero». […] PORDENONE (4-3-3): Perilli; Formiconi, Stefani, Bassoli, De Agostini; Misuraca, Burrai, Danza; Ciurria, Gerardi, Saint-Maza. A disposizione: Meneghetti, Parodi, Lulli, Nunzella, Pellegrini, Buratto, Berrettoni, Raffini, Silvestro, Magnaghi. Allenatore: Colucci.Mestre (3-4-3): Favaro; Gritti, Perna, Politti; Fabbri, Lavagnoli, Boscolo, Rubbo; Neto, Sottovia, Beccaro. A disp: Zironelli, Ayoub, Boffelli, Kirwan, Casarotto, Stefanelli, Sodinha, Bonaldi, Pozzebon, Spagnoli, Bussi, Zecchin. Allenatore: Zironelli.Arbitro: Meraviglia della sezione di Pistoia; assistenti: Mariottini della sezione di Arezzo e Nuzzi della sezione di Valdarno.

Ore 15.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Mauro Zironelli non utilizza più il 3-4-3 che affascinò tutti quando aveva piantato il tendone di Zirolandia al XXV Aprile di Sacile. Oggi usa un 3-5-2 all’apparenza meno spregiudicato. «In realtà afferma il tecnico riusciamo a costruire lo stesso numero di occasioni rischiando un po’ meno. La predisposizione al gioco d’attacco è rimasta la stessa». Questa vocazione al calcio spettacolo ha permesso al Mestre di costruirsi un pacchetto di 1400 spettatori quando gioca in casa al Mecchia a Portogruaro data l’indisponibilità del Baracca. Anche in trasferta Neto e compagni sono seguiti da un buon numero di sostenitori. Oggi al Bottecchia, secondo la società neroarancio, dovrebbero essere circa 300. Al Bottecchia però Zirolandia si ritroverà davanti la capolista del girone, candidata principale alla promozione con il Padova. «Non abbiamo mai cambiato il nostro atteggiamento in base a chi dobbiamo affrontare assicura Zironelli – Non lo faremo nemmeno contro il Pordenone. Scenderemo in campo anche questa volta per cercare di vincere. Solo che in questa occasione siamo consci che avremo davanti la squadra più accreditata alla vittoria finale, capace di castigarci a ogni nostro minimo errore».

Ore 14.40 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) L’obiettivo è uno solo: lasciarsi tutti alle spalle. Il Pordenone ha l’occasione per centrarlo nel tardo pomeriggio di oggi affrontando il Mestre al Bottecchia. Il Padova che affianca i ramarri a quota 19 ha già giocato (e vinto 1-0) venerdì con il Bassano rimasto a quota 18. La Sambenedettese (anche i marchigiani sono sul primo gradino con 19 punti) oggi riposerà. Varrà la pena di tenere d’occhio anche il match che il Renate (a quota 17) giocherà alle 14.30 con il Sudtirol. Qualora i nerazzurri dovessero vincere salirebbero a quota 20 e il Pordenone – per restare solo – sarebbe in tal caso costretto a vincere con i neroarancio. In ogni caso Stefani e compagni quando usciranno dal tunnel del Bottecchia (18.30) conosceranno già i risultati delle avversarie e potranno regolarsi di conseguenza. Le previsioni meteorologiche dicono che sarà gara bagnata. Se confermate, sarebbe un ulteriore segno della benevolenza degli dei del pallone nei confronti dei ramarri. Su un terreno pesante sarebbero favoriti i panzer di Colucci rispetto ai più agili e veloci incursori di Mauro Zironelli. «In ogni caso non abbocca Leo per aver ragione del Mestre i miei ragazzi dovranno dare il 120 percento. I mestrini giocano insieme dall’anno scorso, hanno vinto il campionato di Lega D e si conoscono alla perfezione. A un roster già buono anche per la terza serie sono stati aggiunti rinforzi di categoria. La squadra ha un ottimo tecnico e pratica buon calcio. Per questo abbiamo di loro un grande rispetto». […]

Ore 14.20 – (Messaggero Veneto) Il pragmatismo di Leonardo Colucci contro il gioco offensivo di Mauro Zironelli. Sono due filosofie agli antipodi a confronti a fare di Pordenone-Mestre, big match della decima giornata del girone B di Lega Pro: una gara che mette di fronte modalità differenti di interpretare lo sport e che arricchiscono un incontro che vale già di per sé molto. […] Colucci non ha dubbi: «Dobbiamo giocare da Pordenone per vincere la partita – afferma -. Il Mestre è una squadra che gioca a memoria, in maniera offensiva e con un tecnico molto bravo. Se riusciamo a vincere mettiamo il punto esclamativo a questo inizio di stagione». […] I veneziani confermano la squadra che ha battuto la Reggiana: 3-5-2 con in campo, tra gli altri, l’ex neroverde Lavagnoli, che torna da avversario in via Stadio (una sola stagione per lui qui, il 2012-2013 in serie D). Parte in panchina il pordenonese Spagnoli, ex Sacilese come i titolari Favaro, Gritti, Boscolo Papo, Beccaro e Sottovia. Il Pordenone dovrebbe partire col solito 4-3-2-1 ma non è escluso il 4-3-1-2 con Ciurria dietro a Magnaghi e Gerardi. Colucci ha nuovamente a disposizione De Agostini (dovrebbe giocare dal 1′) e valuterà sino all’ultimo la possibilità di convocare Berrettoni: il numero dieci neroverde proverà stamani in una speciale seduta di rifinitura. […]

Ore 13.50 – (Gazzettino) […] Roberto Venturato auspica un Cittadella sempre nella metà di sinistra della graduatoria, quella più nobile, importante, ma il trend degli ultimi tempi deve girare in fretta, a cominciare dal derby di martedì sera, perché la partita del San Nicola di venerdì ha mostrato il peggior Cittadella della stagione. Ma cosa è successo in terra pugliese? «È successo che il Bari è una bella squadra, ha qualità e grandi capacità», riconosce il tecnico. È altrettanto vero però che il Cittadella non ha fatto il Cittadella, non si è vista la squadra che si conosce e si apprezza. «Siamo stati disordinati – ammette l’allenatore – I nostro attaccanti non hanno coperto bene gli spazi e gli avversari sono stati bravi a farci muovere tantissimo sul rettangolo di gioco e ad agguantare il pareggio nel primo tempo». Nei secondi 45 minuti, il patatrac. «Abbiamo incassato gol banali, che potevamo evitare. È il nostro grande difetto del momento, che ci sta penalizzando davvero tanto». Si ripetono le stesse cose: disattenzioni in difesa, appunto, e imprecisione davanti alla porta avversaria. Sul 2-1 per il Bari, infatti, il Cittadella ha avuto la più ghiotta delle occasioni per riacciuffare il pareggio. «Potevamo fare gol con Settembrini a porta vuota, ma non l’ha messa dentro. Poteva cambiare la partita. È andata così, abbiamo giocato contro una buona squadra, noi abbiamo provato a ribattere con le nostre armi, ma abbiamo commesso troppi errori». […]

Ore 13.30 – (Corriere del Veneto) […] «Abbiamo pagato a caro prezzo i nostri errori — ha detto l’allenatore granata — purtroppo in questa categoria non ci si possono permettere certe disattenzioni. Dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto e ripartire subito. Il calendario ci offre la possibilità di riscatto già nell’infrasettimanale». In laguna, intanto, Filippo Inzaghi si gode il primato e si prepara a tentare il nuovo allungo martedì sera. «Quella con l’Empoli è stata una gara quasi perfetta, siamo stati bravissimi e compatti, pericolosi. Indubbiamente una grande partita che i miei ragazzi ricorderanno a lungo. Non mi ero mai preoccupato della sterilità offensiva, i nostri attaccanti sono tutti bravi, bisogna continuare così e il Venezia, oggi, ha meritato la vittoria». Giusto il tempo di godersela, che è già il tempo di pensare al Cittadella: «È una grande squadra — chiude Inzaghi — ed è organizzata, sarà una partita complicata contro di loro, conosciamo le insidie che ci aspettano».

Ore 13.10 – (Mattino di Padova) Questa pazza Serie B! Alzi la mano chi pensava che il Novara potesse andare a violare il “Barbera” di Palermo o che il Venezia, prossimo avversario del Cittadella martedì sera al Tombolato, potesse piegare l’Empoli, andando ad affiancarlo in vetta ad una classifica che vede 21 squadre raccolte in appena 7 punti. […] Ieri mattina il gruppo si è allenato direttamente in Puglia, diviso in due, come d’abitudine dopo una partita. In serata il rientro alla base con un volo atterrato a Venezia. Oggi allenamento mattutino al Tombolato, domani la seduta di rifinitura al pomeriggio. Scontato il ricorso al turnover per martedì: probabili i rientri di Benedetti, Bartolomei e Schenetti, possibile quello di Iori, che potrebbe giocare con una protezione, mentre davanti non è escluso l’impiego di una coppia fisicamente prestante come quella composta da Litteri e Strizzolo.

Ore 12.50 – (Mattino di Padova) Il Cittadella Primavera pareggia contro la Pro Vercelli e resta primo nel proprio girone, ma le buone notizie non si fermano qui. Ieri, sul sintetico del Tombolato, Filippo Scaglia ha disputato tutti i 90′ con i baby, tornando in campo in una partita ufficiale a distanza di 5 mesi e mezzo dall’infortunio partito contro il Vicenza nel finale della scorsa stagione. Una frattura composta della tibia, che l’ha costretto ad una lunga degenza. «Sono felice, inizialmente si parlava di due mesi di stop, ma, non essendo stato operato, i tempi biologici per il recupero si sono allungati, com’è normale che sia», spiega il difensore. «Adesso, però, sto bene e dal campo ho avuto ottime sensazioni». E non è stata certo una sgambata quella di ieri: «Il test con la Primavera mi ha aiutato molto, anche perché la Pro Vercelli ha attaccato parecchio e mi ha dato da fare. Ho avuto sensazioni positive anche a livello di fiato, non ho avuto problemi né timori nei contrasti».Quanto manca al recupero definitivo?«Ne parlerò con il mister, penso di poter rientrare tra i convocati non subito, contro il Venezia, ma magari per la partita successiva. Poi valuteremo se sia il caso di disputare un’altra gara con la Primavera».

Ore 12.20 – (Mattino di Padova) CAMPODARSEGO. Dopo la larga vittoria coi cugini dell’Abano, il “Campo” si troverà di fronte una squadra che non ha ancora espresso al massimo il suo potenziale. Il Delta Porto Tolle (già Delta Rovigo), infatti, ha 10 punti in classifica (che valgono, per ora s’intende, il decimo posto) ma una rosa degna, se non altro, della zona playoff. In Serie D, infatti, è piuttosto difficile trovare nello stesso organico giocatori del calibro di Fissore (ex dell’Atalanta in Serie A), Pasi, Alessandro e Andreetto. […] Formazione Campodarsego (3-5-2): Pirana; D. Beccaro, Leonarduzzi, Zanon; Trento, Ndoj, Caporali, Radrezza, Michelotto; Aliù, Pietribiasi. Allenatore: Fonti. ESTE. Potrà considerarsi alla stregua di un vero derby, quello fra Este e Legnago. Allo stadio “Mario Sandrin” (arbitro Stefano Milone di Taurianova) si sfideranno due squadre che, al di là della vicinanza geografica fra le rispettive cittadine, hanno pure gli stessi punti in classifica, ben 10. L’eventuale successo potrebbe valere un posto al sole fra le migliori del raggruppamento che, a questo punto della stagione, non sarebbe assolutamente da buttare. […] Formazione Este (4-3-1-2): Lorello; Pizzolato, Ferrando, Munaretto, Ostojic; Tomasini, Pozza, Boron; Rondon; Fioretti, Florian. Allenatore: Florindo. ABANO. Decisamente più delicata è la situazione dell’Abano, ultimo della classe e ancora alla ricerca della prima gioia stagionale. Sono appena due i punti finora racimolati dai neroverdi che, forse a causa dell’inesperienza, non sono mai riusciti ad imporsi (se non a sprazzi) sulle pretendenti. L’avversario di giornata a Monteortone non è dei più abbordabili (arbitro Marco Gullotta di Siracusa): l’Adriese è una formazione coriacea, ricca di talento e di non poca esperienza. […] Formazione Abano (4-3-3): Castaldo; Zanon, Manuel Cecconello, Cestaro, Tescaro; Dabalà, Carteri, Faggin; Franceschini, Mattia Cecconello, Rampin. Allenatore: Gabrieli.

Ore 11.50 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) «Evidentemente ci manca qualcosa — ammette Magi — possiamo migliorare sotto diversi aspetti, l’episodio del rigore ci ha condizionato negativamente. Fra le squadre che abbiamo affrontato fino ad ora mi è piaciuta molto la Triestina, ma il Padova ha dimostrato di avere qualità molto importanti sia fisiche che tecniche. Abbiamo provato l’arrembaggio finale, ma si vedeva che speravamo in un episodio e così ci siamo un po’ snaturati». A dir poco deluso Mattia Minesso, che nel dopogara ha esternato tutta la sua amarezza per quello che poteva essere e non è stato. Sentiva molto la partita dell’Euganeo e ha cercato in ogni modo la giocata risolutrice. « Il Padova è forte — spiega Minesso — secondo me è la favorita con il Pordenone per salire in B e ha dimostrato tutto il suo valore. Ci abbiamo provato e non credo si possa dire che abbiamo giocato male. Alla fine ha deciso un rigore ma loro hanno avuto anche altre occasioni, noi ci non abbiamo avuto la scintilla vincente. Non l’ho rivisto, l’episodio che ha deciso la partita, per cui non so dare un giudizio e poco cambia, visto che la partita l’abbiamo persa. Dobbiamo voltare pagina e reagire a partire dalla prossima partita col Renate». […]

Ore 11.20 – (Gazzettino) Davanti c’è molta concorrenza, ma lo sapevo sin dall’inizio. Sono tranquillo, e sono consapevole di poter fare ancora di più. È comunque un periodo positivo per tutta la squadra». Cinque sigilli, dicevamo. L’anno scorso in serie C ne ha realizzati otto con l’Olbia, e nella stagione precedente undici con il Prato. «Sono partito bene, e devo continuare ad andare avanti così. A Prato ne avevo segnati sette fino a dicembre, poi avevo rallentato la media. Quest’anno non voglio rallentare, ma continuare su questa strada». […]

Ore 11.10 – (Gazzettino) Ora attendiamo i risultati delle altre formazioni, fermo restando che abbiamo una gara in meno. È stato importante battere il Bassano anche perché era uno scontro diretto, e a fine campionato anche questo può contare». Anche sul piano personale è un periodo da incorniciare. «Sto bene e sono contento dei gol che ho segnato nelle ultime partite. A Teramo purtroppo non era servito per il risultato, sono senz’altro più felice di questo segnato al Bassano perché è valso il successo. Mi sono ritagliato un ruolo importante in squadra? Siamo tutti importanti.

Ore 11.00 – (Gazzettino) Cinque sigilli nelle ultime quattro partite. L’uomo della provvidenza è Alessandro Capello che anche nello scontro diretto con il Bassano ha lasciato il segno dagli undici metri (terza volta dopo Ravenna e Sudtirol) lanciando il Padova provvisoriamente in vetta alla classifica. Nel dopo gara, poi, il rientro nella sua Bologna insieme a papà Gianluca e mamma Francesca, come sempre presenti allo stadio. «Ci volevano questi tre punti dopo la sconfitta a Teramo. Avevamo bisogno di ripartire con una vittoria così importante. È valsa anche il primo posto in classifica, ed è un’ulteriore soddisfazione.

Ore 10.50 – (Gazzettino) Un tocco al volo delizioso che ha propiziato il rigore di Capello. Ma nella prestazione di capitan Pulzetti, al rientro dopo essere rimasto ai box con Sudtirol e Teramo, c’è molto di più: ossia una prestazione da autentico trascinatore della squadra. «È stata una partita molto difficile, l’importante è stato portare a casa il risultato dopo la sconfitta di Teramo. Con il Bassano era fondamentale l’atteggiamento: sappiamo che davanti al nostro pubblico troviamo sempre le motivazioni, adesso dobbiamo ripeterci su questi livelli anche fuori casa».
È stato impiegato da trequartista, ruolo peraltro ricoperto nella ripresa con il Ravenna. «Cerco sempre di dare una mano ai compagni nelle due fasi. Non stavo benissimo perché sentivo molto fastidio quando calciavo con il destro: è una tendinite con la quale devo convivere. Ripeto, abbiamo vinto una partita importante nella quale abbiamo creato molte palle gol e subito pochissimo». […]

Ore 10.30 – (Mattino di Padova) Quali le note più positive?«L’atteggiamento era giusto, abbiamo disputato un’ottima gara e creato tante occasioni da gol. Per contro si è subìto pochissimo, ed era importante non prendere gol contro una squadra forte come il Bassano: prima o poi, ormai lo sappiamo, il Padova un gol riesce a metterlo dentro. A Modena, domenica, ancora non sappiamo se si giocherà: sarà una settimana un po’ strana, temo che non lo sapremo fino all’ultimo».

Ore 10.20 – (Mattino di Padova) Il rigore decisivo è arrivato da una sua splendida giocata. Com’è nato quell’esterno al volo per Capello? «Qualcosa di simile l’avevamo preparata in allenamento. Sapevamo che il Bassano sarebbe andato in difficoltà se io avessi attaccato gli spazi: Bisoli mi ha chiesto sin dal primo giorno della settimana di giocare tra le linee, dicendomi che il loro difensore centrale non mi avrebbe seguito se mi fossi inserito tra lui e il terzino. Ed è stato così: la palla era abbastanza lunga, e per questo ho provato a metterla subito in mezzo di prima, con l’esterno. È andata benissimo». […]

Ore 10.10 – (Mattino di Padova) […] «Il primo posto dà morale, fare tre punti contro una diretta concorrente è una gran cosa. Dobbiamo stare aggrappati lì, oggi la Samb riposa, ma ci sono altre squadre che potrebbero allungare ancora: ricarichiamo un po’ le pile e prepariamoci per il tour de force di novembre». Nico Pulzetti, per distacco il migliore in campo nel derby all’Euganeo, inquadra così la situazione della squadra. Non stava benissimo, e per questo Bisoli gli ha chiesto di giocare trequartista, più vicino alla porta avversaria. E l’ex Spezia l’ha ripagato con una prestazione sontuosa. «Mi metto sempre a disposizione del mister, cercando di dare una mano ai miei compagni sia in fase difensiva che in quella offensiva. Venerdì non stavo bene, avevo molto fastidio quando calciavo con il destro perché la tendinite è una brutta bestia, ma ci devo convivere e vado avanti così».

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) «Che bello Prato della Valle, immagini ed emozioni mi si accavallano nella mente, e poi sono passato dalla stazione: quante volte ho preso il treno per tornare dai miei…». […] «La Lega Pro, o Serie C come volete chiamarla, è una categoria molto complicata, difficile, piena di insidie. Per venirne fuori, a mio modo di vedere, più che la qualità dei giocatori conta il senso di appartenenza, il sentirsi parte vera di un progetto. In sostanza, giocatori che siano equiparati a soci del club in cui militano, a prescindere dall’aspetto economico. Solo così si va su». […]

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) Sapete tutti come andò la domenica dopo, ma quando toccai il primo pallone avevo le gambe che mi tremavano». […] «Mi considero una persona che ha fatto qualcosa di speciale, cominciando appunto a 19 anni, e non una persona speciale che ha fatto qualcosa di normale», confessa candidamente, non nascondendo di aver finalmente colmato una lacuna, perché da queste parti mancava da tanto, troppo tempo. «Purtroppo è così, i primi anni venivo spesso a Padova, questa invece è la seconda volta che ci torno nell’ultimo decennio». […] «Respiro ancora l’aria di allora», commenta. «Volevo andare all’Appiani, mi hanno detto che è cambiato tutto, addirittura non ci sono più le recinzioni…».

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) […] «Adesso il retroscena di quel trasferimento a Padova lo posso rivelare», l’esordio di Demetrio Albertini. «Berlusconi mi chiamò pochi giorni prima dicendomi che voleva farmi fare un’esperienza in B perché potessi giocare con continuità. Le possibilità erano due: Lucchese e Padova. Scelsi la seconda, anche perché era più vicina a casa. Ricordo che, neo-patentato, salii in auto, con la valigia dietro, e da solo venni giù, lungo l’autostrada A/4, per la prima volta fuori dal mio ambiente. Arrivai, parlai con Giordani e Aggradi, i quali – era un giovedì sera – mi portarono con loro in una tv locale, per una trasmissione che si annunciava dai contenuti molto “forti”. Lì si presentarono anche una decina di ultras, chiaramente non ce l’avevano con me, ma con la squadra. Mi misi in un angolo, un po’ intimidito.

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) […] Il programma: oggi, alle 14.30, Ravenna-Albinoleffe (arbitro Maranesi di Ciampino) e Renate-Sudtirol (Mercenaro di Genova); alle 16.30 FeralpiSalò-Gubbio (Ricci di Firenze); alle 18.30 Pordenone-Mestre (Meraviglia di Pistoia), Reggiana-Fermana (Guarnieri di Empoli) e Santarcangelo-Teramo (Miele di Nola); domani, alle 20.30 Vicenza-Triestina (Miele di Torino). Riposa: Samb. Rinviata Fano-Modena. La classifica: Pordenone, Samb e Padova 19 punti; Bassano 18; Renate 17; Vicenza e Mestre 15; Albinoleffe 14; FeralpiSalò 13; Fermana 12; Sudtirol 11; Triestina e Teramo 10; Ravenna 9; Reggiana e Gubbio 8; Fano e Santarcangelo 4; Modena -1.

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) […] «Sono molto contento del successo col Bassano e anche della prestazione della squadra — sorride il dg Giorgio Zamuner — mi sembra che il pubblico abbia gradito e abbia applaudito, sono felice perché la gente si riconosce in questa squadra. Siamo riusciti a sbloccare il risultato e, una volta andati in vantaggio, resta sempre difficile farci gol. A Teramo abbiamo commesso due ingenuità che ci sono costate altrettante reti, ma abbiamo reagito subito e non nego che fosse molto importante riuscire a portare a casa questa partita. Anche perché, dopo il Modena, ci aspettano una serie di impegni tutt’altro che semplici, fra cui la trasferta di Salò e le partite contro Mestre e Pordenone». La società sta seguendo con estrema attenzione gli sviluppi del caos modenese, visto che domenica prossima in programma c’è proprio Modena-Padova. E ha accolto con stupore e sorpresa la notizia del rinvio deciso dal Consiglio federale di Fano-Modena. Una situazione a dir poco inconsueta che, di fatto, ha già creato scompensi nel campionato, visto che Mestre e Albinoleffe, giusto per fare due esempi, hanno vinto senza neppure dover scendere in campo contro gli emiliani, mentre Renate e Vicenza, al contrario, sono state costrette a una trasferta a Forlì e a sudarsi i tre punti sul campo. Cosa che, non va escluso, potrebbe toccare anche al Padova, tanto che Zamuner alza la voce. «Secondo noi è assurdo quello che sta succedendo — spiega il dg — non ci siamo ancora mossi, ma la situazione di Modena è inconcepibile, se si vuole che il campionato sia regolare non si può andare avanti in questa maniera. Preciso che non vogliamo trattamenti di favore, ma chiediamo solo che vengano prese decisioni lineari, con il presidente non ho ancora parlato ma di sicuro terremo le antenne dritte». […]

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