Live 24! Padova-Carpi, il giorno dopo: sconfitta che brucia doppiamente, il paziente Biancoscudato è ancora malato…

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Ore 20.00 – (Gazzettino, edizione di Pordenone) Bombagi e Florio stanno affilando i tacchetti. Saranno probabilmente in campo sin dall’inizio per sostituire nella supersfida con la Ternana di domani sera alle 20.45 gli squalificati Gavazzi e Semenzato. Francesco Bombagi, apprezzatissimo da re Mauro, non è certo una riserva. Ha collezionato già 11 presenze in questo campionato. Fra l’altro è pure un’ex fera, avendo giocato la prima parte della stagione 2017-18 con la Ternana in B (un solo gettone), prima di arrivare al De Marchi. Nove sono invece le presenze in neroverde di Filippo Florio, ma solo 3 dal 1′. In ogni caso, quando è stato chiamato in causa, l’ex Ascoli ha sempre fatto il suo dovere. La concentrazione dei ramarri è massima, come la voglia di confrontarsi con la compagine che tutti danno come favoritissima per la promozione diretta in B. L’orario tardo, la giornata feriale, le condizioni atmosferiche e la diretta su RaiSport non favoriranno certo l’afflusso del pubblico al Bottecchia. A mancare non saranno tanto i supporters neroverdi, che seguono con passione ed entusiasmo il Pordenone di Attilio Tesser, quanto la tifoseria rossoverde. Non ci sarà un’invasione simile a quella del match con il Lanerossi, seguito in riva al Noncello da oltre 800 ultrà. Né vedremo nel settore riservato agli ospiti i 400 che hanno accompagnato la Triestina. Sono troppi anche per i fedelissimi i 550 chilometri che dividono il centro umbro dalla Destra Tagliamento. Le ultime stime danno un seguito rossoverde di non più di 50 coraggiosi. Consistente, nonostante le premesse, dovrebbe essere invece la presenza della tifoseria locale. L’ufficio stampa neroverde prevede che saranno fra i 1600 e i 1700 gli appassionati che accorreranno al Bottecchia per sostenere con calore capitan Stefani e compagni e informa che la biglietteria domani aprirà alle 14, mentre i cancelli dello stadio-velodromo verranno aperti alle 19.15. […]

Ore 19.00 – (Messaggero Veneto) Difficile cambiare la squadra che ha così ben impressionato al Brianteo. Ma Tesser, in vista del match di domani al Bottecchia con la Ternana, sarà costretto ad apportare qualche modifica. Se non altro a causa della squalifica di Gavazzi. È molto probabile che al suo posto sia inserito Bombagi, che il suo turno di squalifica l’ha scontato. Ne ha ancora uno, invece, Semenzato, che ne aveva rimediati due nel caldo finale del derby con la Triestina. Sulla destra, pertanto, sarà confermato Florio. Con Stefani, Barison e De Agostini a completare il quartetto arretrato. Oggi (alle 10.30) il tecnico neroverde dirigerà una seduta di rifinitura a porte chiuse che dovrebbe servire a sciogliere gli ultimi dubbi di formazione. Le incognite riguardano in particolare il reparto avanzato. Berrettoni dovrebbe essere schierato alle spalle di due punte o nel duo dietro un unico attaccante. A Monza il tridente comprendeva inizialmente Ciurria e Candellone. Con la Ternana si candida a una maglia da titolare Magnaghi, autore della prodezza valsa la rete della sicurezza domenica scorsa. Sulla carta si profila un ballottaggio tra Ciurria e Magnaghi, dando per inamovibili l’ex laziale e Candellone. Ma non è escluso che lo stesso Ciurria possa essere arretrato in mediana. E a quel punto sarebbe Bombagi il sacrificato. […]

Ore 18.30 – (Messaggero Veneto) Una squadra, una città, un sogno in comune. Il Pordenone domani sfiderà la Ternana in un match dal dolce profumo di serie B. Il Bottecchia si prepara a un’altra notte di gala. Sotto i riflettori dello stadio cittadino e davanti alle telecamere di Raisport. Pronti i vessilli neroverdi. Ma non soltanto. C’è chi domani potrebbe presentarsi anche con la foto dei propri beniamini. Basterà acquistare una copia del Messaggero Veneto e si riceverà in regalo il poster della squadra di Attilio Tesser. È un altro segnale della vicinanza tra la società neroverde e l’ambiente che la circonda. In un clima di euforia, riaccesa dal successo di Monza che ha fatto dimenticare gli stop interni con Fermana e Triestina. Ma affinché quelle sconfitte finiscano davvero nel baule dei ricordi ci vorrà un risultato positivo con la Ternana. La squadra che, classifica alla mano, potrebbe balzare al comando una volta recuperate le due gare che ancora le mancano all’appello (con Rimini e Sambenedettese). Un’autentica corazzata quella allenata dall’ex, ancora amato, tecnico dell’Udinese Gigi De Canio. Ma il Pordenone visto a Monza ha ritrovato consapevolezza nei propri mezzi e quella forza d’urto in attacco che sembrava un po’ evaporata. Una recente statistica esalta uno dei protagonisti del successo in casa del club di Silvio Berlusconi. Le sue 5 reti hanno sinora portato in dote ben 10 punti (sui 22 complessivi). Lui è Leonardo Candellone, una delle rivelazioni della compagine di Tesser. La speciale graduatoria riguarda il valore, in termini di punti, dei gol decisivi realizzati sinora nel girone B. Così si è scoperto che l’attaccante neroverde è secondo soltanto al suo prossimo rivale Marilungo, le cui prodezze sono valse 11 lunghezze alla Ternana. […]

Ore 18.00 – (Gazzettino, edizione di Venezia) «La vittoria del Venezia non fa una piega». L’amarezza per la sua prima sconfitta da allenatore del Brescia non scalfisce la sportività di un Eugenio Corini. «Negli spogliatoi a fine gara l’ho detto chiaro ai miei giocatori, per come si è sviluppata questa partita dobbiamo solo stare zitti e incassarla in silenzio la schiettezza del tecnico lombardo Abbiamo preso l’1-0 su un rinvio lungo, loro hanno vinto un contrasto aereo e sono stati bravi nel trovare l’imbucata vincente. Dopo l’espulsione, a mio avviso giusta, avevamo 70′ con un uomo in più ma siamo stati molto lenti e scolastici nel girare la palla, con grossi meriti dei nostri avversari». […] «Sconfitta meritata, perché loro sono stati molto più determinati di noi, hanno tenuto tutte le palle sempre vive, rendendosi pericolosi sulle palle inattive e nei duelli individuali hanno avuto più forza ed energia. Sono proprio deluso».

Ore 17.30 – (Gazzettino, edizione di Venezia) La stoica vittoria sul Brescia fa gonfiare il petto dagli States a Joe Tacopina, al solito molto carico dopo un successo del suo Venezia ritrovato. «Oggi ho visto una grande squadra e un grande gruppo la soddisfazione del presidente lagunare perché, anche dopo l’ingiusta espulsione di Falzerano dopo 20′, ha dimostrato di aver controllo del gioco senza subire psicologicamente e riuscendo pure a segnare il secondo gol. Anche la ripresa è stata dimostrazione di forza di un gruppo che ha resistito al forcing del Brescia sfiorando il terzo gol in contropiede». Da Tacopina a Zenga la soddisfazione è la stessa, tant’è che l’allenatore arancioneroverde, pur bocciando la decisione arbitrale di espellere Falzerano per la tacchettata a Tonali, puntualizza: «I momenti della partita vanno letti da parte di chi la dirige, non mi pareva una gara cattiva e, nella circostanza, era solo la dinamica di una situazione di gioco. Ad ogni modo ora non posso cambiare niente ma soprattutto non mi va di distogliere l’attenzione dalla mia felicità per la prestazione della squadra». Tre punti ancor più dolci considerato che l’unica sconfitta stagionale del Brescia, per 3-2 a La Spezia, risaliva addirittura al 1. settembre. «Abbiamo affrontato un avversario tosto che veniva da una serie infinita di risultati positivi prosegue il tecnico lagunare La bravura dei ragazzi è stata ancor più grande di quanto non si sia evidenziato in campo, proprio perché l’espulsione era gratuita. Non abbiamo mai perso attenzione e padronanza del campo, riuscendo a creare tanto in avanti. Merito della massima disponibilità di tutti, vedi Citro che si è adattato a giocare interno abbassandosi a centrocampo, per non parlare degli straordinari Vrioni e Di Mariano». […]

Ore 17.00 – (Corriere del Veneto, edizione di Venezia) La prima dopo la sosta è sempre un’incognita e quella del Penzo si rivela una gara in cui succede di tutto. Il Venezia vince 2-1 con il Brescia, trova in Di Mariano il mattatore (doppietta) e si gode lo spirito infuso da Zenga che dalla panchina trascina i suoi, capaci di tener testa agli avversari per oltre un’ora pur in inferiorità numerica. Ai dubbi della vigilia risponde il campo: gli arancioneroverdi sono in una forma fisica impeccabile e dimostrano la mentalità solida del grande team al termine di 96 minuti per cuori forti. La squadra bresciana parte a trazione anteriore: con due finalizzatori come Donnaruma e Torregrossa che si cercano a ripetizione, è la difesa del Venezia a soffrire. […] Al quarto d’ora Vrioni pressa alto e come un falco ruba palla a centrocampo, pescando in profondità Di Mariano. La punta è a suo agio negli spazi veloci, brucia Romagnoli, si fa beffe di Alfonso in uscita e sposta la palla, gonfiando la rete. La partita per il Venezia è in discesa, poi l’episodio — incomprensibile — dell’espulsione di Falzerano rischia di far vacillare tutto. Sul cronometro scorre il 23’ quando il centrocampista, involontariamente, pesta Tonali al basso ventre. Il bresciano resta a terra dolorante (forse esagerando un po’ gli effetti del contatto) e l’arbitro Pillitteri non ci pensa due volte, mandando il veneziano negli spogliatoi. La decisione obbliga gli arancioneroverdi a giocare in dieci per un’ora. Da quel momento diventa una gara di sofferenza. Nonostante il gap la squadra di Zenga riesce a raddoppiare sfruttando l’occasione propizia di una palla inattiva. Bentivoglio al 36’ scodella per Pinato, magistrale nel trovare la sponda per Di Mariano che centra con un’incornata la doppietta, prima della carriera. Nota statistica: si tratta del primo gol di testa del Venezia in questo campionato. […]

Ore 16.30 – (La Nuova Venezia) Tanto lavoro di qualità e quantità per Giacomo Vrioni, davvero uomo in più nel Venezia visto con il Brescia. «È stata una vittoria sofferta» spiega l’attaccante «ma abbiamo saputo soffrire dopo l’espulsione di Falzerano. Ci siamo comportati da squadra vera». All’italo-albanese è mancato solo il gol ma ha messo Di Mariano nelle condizioni di sbloccare la partita. Un giocatore in crescita rispetto all’inizio del campionato quand’era poco impegnato e ora potrebbe rivelarsi un prezioso centravanti. «Cerco di allenarmi bene tutti i giorni» continua «e devo continuare in questo modo. Non mi aspettavo di giocare ma cerco di farmi trovare pronto in ogni momento. Ringrazio Zenga della fiducia». Marco Pinato è un giocatore ritrovato, dopo tanti guai fisici. Con il Brescia non solo è stato tra i migliori ma ha dato anche la palla giusta a Di Mariano per il raddoppio. «Abbiamo fatto una grande partita» dice «ma il Venezia è in grado di disputarle. Come dimostra quanto successo dopo il rosso a Falzerano, la squadra ha dimostrato di avere la maturità per capire i momenti della gara. Zenga non ha fatto sostituzioni, solo aggiustamenti tattici, i cambi avrebbero lasciato il pallino del gioco al Brescia ed è arrivato il 2-0, che ci ha dato maggiore sicurezza per ottenere la vittoria. Dopo la sconfitta di Cittadella, siamo ripartiti». […]

Ore 16.00 – (La Nuova Venezia) Le due versioni di Zenga sembrano distanti anni luce. Quello grintoso che urla e si sbraccia in campo, quello serafico e quasi filosofo nel commentare la partita. La ragione ce l’ha lui, con un Venezia rinato sotto la sua guida e con un ruolo, quello di tecnico, esaltato da settimane dai suoi giocatori. «Sono sereno perché lavoro bene, il gruppo mi segue e non guardo oltre la partita che ci aspetta in seguito» è la prima considerazione del tecnico «continuiamo con la solita mentalità nell’andare al campo di allenamento per migliorarci e poi vedremo. Abbiamo affrontato una squadra tosta che mi è piaciuta molto, e che oltretutto veniva da una serie lunghissima di risultati positivi. La nostra bravura più grande è stata quella mostrata in campo. Penso che l’espulsione sia stata assolutamente gratuita, ma il Venezia non ha perso attenzione, concentrazione e padronanza del gioco. In dieci l’assetto offensivo non è cambiato, e in questo i giocatori sono stati bravi, davanti hanno fatto un lavoro fantastico. Al di là del risultato positivo, abbiamo interpretato bene la partita». […] Dagli Stati Uniti arriva anche la soddisfazione del presidente Tacopina per questa vittoria. «Ho visto una grande squadra, un grande gruppo che, pure dopo una espulsione che trovo ingiusta, ha dimostrato di avere controllo del gioco senza subire psicologicamente quanto accaduto, ma riuscendo pure a raddoppiare. Anche la ripresa è stata una dimostrazione di forza, sfiorando comunque il terzo gol».

Ore 15.30 – (La Nuova Venezia) Di Mariano illumina il “Penzo” e oscura un Brescia arrivato in laguna accompagnato dai colpi di grancassa: doppietta del bomber palermitano e tre punti al Venezia, alla faccia della serie d’oro dei lombardi imbattuti con l’arrivo di Corini, di un Tonali già nell’orbita azzurra e del primato di almeno un gol in ogni partita. Sì, il gol il Brescia lo segna anche stavolta, al 92′ con Donnarumma, ma è troppo tardi. Ecco allora il 2-1 del Venezia, una vittoria che vale tantissimo perchè allontana la squadra dalla zona playout, arriva contro un avversario di qualità, e in più arriva giocando in dieci contro undici, poiché Falzerano si prende il cartellino rosso dopo 22 minuti. Ma la chiave della partita è un’altra: Zenga – che finora ha valutato le tante soluzioni possibili – consegna a Giacomo Vrioni la responsabilità dell’attacco e l’italo-albanese risponde con una prestazione maiuscola. Il centravanti vero, che manovra, che gioca anche spalle alla porta, tiene palla e fa salire la squadra, e detta un assist infiocchettato come un regalo per la Freccia del Sud, Francesco Di Mariano, per un gol che dopo neanche un quarto d’ora mette in ginocchio il Brescia. Buon Venezia, insomma, vittoria limpida, con un po’ di sofferenza nei primi minuti e poi negli ultimi, quando il Brescia mette via il libro di geometria e cerca il jolly della disperazione. Partita comunque oltre il livello medio della categoria, anche per la qualità di alcuni singoli: detto di Vrioni, che potrebbe diventare un riferimento fisso nel Venezia di questa stagione, e di un Di Mariano straordinario per incisività e velocità, la formazione di Zenga fa vedere un Bentivoglio in crescita, Modolo verso la condizione migliore e soprattutto l’importanza di Pinato. E anche dall’altra parte c’è tanta roba: l’accoppiata Donnarumma-Torregrossa è tra le migliori della B, anche il giovane Tonali, 18 anni, reduce dalla Nazionale, fischiatissimo perchè coinvolto nel fattaccio di Falzerano, dimostra grande personalità, e orchestra il gioco con aperture al millimetro ora a destra ora a sinistra. […]

Ore 14.50 – (Gazzettino) Finisce un’altra volta con un pareggio la sfida tra Livorno e Cittadella. È il risultato più gettonato tra le due squadre e la tradizione si è ripetuta anche ieri al Picchi: sei dei precedenti tra le due compagini in serie B sono infatti terminati con la divisione della posta (due le vittorie dei toscani e tre quelle dei veneti). Il Livorno ha perso cinque delle ultime sei gare disputate ed è il fanalino di coda del torneo, mentre il Cittadella è imbattuto da sei partite di campionato, con due successi e quattro pareggi. Sulla carta i favori del pronostico sarebbero per la squadra di Roberto Venturato, invece la truppa granata ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per reggere l’urto dei padroni di casa che, specie nel secondo tempo, hanno sfiorato il gol in più di un’occasione. Questa volta oltre agli interventi di Paleari anche l’arbitro ha dato una mano al Cittadella, assegnando una punizione dal limite per l’intervento del portiere granata su Murilo che invece era stato commesso nettamente dentro l’area di rigore. Il direttore di gara ha comunque ampiamente compensato la svista sorvolando sulla spinta ai danni di Settembrini e soprattutto mostrando un rosso esagerato a Finotto. […]

Ore 14.30 – (Gazzettino) Ecco allora l’analisi dell’allenatore granata: «Nel primo tempo penso abbia fatto meglio il Cittadella, nella ripresa invece si è messo in evidenza di più il Livorno. La partita è finita quindi in parità, mi sembra che il risultato sia corretto, rispecchi l’andamento dell’incontro. Mi spiace che la mia squadra non sia riuscita a ripetere le buone cose evidenziate nei primi 45 minuti anche nella ripresa». Merito degli avversari, in primo luogo. «Siamo stati aggrediti dai giocatori del Livorno, non riuscendo più a tenere e far girare il pallone come volevamo. L’abbiamo fatto in poche circostanze, va dato merito alla squadra di casa per un buon secondo tempo giocato».
Lo 0-0 è più per demerito del Cittadella o perché di fronte c’era un Livorno convinto e determinato? «Nel primo tempo abbiamo giocato bene, magari non riuscendo ad essere incisivi negli ultimi metri. Ci è mancato l’ultimo passaggio, la stoccata decisiva. Nella ripresa abbiamo creato due buone occasioni, con Finotto e Scappini, però il Livorno nella seconda parte ci ha messo in difficoltà». […]

Ore 14.10 – (Mattino di Padova) Un punto preziosissimo. Magari, alla vigilia, qualcuno avrebbe storto il naso di fronte a uno 0-0 in casa dell’ultima della classifica, ma, a conti fatti, questo risultato vale come una vittoria, perché consente di prolungare a sette gare la striscia positiva e spinge il Cittadella a un provvisorio terzo posto in classifica, in attesa che tra oggi e domani si completi il turno.Raramente Iori e soci in questa stagione hanno sofferto come nel secondo tempo di Livorno, faticando tremendamente a tener palla nella metà campo avversaria. La sosta non ha fatto bene agli uomini di Venturato, in una gara caratterizzata dagli alti contenuti agonistici e da errori arbitrali gravi ai danni di entrambe le squadre, anche se il più clamoroso stavolta è stato a favore dei granata, ieri in maglia gialla da trasferta, con un rigore “retrocesso” a punizione dal limite. Venturato conferma dieci undicesimi della formazione che, nello scorso turno, ha schiantato il Venezia, con l’unica novità, peraltro attesa, data dall’impiego di Camigliano al posto dell’infortunato Drudi. Nelle file di casa, invece, Breda, al debutto al Picchi, opta per un 3-4-1-2, con Diamanti chiamato a inventare dietro alle due punte. Ma il lavoro del tecnico trevigiano, a quanto s’intuisce, è stato soprattutto sul piano psicologico, perché il suo Livorno appare più convinto nei suoi mezzi rispetto a quello di Lucarelli. Proprio Diamanti è uno dei “fattori”, non solo perché tutte le azioni offensive toscane partono dai suoi piedi educati, ma perché nel giro di una quarantina di minuti costringe al fallo d’ammonizione sia Settembrini che Iori.

Ore 13.50 – (Mattino di Padova) Come si è vista la partita dal campo lo racconta, invece, il difensore Luca Ghiringhelli: «Tutto sommato il pareggio è giusto. Certo, forse rimangono un po’ più negli occhi i minuti del secondo tempo in cui siamo stati in difficoltà. Ma credo che nel primo tempo abbiamo gestito sempre noi la gara e abbiamo avuto occasioni importanti. Sapevamo», prosegue il difensore granata, «che questa era una trasferta ostica e che la classifica non rispecchia i valori del Livorno, che ha giocatori importanti, su tutti Diamanti. Per questo a mio parere il punto che abbiamo conquistato è guadagnato».La prospettiva rimane sempre guardare in alto: «La lotta davanti è con tante squadre», chiude Ghiringhelli, «In questo momento l’importante è dare continuità e anche il pareggio di oggi in questo senso è buono. Chi riuscirà a dare più continuità nelle prestazioni e nel far punti potrà dare uno strappo importante alla classifica».

Ore 13.30 – (Mattino di Padova) Il calcio di rigore non assegnato al Livorno nel secondo tempo la fa da padrone nel dopopartita dello stadio Picchi di Livorno. Ma mister Roberto Venturato non cade nella trappola delle polemiche, memore anche dei tanti torti subiti dai suoi anche in questo campionato. «Mi dispiace di dover parlare di questo episodio anche perché non so davvero cosa potrei dire. L’arbitro ha preso questa decisione e ne prendiamo atto, così come a noi in più di una occasione è capitato di subire decisioni del genere. Ricordo almeno cinque o sei episodi abbastanza gravi nel campionato in cui non ci è stato dato quello che ritenevamo giusto. Io devo rispettare le decisioni arbitrali, le ho rispettate quando le ho subite, le rispetto ora». […] «C’è stato un primo tempo in cui abbiamo fatto meglio noi e un secondo tempo in cui ha giocato meglio il Livorno. È finita in parità una partita che, mi pare, nel risultato dica abbastanza la verità. Mi dispiace che noi non siamo riusciti a fare bene come nel primo tempo anche nella ripresa. Ma siamo stati aggrediti e non siamo più riusciti a muovere palla per mettere in difficoltà gli avversari. Quando lo abbiamo fatto, abbiamo messo in difficoltà gli avversari, ma c’è da dare merito anche a loro per quanto sono riusciti a fare nella ripresa. Per parte nostra non siamo riusciti ad essere incisivi negli ultimi metri, anche se in diverse occasioni potevamo fare gol, ma abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio o il tiro conclusivo. Nel secondo tempo abbiamo avuto due occasioni con Finotto e Scappini». […]

Ore 13.00 – (Il Piccolo) […] Pavanel come al solito e più del solito non dice nulla sulla formazione che giocherà questo pomeriggio. Ma a quanto si vede nella rifinitura e per logica lo schieramento di partenza sarà lo stesso o quasi di quello utilizzato con ottimo profitto, nonostante l’1-1 finale, contro il Vicenza lunedì sera al Rocco. Del resto il 4-2-3-1 è un modulo che sta funzionando molto bene e quindi non si tocca e gli interpreti sono contati viste le perduranti assenze di Granoche, Maracchi e Mensah. Sia nella partitella su metà campo che su quella di una quindicina di minuti giocata sull’intero rettangolo di gioco si capisce che non ci saranno cambiamenti. Malomo, dopo aver sofferto a inizio settimana per quella caviglia malconcia già a Pordenone, si è ripreso e dovrebbe essere al fianco di Lambrughi al centro della difesa. Pavanel tuttavia potrebbe scegliere all’ultimo momento di schierare Codromaz per non rischiare, soprattutto in prospettiva, l’ex vicentino. Per il resto i terzini Sabatino e Formiconi sono inamovibili, Coletti e Steffè giocheranno davanti alla difesa. Bracaletti avrà il compito di ispirare la manovra offensiva con Procaccio (anche lui si è ristabilito pienamente) di punta sostenuto dalle avanzate di Beccaro e Petrella sulle fasce. […]

Ore 12.30 – (Corriere del Veneto, edizione di Vicenza) La squadra di Giovanni Colella cerca la quinta vittoria consecutiva al Menti contro un Südtirol che viene dalla beffarda sconfitta interna subita davanti ai propri tifosi all’ultimo secondo contro la Vis Pesaro. I biancorossi ripartono dal buon punto ottenuto a Trieste anche se la prestazione non è stata del tutto convincente: «Ci sono state ombre e luci nella gara di domenica scorsa a Trieste in cui c’è anche da valutare la bravura dell’avversario che, soprattutto nel primo tempo, è stato più bravo di noi — dice Colella — nel calcio si deve sempre guardare avanti. Di quello che è stato si analizzano gli errori per non ripeterli, ma ribadisco che a Trieste abbiamo anche fatto cose buone. Inoltre è stato portato a casa un punto da un campo difficile e questo, dopo due sconfitte esterne consecutive, è stato senza dubbio buono per la classifica e per il fatto che abbiamo potuto lavorare in settimana con serenità». Contro il Südtirol Colella dovrà rinunciare ai difensori Andreoni e Bizzotto infortunati, al regista De Falco che lamenta ancora problemi ad un polpaccio, oltre a Giacomelli fermato per un turno dal giudice sportivo. «In difesa ho possibilità di scelta, e a metà campo sarà ancora Salvi a prendere il posto di De Falco — sottolinea l’allenatore berico — mentre in attacco potremmo cambiare qualcosa. Loro sono una squadra molto strutturata che gioca molto sugli anticipi e con marcature preventive e l’idea è di provare ad aggirarli». […]

Ore 12.00 – (Mattino di Padova) C’è l’esame Feltre per l’Este, che dopo l’1-1 di Chions oggi (fischio d’inizio alle 14,30, arbitra il signor Angelo Tomasi della sezione di Lecce) affronta l’insidiosa compagine bellunese. «Avremo davanti una squadra che finora ha raccolto meno del previsto, ma è dotata di qualità ed esperienza. Loro vengono da sette pareggi consecutivi e questo è sintomo di solidità. Si difendono con il coltello tra i denti e sono in grado di attaccare molto bene la profondità. Hanno un progetto di gioco ben preciso e una rosa fatta di calciatori di valore, in primis nel reparto offensivo con il tandem Calì-Madiotto. Sarà senza dubbio una partita complicata» dice il direttore sportivo giallorosso Gabriel Maule.Gli atestini arrivano dall’1-1 di Chions, che ha permesso all’Adriese di tornare sola in vetta al girone: l’obiettivo è rimanere ai vertici e per farlo serve una continuità di risultati. «A noi in avanti serve pazienza: non dobbiamo forzare le giocate. In fase difensiva invece ci vorrà maggiore accortezza: è fondamentale avere un’attenzione costante dal primo all’ultimo minuto, perché basta un errore per essere puniti. La nostra retroguardia è composta da diversi giovani, ma su questo aspetto secondo me stiamo migliorando». […]

Ore 11.40 – (Mattino di Padova) I Gabbiani vogliono tornare a volare dopo il pareggio di Montebelluna e oggi alle 14.30 aspettano il Tamai (arbitro Castellone di Napoli) per tornare a vincere e rilanciarsi nei quartieri altri visto che mercoledì si gioca il recupero a Levico. Il tecnico biancorosso, Antonio Andreucci fa il punto. «Giochiamo oggi contro il Tamai che ha avuto un momento difficile, che in settimana ha cambiato allenatore, una partita che potrebbe diventare un’incognita se non la affrontiamo con lo spirito giusto. Dobbiamo partire meglio di come abbiamo fatto a Montebelluna, anche se poi abbiamo reagito alla grande».«Il Tamai», continua, «è una delle squadre, tra quelle per così dire di bassa classifica, che ha il maggior potenziale per mettere chiunque in difficoltà, noi compresi. Ha giocatori importanti: da Colombera a Faloppa che ho allenato al Real Vicenza, a Borgobello e Furlan a centrocampo, ad Alcantara in attacco dove, ovviamente, il grande osservato è Maccan, che sappiamo essere un attaccante molto pericoloso. Dovremo stare molto attenti, giocheremo per vincere come faremo sempre, ma dobbiamo considerare che davanti troveremo una squadra tosta». […]

Ore 11.10 – Le pagelle del Padova (Gazzettino): Perisan 4.5; Zambataro 5.5, Cappelletti 6, Ceccaroni 6, Contessa sv (Ravanelli 6, Vogliacco sv); Mazzocco 5.5, Belingheri 5.5, Pulzetti 6; Minesso 5.5 (Clemenza sv); Bonazzoli 5.5, Capello 5. 

Ore 11.00 – (Gazzettino) All’attaccante sono saltati i nervi dopo che per la terza volta nell’arco della gara il modesto arbitro Rapuano aveva negato al Padova un calcio d’angolo apparso evidente a tutti. Dalla sua bocca è uscita qualche parola di troppo e il fischietto romagnolo non ha esitato a sventolargli in faccia il cartellino rosso. Che il Carpi fosse il peggiore avversario per una squadra ancora alla ricerca di una precisa identità come il Padova lo si sapeva già alla vigilia. E il campo lo ha confermato. L’aggressività del 4-2-3-1 di Castori ha limitato di molto la lucidità dei biancoscudati nello sviluppo della manovra e anche l’esperimento di Belingheri nel ruolo di playmaker davanti alla difesa non ha prodotto i risultati sperati. Troppo timido il suo contributo, anche per la stretta marcatura di Concas che ne ha limitato di molto il raggio d’azione. Come arma per scardinare la rocciosa fase di non possesso degli emiliani Foscarini avrebbe poi voluto un arioso sviluppo del gioco, sfruttando le corsie esterne, ma anche in questo caso le sue idee non hanno trovato riscontro nei fatti. Zambataro e Mazzocco, che formavano la catena di destra, hanno approcciato alla gara con personalità e buona disposizione al dialogo, ma con il passare dei minuti si sono smarriti e hanno finito sulle ginocchia. […]

Ore 10.50 – (Gazzettino) È bastato un tiro tutt’altro che irresistibile dell’ex Jelenic (che poi non ha esultato) a decretare la prima sconfitta all’Euganeo dei biancoscudati e a rendere amarissimo l’esordio casalingo di Foscarini. L’effetto della vittoria di Ascoli è così subito evaporato e di nuovo la classifica è tornata a farsi molto delicata, tanto più che il Padova ha ceduto i tre punti a una diretta concorrente nella corsa alla salvezza. Una partita iniziata male e finita peggio, che ha certificato le difficoltà tecniche e psicologiche che continua a vivere la squadra anche dopo il cambio di allenatore. Unica parziale attenuante le scelte quasi obbligate di Foscarini, che si è ritrovato con Trevisan messo ko da un attacco influenzale prima della partita e Contessa costretto a chiedere la sostituzione dopo tre minuti (dentro Ravanelli) a causa di un problema tendineo già emerso durante la settimana. Quando poi anche Ravanelli a metà ripresa è stato costretto ad alzare bandiera bianca per colpa di un pestone, il tecnico si è ritrovato con un solo cambio a disposizione. E sono inevitabilmente naufragati i suoi piani di dare un volto più offensivo alla squadra per il forcing finale. Ciliegina sulla torta di un pomeriggio da dimenticare l’espulsione quasi sui titoli di coda di Capello, che fino a quel momento era stato l’unico a provarci veramente.

Ore 10.40 – (Gazzettino) […] Ecco Claudio Foscarini, che immaginava un debutto diverso all’Euganeo: «Il Padova ha fatto la prestazione che doveva fare, con tutte le difficoltà che c’erano. Abbiamo trovato una squadra schierata molto bene, noi abbiamo cercato di fare gioco anche se non siamo stati sempre bravi a muovere la palla con i tempi giusti. Sapevamo come affrontare il Carpi e che non dovevamo sbagliare niente, soprattutto nelle loro verticalizzazioni. In occasione del gol abbiamo sbagliato una lettura, dato che dovevamo scappare come avevamo fatto altre volte. Abbiamo inciso poco soprattutto davanti: abbiamo creato situazioni, ma tirato solo una volta in porta. La squadra ha idee e gioca, questa però è la serie B: non basta essere generosi, bisogna essere bravi negli episodi e concretizzare. E qui bisogna lavorare, ho visto la differenza di mentalità tra noi e loro: nel Carpi gente esperta e smaliziata, noi ingenui in tante occasioni. Dobbiamo crescere e non perdere punti per non restare inguaiati in classifica». […]

Ore 10.30 – (Gazzettino) «Abbiamo vanificato i tre punti presi ad Ascoli, bisogna resettare tutto e rimetterci a lavorare di buona lena». È comprensibilmente amareggiato il presidente Roberto Bonetto, il primo a presentarsi in sala stampa. «Sono deluso, ci aspettavamo di dare seguito alla vittoria di Ascoli. Sappiamo che sarà un campionato nel quale soffriremo sino alla fine. Speravo che questa partita ci potesse regalare qualche soddisfazione, invece siamo ancora lì. Abbiamo gioito una settimana, domani (oggi, ndr) parto per l’Indonesia e con questa sconfitta sarà un viaggio un po’ più pesante. Rientro venerdì e sabato sarò a Cosenza, dove sarà un’altra battaglia. Il campionato di serie B è questo: quando pensi di avere messo la testa fuori, te la ricaccia dentro». […]

Ore 10.10 – Le pagelle del Padova (Mattino di Padova): Perisan 4.5; Zambataro 5, Cappelletti 6.5, Ceccaroni 6, Contessa sv (Ravanelli 6, Vogliacco 6); Mazzocco 5.5, Belingheri 5, Pulzetti 6; Minesso 5.5 (Clemenza sv); Bonazzoli 5, Capello 4.5. 

Ore 10.00 – (Mattino di Padova) Come dire: vanificati tutti gli effetti positivi del blitz di Ascoli… Per l’allenatore trevigiano, che alla vigilia non aveva fatto mistero di considerare questa la sua prima, vera partita alla guida del Padova, aggiungendoci pure di temerla più del debutto del 10 novembre nelle Marche, è un potente schiaffo in faccia. Ci teneva a far bene all’esordio davanti al pubblico dell’Euganeo, si è trovato davanti invece un vero e proprio flop. Una metamorfosi inspiegabile rispetto a quanto visto al “Del Duca”, con un Padova impotente e sterile in attacco, ma in imbarazzo anche a centrocampo, dove la soluzione Belingheri regista non ha convinto. La buona volontà e l’impegno non bastano più, considerato che è stato già percorso più di un terzo del cammino, qui serve una continuità di risultati che manca sin dall’inizio del torneo. […] Il Padova ora riparte da Cosenza, sabato prossimo. Altra sfida diretta, che vale doppio.

Ore 09.50 – (Mattino di Padova) C’è di che restare basiti. Ad Ascoli, cinque giorni dopo il cambio in panchina (da Bisoli a Foscarini), il Padova gioca una partita tutta cuore e coraggio, esalta all’inverosimile il suo portiere, autore di interventi prodigiosi, e porta via tre punti – prima vittoria in trasferta della stagione – che lo rilanciano nella corsa-salvezza. Quindici giorni dopo, con una sosta di mezzo, dunque con tutto il tempo per migliorarsi sul piano del gioco, del carattere e della personalità, la stessa squadra incappa in una sconfitta pesante e assurda, cadendo per la prima volta davanti ai propri tifosi (dopo quasi nove mesi, risalendo l’ultimo stop al 3 marzo scorso, 0-2 con il Teramo) e incamerando così il sesto ko in 13 partite (vicini al 50%, media da retrocessione). Trattandosi, per di più, di uno scontro diretto con il Carpi, che prima di ieri gli stava dietro di 4 lunghezze, il contraccolpo in classifica è immediato: emiliani che riducono le distanze dai biancoscudati e nuova situazione da allarme rosso.

Ore 09.40 – (Mattino di Padova) «So che c’è sempre il vizio di guardare solo ai risultati, ma io non posso soffermarmi a questo». Non si abbatte mister Foscarini, sebbene sognasse un esordio ben diverso all’Euganeo. La partita è andata esattamente come temeva il tecnico, con il Padova imbrigliato dal Carpi e incapace di superare il muro eretto da Castori. «Non facciamo drammi, anche se la prova è stata balbettante», continua il tecnico. […] Cosa manca per provare a fare un vero salto di qualità? «Manca quello che ha messo in campo il Carpi. In questa partita loro sono stati esperti e smaliziati, mentre noi ci siamo rivelati ingenui in tante occasioni. Dobbiamo crescere e non perdere punti, perché anche i risultati positivi permettono di crescere». Come giudica l’esperimento di Belingheri provato da regista? «Era il giocatore che in quel ruolo mi garantiva l’autonomia maggiore, non è il classico playmaker ma avevo bisogno di lui. Non siamo mancati in quella fase di gioco, anche se siamo stati un pochino lenti. Dovevamo fare molto meglio, invece, dalla metà campo in avanti. Non siamo riusciti a concretizzare e andare sul fondo né a tirare in porta. Qualche attaccante non ha centrato bene la partita». Come giudica l’espulsione di Capello? «Ha sbagliato. Aveva ragione nel richiedere il corner, ma la sua reazione è stata inaccettabile e per questo pagherà». […]

Ore 09.30 – (Mattino di Padova) Più deluso che arrabbiato. È un Roberto Bonetto mogio e pensieroso quello che si presenta in salta stampa dopo la prima sconfitta casalinga stagionale. La tanto attesa svolta è rimandata e il Padova resta sempre invischiato nelle zone fosche della classifica: «Ma non siamo stati inguardabili come dice a qualcuno», tiene a precisare il presidente. «Di sicuro non abbiamo giocato bene. Abbiamo patito le tante assenze nel reparto difensivo, ed è mancata la cattiveria che occorre se ci si vuole salvare. Non è che il Carpi abbia fatto molto più di noi, ha segnato al primo tiro sfruttando un’incertezza di Perisan. Ma con i giovani è così, possono passare da grandi prestazioni a qualche errore, bisogna avere pazienza». Di tempo, però, non ce ne è più tantissimo e anche per questo Bonetto ammette che la società cercherà di rinforzarsi sul mercato di gennaio: «Sapevo che la vittoria di Ascoli non aveva fatto sparire tutte le difficoltà. Ciò che più mi dispiace, però, è che abbiamo vanificato quanto di buono fatto due settimane fa al “Del Duca”. Non abbiamo dato continuità e adesso vediamo di preparare al meglio la prossima trasferta di Cosenza L’obiettivo è di fare più punti possibili da qui a gennaio, poi vedremo come intervenire sul mercato per fare un girone di ritorno di altra caratura. In alcuni ruoli la rosa è scoperta, cercheremo di migliorarci».

Ore 09.10 – Le pagelle del Padova (Corriere del Veneto): Perisan 5; Zambataro 6.5, Cappelletti 5.5, Ceccaroni 5, Contessa sv (Ravanelli 5.5, Vogliacco 6); Mazzocco 5, Belingheri 5, Pulzetti 5; Minesso 5.5 (Clemenza sv); Bonazzoli 5, Capello 5. 

Ore 09.00 – (Corriere del Veneto) Non uno, ma due passi indietro. Il Padova crolla in casa col Carpi, vanifica quanto di buono fatto vedere ad Ascoli e sprofonda di nuovo in classifica. Claudio Foscarini più volte negli ultimi giorni aveva ammonito l’ambiente e pure la squadra a evitare assurdi rilassamenti. Una rondine, per quanto bella, non fa primavera e lo 0-1 maturato ieri all’Euganeo mette i biancoscudati nuovamente con le spalle al muro in una posizione di classifica molto penalizzante. Una ko che fa male, firmato dall’ex Jelenic, che non esulta per rispetto dei suoi ex tifosi («A Padova sono stato bene e se non ho esultato è perché rispetto profondamente questa tifoseria e questa piazza, che mi ha dato tanto»). Sul gol dell’esterno sloveno c’è lo zampino in negativo di Samuele Perisan, epico ad Ascoli e tremendamente terreno ieri all’Euganeo. Palla sul suo palo che gli passa sotto le braccia e svantaggio che lo inchioda così come tutta la squadra. Le priorità restano sempre le stesse: rinforzare con almeno tre elementi una squadra a cui manca un centravanti, un regista degno di tal nome e che andrà rinforzata anche sulla fascia sinistra, dove non esiste un’alternativa a Contessa. Se poi, come ieri, l’unico mancino basso di ruolo si fa male, da quella parte si apre una voragine. […] Sul taccuino tante occasioni, molte delle quali non sfruttate per pochi centimetri, ma anche un palo esterno di Concas per il Carpi e qualche incertezza difensiva, accresciuta pure dalla scelta obbligata di schierare tre difensori su quattro diversi rispetto ad Ascoli. Belingheri regista è un esperimento che in tutta evidenza non ha funzionato e bisognerà sperare, almeno fino a gennaio, che Pinzi o Della Rocca recuperino un minimo di condizione per tamponare l’emergenza. Davanti, poi, come osserva giustamente Foscarini, si spara a salve. Bisognerà per forza inventarsi qualche soluzione, perché gennaio è ancora lontano.



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