Inizio col botto


Per far capire ai nostri lettori la portata dell’operazione Sogliano a Padova basterà ricordare un particolare, più di ogni altro. Cinque anni fa, sotto la presidenza di Barbara Berlusconi, Sean Sogliano stava per diventare il nuovo direttore sportivo del Milan. Lo ripeto, perché sia ben chiaro a tutti: del Milan. Un giorno, se lo vorrà, il diretto interessato racconterà cosa è accaduto e perché saltò quella trattativa. Una versione molto credibile da lui stesso confermata sostiene che non volesse fare fare il finto ds, che non accettasse di essere il “cameriere” (mi si passi il termine) di qualcun altro, in quel caso di Adriano Galliani, con cui mi risulta che i rapporti siano ancora oggi eccellenti. Questo per far capire lo spessore di chi sostituisce oggi Giorgio Zamuner, che personalmente ritengo un ottimo direttore sportivo e un conoscitore di calcio. Di lui rimarrà, certo, la retrocessione dalla B alla C dove ci ha messo indiscutibilmente del suo ma dove paga anche colpe non proprie. Ma rimarrà anche una promozione dalla C alla B costruendo una squadra capace di vincere il campionato, cosa che a Padova non è che sia esattamente un’abitudine. Sfogliatevi gli almanacchi e contate quante volte, in mezzo secolo, il Padova ha vinto il campionato. Con Varrella dalla C2 alla C1, dalla C alla B bisogna tornare alla notte dei tempi. E’ davvero così scarso Zamuner? No di certo, chi sostiene questo nel migliore dei casi non sa quello che dice, nel peggiore è in malafede. A Zamuner è mancata esperienza, gli è mancato decisionismo, anche il coraggio quando c’era da prendere posizioni impopolari. Lo aveva fatto con Oscar Brevi e aveva chiuso il campionato al terzo posto a pari merito col Pordenone nonostante un gioco e un allenatore forse non adatti alla piazza di Padova. Poi si è fatto schiacciare da Pierpaolo Bisoli e, a forza di dover fare equilibrismo fra Bonetto padre, Bonetto figlio e allenatore è finito per rimanere travolto da questa situazione. Sono convinto che avrà altre occasioni e che si rifarà, perché la conoscenza calcistica c’è e magari dagli errori saprà fare tesoro per cambiare marcia negli aspetti che ancora deve migliorare come dirigente. Nel calcio è abitudine comune ricoprire di fango chiunque quando se ne va, io non lo faccio perché la mia stima personale per Zamuner è intatta. Ha commesso errori e secondo il parere di chi scrive sono quelli che ho appena elencato. Ma nel suo curriculum porterà sempre con sé una promozione a Padova dalla C alla B, non soltanto una retrocessione. Una cosa che a Padova non è riuscita a molti direttori sportivi e che non è esattamente l’abitudine.

Torniamo a Sogliano. Chi è Sogliano? Non potrei dire di conoscerlo bene come invece conosco altri dirigenti. Ho avuto modo di parlarci brevemente in alcune occasioni. Mi ha sempre dato l’idea di essere una persona di spessore internazionale, viaggia spesso, si documenta, parla pochissimo. Mi ha dato l’idea di essere un uomo tutto d’un pezzo. E il fatto che si sia rimesso in gioco dalla Serie C ne è una perfetta dimostrazione. Per il resto posso riportare quello che si dice di lui in giro. Che ha qualità indiscusse di leader. Che ha lavorato in piazze difficili. Che forse con l’esterno comunica poco. Che ha al suo attivo la scalata del Varese e quella del Verona in Serie A, che a Carpi non è andata come avrebbe voluto, che a Bari è passato per essere complice di Giancaspro ma che non potrebbe essere una verità più lontana. I suoi detrattori dicono che se ha uno spende due, ma poi scava scava e ti vengono forti dubbi che sia così. Con quali allenatori ha lavorato Sogliano? Potrei sbagliarmi, ma scandagliando tutte le sue esperienze, ha scelto direttamente soltanto due tecnici (se sbaglio chiedo anticipatamente scusa): Giuseppe Sannino, che si è trasferito all’Honved in Ungheria e per il quale personalmente non nutro grande stima e Mauro Zironelli a Bari. Non ha potuto lavorarci per i motivi che tutti sanno. Ecco perché Zironelli è un candidato per la panchina del Padova. Arriverà? Non lo so, ad oggi non ci scommetterei ma vedremo. Poi c’è Andrea Mandorlini. E qui a Padova si spalanca un portone. Non lo scelse Sogliano a Verona, ma lavorarono assieme, si scontrarono spesso, litigarono pure perché chi li conosce sa come sono fatti, ma fecero qualcosa di grande insieme. E poi si riappacificarono. Sarà Mandorlini il nuovo allenatore del Padova? L’idea sicuramente c’è, Sogliano la sta valutando, ma non c’è alcuna certezza che il prescelto sarà lui. E il perché è presto detto. Non siamo, almeno questa sera, “ai dettagli”, come ho letto altrove. Se così fosse la Cremonese, con cui Mandorlini ha in essere un contratto da oltre 300mila euro, sarebbe quantomeno a conoscenza di una trattativa per rescindere il contratto. Cosa che al momento (sono le 21.33) non c’è. Potrebbe accadere, magari domani, ma oggi la situazione è questa. Ci sono altre opzioni? Potrebbero esserci, qualcuno parla di Dionisi dell’Imolese che però ha 150mila euro di clausola rescissoria, qualcun altro ancora di Vincenzo Italiano, in finale playoff col Trapani. Vedremo.

Magari Sogliano prenderà Zironelli, magari prenderà Mandorlini, magari sorprenderà tutti con il coniglio dal cilindro. Una cosa, però, vorrei dirla. Joseph Oughourlian un modo migliore per presentarsi a Padova non avrebbe potuto sceglierlo. Ho letto una quantità immonda di sciocchezze in queste settimane, paragoni con Penocchio e con Viganò senza neppure sapere di chi si sta parlando. Probabilmente è perché Padova è rimasta scottata in passato, dal passato. C’è chi mi rinfaccia a distanza di anni che inizialmente non bocciai subito Diego Penocchio. Non lo feci perché mi fu detto (ed ebbi alcune conferme) che Massimo Giacomini di GSport sarebbe stato dietro le quinte uno dei grandi manovratori del post – Cestaro. Parlare di Giacomini o di Penocchio era ben diverso, da che mondo è mondo una visura della Ormis ero in grado di farla anche io. Solo che sono abituato a non giudicare prima di aver capito le intenzioni di chi lavora. E se Oughourlian sceglie Sogliano per il Padova mi ha già fatto capire molto. Per il resto c’è una storia tutta da scrivere e ognuno dei protagonisti, Sogliano compreso, dovrà dimostrare il suo valore. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…

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About Dimitri Canello

Direttore responsabile del sito web Padovagoal. Nato a Padova l'11 ottobre 1975, si è laureato nel marzo del 2002 in Lingue Orientali con la specializzazione in cinese. Giornalista professionista dal settembre 2007, vanta nel suo curriculum numerose esperienze televisive (Telemontecarlo, Stream Tv, Gioco Calcio, Sky, La 7, Skysport24, Dahlia Tv, Telenuovo, Reteazzurra, Reteveneta, Telecittà), sulla carta stampata (collaborazioni con Corriere dello Sport, Tuttosport, Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, World Soccer Digest, Bbc Sport online, Il Mattino di Napoli, Corriere del Veneto) e sui media radiofonici (RTL 102.500, Radio Italia Uno)

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